Roma, 6 giugno 2026 – Donald Trump ha dichiarato: ”La situazione con l’Iran sembra procedere abbastanza bene”. Mentre nella notte le forze Usa abbattevano 4 droni iraniani lanciati verso lo Stretto di Hormuz e colpivano i radar costieri di Teheran a Goruk e sull’Isola di Qeshm. Il Centcom ha definito l’azione militare una “autodifesa”, la stessa parola usata dai Pasdaran nella risposta concretizzatasi con 7 missili balistici lanciati contro il Kuwait e il Bahrain. Una minaccia sventata dalle difese aeree che ne hanno intercettati 6, mentre uno non è mai arrivato. “Non ci sono al momento notizie di vittime fra il personale Usa, le notizie diffuse da Teheran secondo cui è stato danneggiato il quartier generale della 5 flotta in Bahrain sono false”, ha precisato il Centcom.
Ma Trump non sembra preoccupato dell’andamento del conflitto: “Abbiamo completamente distrutto il loro esercito”, anche se ha ammesso che l’Iran possiede ancora alcuni missili e droni. “Direi in termini percentuali, forse il 21-22% dei loro missili. Sono molti missili, ma non sono quanti ne avevano quando abbiamo attaccato per la prima volta”. Il tycoon comunque resta fiducioso di un possibile accordo: sono “forti” e “orgogliosi”, ma in definitiva, “non hanno altra scelta” se non quella di raggiungere un accordo”. Mentre non si fermano le armi in Libano, ieri almeno 21 le persone sono state uccise durante i raid israeliani nel sud del Paese, tra cui un membro del consiglio comunale di Sidone, due bambini siriani che viaggiavano in moto con il padre a Nabatiyeh e un paramedico nella vicina Zebdine.
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19:33
Media: Witkoff e altri negoziatori nel mirino dello spionaggio di Israele
L’inviato di Donald Trump Steve Witkoff, Elbridge A. Colby, massimo responsabile delle politiche del Pentagono, e uno dei suoi principali collaboratori, Michael P. DiMino IV. Questi sono alcuni dei funzionari nel mirino dello spionaggio di Israele secondo il New York Times. Stando a diversi rapporti di intelligence e del Pentagono, Witkoff e altri alti negoziatori sono stati intercettati dall’alleato durante le loro trattative per cercare di raggiungere un accordo di pace con l’Iran. Inoltre, secondo un alto funzionario Usa, l’abitudine di alcuni di questi negoziatori dell’amministrazione Trump di viaggiare su jet privati, gestire questioni di sicurezza nazionale tramite i propri telefoni personali e rifiutare il supporto del personale delle ambasciate americane all’estero li ha resi bersagli particolarmente vulnerabili per i servizi di intelligence, sia di paesi alleati che nemici.
16:09
Il capo dell’esercito libanese in Pakistan per incontrare il mediatore chiave tra Usa-Iran
15:46
Nyt: Israele ha usato il fosforo bianco su aree popolate del Libano. L’Idf smentisce
L’esercito israeliano ha impiegato fosforo bianco, una sostanza incendiaria potenzialmente molto pericolosa, su aree popolate del Libano nel corso del conflitto contro Hezbollah. Lo rivela il New York Times pubblicando anche delle foto e dei video che lo dimostrano. Ad esempio, il 30 maggio scorso, a Nabatieh, sono state osservate le caratteristiche scie di fumo prodotte da questo tipo di munizione in filmati diffusi sui social media e verificati dal Times mentre le forze israeliane conquistavano il castello di Beaufort, un importante roccaforte della zona.
Altri video mostrano l’uso di fosforo bianco nei pressi della città costiera di Tiro e vicino a tre centri abitati — Qlayaa, Khiam e Yohmor — nei mesi successivi alla ripresa degli scontri tra Israele ed Hezbollah. Il fosforo bianco è un’arma molto pericolosa perché a contatto con l’aria si incendia spontaneamente ed è estremamente difficile da spegnere. Spesso impiegato dalle forze armate per appiccare incendi e creare cortine di fumo durante i combattimenti, non è illegale di per sé, tuttavia il suo utilizzo deliberato contro civili o in aree densamente popolate viola le leggi internazionali di guerra. Interpellato dal Times, l’esercito israeliano ha smentito. “Le procedure dell’Idf stabiliscono che tali proiettili non debbano essere utilizzati in aree densamente popolate, fatte salve alcune eccezioni. Ciò è conforme ai requisiti del diritto internazionale e va anche oltre quanto da esso prescritto”, ha sottolineato in una nota.
15:44
Libano, Salam: “L’uccisione di 3 militari è assalto a tutto il popolo”
Il primo ministro libanese Nawaf Salam ha condannato l’attacco israeliano che ha provocato la morte di due ufficiali e un soldato dell’esercito libanese, definendolo “un crimine e un assalto allo Stato e a tutto il popolo”. Lo riportano i media libanesi. In precedenza, il presidente libanese Joseph Aoun aveva affermato che l’attacco rappresentava “una violazione della sovranita’ e delle leggi e norme internazionali”.
14:49
Tv Libano rompe tabù e intervista il giornalista israeliano Barak Ravid
La tv libanese Lbci News ha rotto ieri un pesante tabù intervistando in collegamento con gli Usa il giornalista israeliano Barak Ravid, di Axios e Channel 12, sulla questione dei negoziati per il cessate il fuoco. L’intervista dell’emittente è una vera novità poiché la legge libanese dal 1955 vieta qualsiasi contatto con cittadini israeliani. Lbci è collocata dagli osservatori nell’area cristiana maronita moderata, critica verso Hezbollah e a sostegno della sovranità dello Stato libanese. Durante il collegamento in diretta Ravid indossava un giubbotto con la scritta in evidenza ‘Axios’, sito di notizie americano.
14:45
Garaz, raid israeliani su un matrimonio: 5 morti e oltre 12 feriti
Almeno cinque persone sono rimaste uccise a Gaza City durante un matrimonio, a seguito di un bombardamento da parte delle forze israeliane ai danni del tendone allestito per la cerimonia. Lo riporta Al Jazeera. Hani Mahmoud, reporter della tv qatariota, ha riferito in collegamento dall’enclave che diversi proiettili sono esplosi all’interno o nei pressi dei tendoni utilizzati per il matrimonio, con schegge che si sono disperse nelle aree circostanti. Una fonte dell’ospedale al-Shifa ha dichiarato all’emittente che oltre una dozzina di persone sono rimaste ferite nell’attacco. Si ritiene che tra le vittime vi siano donne e bambini, ha aggiunto Mahmoud, precisando che il bilancio delle vittime è destinato ad aumentare.
13:45
Iran: gli attacchi Usa sono una “flagrante” violazione del cessate il fuoco
L’Iran ha condannato l’attacco notturno statunitense contro le installazioni radar costiere nel Golfo, definendolo una “flagrante” violazione del cessate il fuoco in vigore da aprile. Il ministero degli Esteri ha affermato che si è trattato di un attacco “alla sovranità nazionale e all’integrità territoriale della Repubblica islamica”, denunciando il “comportamento ostile e provocatorio” di Washington.
11:31
Media: Trump ai negoziatori limite di 60 giorni
Il presidente americano Donald Trump avrebbe informato i mediatori che i negoziati con l’Iran non devono durare più dei 60 giorni concordati e che Teheran deve rispondere rapidamente, fa sapere Al Arabiya citando proprie fonti ben informate, e la deadline dei 60 giorni sta per scadere.
10:02
Papa verso la Spagna: “In Iran non è una guerra giusta”
“Credo sia stato già dichiarato con molta chiarezza: viene meno, lì, una guerra giusta, il problema è che la teoria della guerra giusta viene da secoli passati, quando non si immaginavano le armi e la capacità di distruzione che l’uomo ha oggi. E tutto come dico nell’enciclica…”, sono state le parole di Papa Leone a bordo dell’aereo diretto verso Madrid rispondendo alla domanda di un giornalista che gli ha chiesto se in Iran sia una guerra giusta. Tema della sua recente enciclica Magnifica Humanitas.
09:48
Teheran: “Per i Mondiali gli Usa non hanno concesso visti ai membri della delegazione”
L’Iran ha denunciato un “trattamento discriminatorio” da parte degli Stati Uniti per non aver concesso i visti ad alcuni membri della delegazione iraniana per partecipare al torneo. “Perché non dite che i visti sono stati negati a gran parte dello staff dirigenziale ed esecutivo, ai consulenti tecnici e ad altri che sono parte integrante di qualsiasi nazionale di calcio?”, ha affermato l’ambasciata iraniana in Turchia. “Avete ora portato il trattamento deliberato e discriminatorio contro la nazionale di calcio iraniana al suo massimo livello”, ha aggiunto l’ambasciata. Washington ha chiarito: visti solo “ai giocatori della nazionale e al personale essenziale”. “Non permetteremo all’Iran di abusare del sistema per far entrare terroristi negli Stati Uniti con falsi pretesti”, ha spiegato Washington. Esclusi Mehdi Mohammad Nabi, team manager, Hedayat Mombini, segretario generale della Federazione calcistica, Mehdi Kharati, direttore esecutivo della nazionale, Mohsen Motamedkia, responsabile della comunicazione della nazionale, Siamak Ghilichkhani, membro dello staff media della nazionale e a dei rappresentanti del ministero degli Affari Esteri e della Sicurezza. Anche a Mehdi Taj, presidente della Federazione calcistica iraniana, non è stato rilasciato il visto americano.
09:29
Teheran: “I controlli Aiea non devono essere uno strumento politico”
L’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (Aiea) non dovrebbe utilizzare i propri rapporti sulle installazioni nucleari iraniane come “strumento politico” se “vuole essere parte della soluzione diplomatica” ha sottolineato il viceministro degli Esteri iraniano, Kazem Gharibabadi. Quindi la mancata supervisione dell’Aiea sugli impianti nucleari iraniani è stata conseguenza degli attacchi statunitensi e israeliani, e non di poca cooperazione da parte di Teheran.
08:51
Media: Witkoff e Kushner da esperti nucleari per i negoziati con Teheran
Steve Witkoff e Jared Kushner, inviati speciali di Trump, giovedì eranp al laboratorio nazionale di Oak Ridge, nel Tennessee, per consultazioni con un team di esperti tecnici che potrebbero svolgere un ruolo nei negoziati sul nucleare con l’Iran. La notizia è stata data da Axios che ha spiegato come Washington stia cercando di raggiungere un memorandum d’intesa con l’Iran per porre fine alla guerra e avviare negoziati approfonditi sul nucleare, e vuole avere esperti pronti nel caso in cui tali colloqui partissero.
08:45
Il padre del neonato ucciso a Hebron dall’Idf ai media: “La mia auto era ferma. Il soldato ha visto che eravamo una famiglia”
Grave denuncia del padre del bambino di 7 mesi ucciso ieri da un colpo sparato da un soldato dell’Idf a Hebron, in Cisgiordania. L’uomo ha dichiarato a Haaretz che l’auto della famiglia palestinese si era fermata completamente prima che il militare, che si trovava a circa 10 metri di distanza, aprisse il fuoco. L’uomo ha affermato: il soldato “ha visto me, ha visto mia moglie e i bambini. Non si può dire che non si sia accorto che eravamo una famiglia”. L’Idf invece aveva detto che le truppe hanno aperto il fuoco contro l’auto dopo che aveva accelerato verso di loro. Un’indagine preliminare ha stabilito che le persone ferite erano “civili non coinvolti”.
08:15
Iran: accordo se Usa sbloccano beni congelati: “Sono i nostri soldi, non quelli degli Stati Uniti”
“Se Donald Trump vuole raggiungere un accordo con l’Iran, la restituzione di 24 miliardi di dollari congelati all’estero rappresentano una prova di fiducia”, ha affermato il consigliere militare della Guida Suprema iraniana, Mohsen Rezaei, intervistato dalla Cnn. I media locali hanno recentemente stimato l’importo tra i 100 e i 123 miliardi di dollari.
08:03
L’Idf ordina evacuazioni nel sud del Libano in cinque località a nord del fiume Litani
L’esercito israeliano ha ordinato agli abitanti di cinque località del sud del Libano (Aaramta, Machgara, Kafr Houna, Sejoud e Ansariyeh) di evacuare immediatamente a nord del fiume Litani in vista delle operazioni militari contro Hezbollah, scrive il Times of Israel.
07:32
Diversi soldati libanesi uccisi da raid Idf sul Sud
L’esercito libanese ha denunciato l’uccisione di diversi suoi soldati in un attacco israeliano contro un veicolo nel Sud del Paese, pochi giorni dopo l’annuncio di una tregua, in seguito ai colloqui negli Stati Uniti. “Diversi militari, tra cui un ufficiale, sono stati uccisi in un barbaro raid israeliano contro un veicolo militare sulla strada Khardali-Nabatieh”, ha affermato l’esercito in una nota pubblicata su X.
06:56
Nbc: Pentagono in massima allerta per spionaggio israeliano in Usa
Il Pentagono sospetta che Tel Aviv possa spiare alcuni funzionari Usa ed ha innalzato l’allerta di controspionaggio al livello “critico”, in un contesto di crescenti tensioni tra Stati Uniti e Israele sulla direzione delle guerre in Iran e Libano, riporta la Nbc citando fonti dell’Amministrazione Trump. L’intelligence Usa sospetta che spionaggio israeliano ai danni di alti funzionari statunitensi, nel tentativo di raccogliere informazioni sulle discussioni interne degli Stati Uniti in merito al conflitto mediorentale.
06:35
Trump posta un video Ia della flotta dell’Iran affondata
Su Truth Donald Trump ha postato un video realizzato con l’intelligenza artificiale che mostra navi della marina iraniana affondate e sommersa dall’acqua. E poco prima a Nbc news aveva dichiarato che gli Stati Uniti hanno “distrutto completamente l’esercito” di Teheran.
06:34
Ministro Araghchi a presidente del Libano: “Salva il Paese dal nemico reale Israele”
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha risposto al presidente del Libano, Joseph Aoun, che aveva denunciato le interferenze iraniane nel suo Paese, a salvare il Libano “dal nemico reale”, cioè Israele.
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