L’Australia è lontana sulla carta, ma potrebbe diventare molto più vicina per le imprese piemontesi. È questo il messaggio arrivato dall’incontro istituzionale organizzato questo pomeriggio a Torino da Confindustria Piemonte, che ha riunito l’ambasciatrice d’Australia per l’Italia Julianne Cowley e rappresentanti del sistema industriale ed economico regionale.
Al centro del confronto c’è soprattutto l’atteso accordo di libero scambio tra Australia e Unione Europea, destinato ad aprire nuove opportunità commerciali e di investimento. Un’intesa che, secondo le previsioni illustrate durante l’incontro, potrebbe portare all’eliminazione di oltre il 99% dei dazi sulle esportazioni europee.
Un mercato da 375 milioni
I numeri raccontano già oggi un rapporto commerciale significativo. Nel 2025 l’interscambio tra Piemonte e Australia ha raggiunto circa 375 milioni di euro, con una bilancia commerciale attiva per il Piemonte di circa 230 milioni.
Il Piemonte si colloca così al quarto posto tra le regioni italiane per valore delle esportazioni verso l’Australia, con circa 302 milioni di euro.
A trainare l’export sono soprattutto alimentari, bevande e tabacco, che rappresentano il 41,6% del totale, in forte crescita rispetto al 2024. Seguono macchinari e apparecchi (20,1%), mezzi di trasporto (9%), prodotti farmaceutici (6,1%), sostanze e prodotti chimici (5,8%) e apparecchi elettrici (5%).
Sul fronte opposto, nel 2025 il Piemonte ha importato dall’Australia 72 milioni di euro di merci. Un valore fortemente concentrato nel comparto agricolo: l’83,9% delle importazioni riguarda infatti prodotti dell’agricoltura, silvicoltura e pesca.
«Costi inferiori e più certezza»
È stata l’ambasciatrice Julianne Cowley a mettere in evidenza le ricadute concrete che l’accordo potrebbe avere sulle aziende.
«Dopo otto anni di negoziati, l’Australia e l’Unione Europea hanno concluso un accordo di libero scambio. Desidero parlare in modo molto diretto di ciò che questo accordo significa per voi in quanto leader aziendali: costi inferiori, maggiore certezza, una protezione più forte per l’eccellenza italiana e un percorso più chiaro verso una delle regioni più dinamiche del mondo».
Cowley ha sottolineato anche come il nuovo quadro dei rapporti tra Australia ed Europa non riguardi soltanto il commercio. Parallelamente, infatti, sono stati firmati un Partenariato per la Sicurezza e la Difesa e completato il processo di associazione dell’Australia a Horizon Europe.
«Considerati nel loro insieme, questi non sono annunci diplomatici isolati. Sono le fondamenta di una partnership più profonda: commercio e investimenti; sicurezza e difesa; istruzione, ricerca e innovazione», ha aggiunto l’ambasciatrice.
E il messaggio alle imprese piemontesi è diretto: «L’accordo riduce tale distanza, rende l’opportunità più chiara e rafforza le motivazioni commerciali».
«Dobbiamo trasformare le opportunità in relazioni»
Per il presidente di Confindustria Piemonte Andrea Almmberto, l’appuntamento torinese rappresenta l’inizio di un percorso.
«L’incontro di oggi è il primo passo per creare una rete relazionale tra i nostri sistemi produttivi e le condizioni per nuove opportunità commerciali e di investimento, in entrambe le direzioni», ha dichiarato.
Secondo Almmberto, con l’intensificarsi degli accordi commerciali internazionali crescerà anche la necessità di connessioni istituzionali, strumenti operativi e servizi qualificati capaci di accompagnare concretamente le imprese sui nuovi mercati.
Oltre il 99% dei dazi verso lo zero
Sul tema è intervenuto anche Alessandro Battaglia, presidente della Commissione Internazionalizzazione e Attrazione Investimenti di Confindustria Piemonte.
«La ratifica dell’accordo di libero scambio con l’Unione Europea è prevista tra 12-18 mesi e punta ad eliminare oltre il 99% dei dazi sulle esportazioni europee, e a garantire l’accesso strategico alle materie prime critiche».
Un passaggio che potrebbe avere particolare interesse per un territorio, come quello piemontese, fortemente orientato all’export.
«È proprio nelle fasi più complesse come quella attuale che emerge la forza del nostro sistema industriale, la sua vocazione all’export e la capacità di adattamento», ha sottolineato Battaglia.
All’incontro hanno partecipato anche Andrea Tronzano, assessore all’Internazionalizzazione e Attrazione Investimenti della Regione Piemonte, Gabriella Bocca, ceo di Lamebo e vicepresidente dell’Unione Industriali Torino, Federico Cornagliotto, vicepresidente aizoOn e fondatore e director aizoOn Australia, Stefano Nigro, direttore generale di Ceipiemonte, e William Peasland, country director Apd Global.
Italia e Australia, un legame che vale miliardi
Il potenziale non riguarda soltanto il Piemonte. Nel 2025 le esportazioni italiane verso l’Australia hanno raggiunto 5,38 miliardi di euro, mentre le importazioni si sono attestate a circa 568 milioni.
Sono circa 547 le imprese italiane con una presenza stabile e diretta in Australia, attive in settori che spaziano dall’alimentare all’energia, dall’ingegneria alle infrastrutture, dalla moda ai servizi finanziari. Nel complesso impiegano oltre 45 mila addetti e generano un fatturato di circa 20,6 miliardi di euro.
Tra i nomi presenti sul mercato australiano figurano grandi gruppi italiani come Eni, Enel, Saipem, Prysmian, Webuild, Intesa Sanpaolo, Zegna, Armani, Ferragamo, Max Mara, Tod’s, Gucci, Luxottica, Ferrari, Maserati, Technogym, Barilla, Lavazza, Campari e Ferrero.
E c’è anche un ponte umano destinato a rafforzare i rapporti economici: la comunità di origine italiana in Australia supera il milione di persone, mentre oltre 160 mila residenti sono nati in Italia.
Un legame consolidato nel tempo, che nel 2024 ha celebrato i 75 anni delle relazioni diplomatiche tra Italia e Australia. Ora, con il nuovo accordo commerciale all’orizzonte, quel ponte potrebbe diventare anche una strada sempre più importante per le imprese piemontesi.
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