Passaggio decisivo nel percorso di trasformazione di Banca Ifis. La Banca d’Italia ha concesso il proprio via libera, definito dalla società “pieno e incondizionato”, alla fusione per incorporazione di illimity Bank, operazione destinata a essere completata entro la fine dell’esercizio 2026. Parallelamente cambia il vertice del gruppo: Raffaele Zingone è stato nominato amministratore delegato, prendendo il posto di Frederik Geertman.
Un passaggio rilevante anche per il sistema economico del Veneto, considerando che Banca Ifis ha la propria sede legale e operativa a Venezia-Mestre e una presenza diretta anche a Verona, con la filiale di via Enrico Fermi dedicata, tra gli altri servizi, a factoring e finanziamenti alle imprese.
L’autorizzazione alla fusione è stata ricevuta il 23 settembre e consente al gruppo di rispettare il cronoprogramma annunciato al mercato. Con il completamento dell’integrazione è prevista l’iscrizione in bilancio di circa 70 milioni di euro di attività fiscali differite, le cosiddette DTA, mentre vengono confermate sinergie a regime per 75 milioni di euro all’anno a partire dal 2027.
A sostenere questi obiettivi concorrono anche le operazioni già realizzate sulle attività di illimity. Banca Ifis segnala infatti il completamento delle dismissioni di Hype, ARECneprix e Abilio e la rimodulazione dei principali contratti IT della banca incorporata. Il progetto punta così a semplificare il modello operativo e a concentrare maggiormente il gruppo sulle attività considerate a più elevato valore aggiunto.
Resta centrale anche il sostegno alle piccole e medie imprese italiane e all’economia reale. Le prime sinergie commerciali sono già state avviate facendo leva sulle competenze di illimity nel Corporate & Investment Banking, nella finanza strutturata, nei Capital Markets e nei servizi alle imprese. All’interno del nuovo perimetro, anche la divisione Fürstenberg viene considerata strategica per lo sviluppo delle attività nel private banking.
Il completamento dell’integrazione coincide con un importante riassetto della governance. Il Consiglio di amministrazione, riunito il 24 settembre sotto la presidenza di Ernesto Fürstenberg Fassio, ha accettato le dimissioni con effetto immediato di Frederik Geertman dalle cariche di consigliere e amministratore delegato. Nella stessa seduta il CdA ha deliberato all’unanimità la cooptazione di Raffaele Zingone come consigliere non indipendente e la sua nomina ad amministratore delegato, con efficacia immediata e fino alla prossima riunione assembleare.
Zingone è stato individuato dal Consiglio come la figura chiamata a guidare il percorso di riorganizzazione che prevede, tra i propri punti centrali, la cessione del business NPL e la trasformazione del gruppo verso un modello maggiormente focalizzato sullo specialty finance e sul supporto all’economia reale, con servizi rivolti a PMI, imprenditori e famiglie.
Il nuovo amministratore delegato vanta vent’anni di esperienza all’interno di Banca Ifis, dove ha ricoperto diversi incarichi di responsabilità. Nel 2026 era stato nominato amministratore delegato di illimity Bank, guidandone il rilancio e il processo di integrazione nel gruppo Ifis, oltre all’ingresso nel mercato private attraverso il marchio Fürstenberg. Dal 2021 aveva inoltre ricoperto gli incarichi di condirettore generale e Chief Commercial Officer.

Il riassetto coinvolge anche la direzione generale. Il Consiglio ha nominato Fabio Lanza nuovo direttore generale, con efficacia subordinata all’esito positivo della procedura Fit & Proper della Banca d’Italia. Lanza ricopre dal 2021 il ruolo di condirettore generale e Chief Operating Officer di Banca Ifis e, prima di entrare nel gruppo, ha maturato una lunga esperienza in UniCredit. Secondo la banca, il nuovo assetto manageriale deve assicurare continuità gestionale e operativa, facendo leva sulla valorizzazione di professionalità interne.
Un altro capitolo centrale della strategia riguarda la cessione dell’intero business dei crediti deteriorati. Al termine della prima fase della procedura competitiva, il 24 settembre Banca Ifis ha ricevuto da numerosi investitori le offerte non vincolanti per l’acquisizione dell’intero ramo NPL. È stata quindi avviata la seconda fase del processo, che il gruppo intende chiudere entro la fine del 2026 con la sottoscrizione di un’offerta vincolante, sottoposta esclusivamente alle autorizzazioni previste dalla legge.
L’operazione, nelle intenzioni della banca, è destinata anche a rafforzarne il profilo patrimoniale. In questo quadro si inserisce la remissione volontaria, avvenuta il 24 settembre, dell’istanza di riacquisto del prestito obbligazionario emesso da illimity Bank con codice ISIN XS2361258317.
Accanto alle operazioni straordinarie, il comunicato rende noti anche gli esiti degli accertamenti ispettivi condotti da Banca d’Italia tra gennaio e giugno 2026. Il rapporto, ricevuto il 23 settembre, si è concluso con un giudizio parzialmente sfavorevole e con rilievi di conformità e gestionali riguardanti principalmente antiriciclaggio, rischio ICT e sicurezza operativa, cartolarizzazioni, processo del credito, NPL acquistati da terzi, sistema dei controlli interni, governo societario e sostenibilità del modello di business.
La Vigilanza ha chiesto alla banca di predisporre un piano di intervento AML e compliance e un piano di rimedio prudenziale. Secondo quanto comunicato da Banca Ifis, l’attuazione degli interventi richiesti non pregiudica comunque il proseguimento della cessione del business NPL e del percorso di trasformazione del gruppo.
Tra gli interventi previsti figurano la riqualificazione degli assetti di governo societario attraverso l’inserimento di nuove competenze e professionalità, il rafforzamento delle funzioni di controllo di secondo livello, la redazione di un nuovo piano industriale di gruppo, la revisione dei processi relativi a credito, NPL e cartolarizzazioni e un piano di rafforzamento del sistema di gestione del rischio ICT e della sicurezza operativa.
Dovrà inoltre essere completato l’adeguamento della classificazione e della valutazione dei crediti. La relativa quantificazione potrà essere effettuata una volta concluse le attività avviate dal Consiglio di amministrazione il 24 settembre. Banca Ifis sottolinea di avere già avviato le attività necessarie alla predisposizione dei piani richiesti dalla Vigilanza, la cui esecuzione sarà successivamente monitorata.
Banca d’Italia ha infine comunicato l’avvio di un procedimento per la determinazione di eventuali requisiti patrimoniali aggiuntivi, che dovrà concludersi entro un massimo di 90 giorni. Alla banca è riconosciuta la possibilità di presentare memorie e documentazione entro 45 giorni. Gli esiti saranno comunicati al mercato secondo la normativa vigente. Sono stati inoltre notificati due procedimenti sanzionatori nei soli confronti della banca, rispetto ai quali Banca Ifis ha annunciato che tutelerà la propria posizione attraverso gli strumenti previsti dalla normativa.
Il gruppo entra nell’ultima parte del 2026 con tre cantieri strategici aperti contemporaneamente: il completamento della fusione con illimity, la cessione delle attività NPL e l’attuazione degli interventi richiesti dalla Vigilanza. Un passaggio che ridisegna dimensioni, struttura manageriale e modello operativo di Banca Ifis, con l’obiettivo dichiarato di concentrare maggiormente il business sul finanziamento e sui servizi ad alto valore aggiunto destinati a imprese, imprenditori e famiglie.
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