Prima del palco, ci sono le persone. Prima delle luci, delle casse, degli artisti e delle migliaia di persone che arrivano al Gaggetto, ci sono mesi di riunioni, telefonate, idee, problemi da risolvere, grafiche da rifare, permessi, comunicati, sopralluoghi, social da programmare, volontari da coordinare e una quantità di lavoro che raramente si vede quando, finalmente, il festival comincia.
Il Laveno End of Summer Festival è anche questo. Una manifestazione costruita dai giovani, per i giovani e che ai giovani sceglie di dare spazio. Ma non solo.
La sua storia comincia proprio da qui: dalla volontà di un gruppo di ragazzi di Laveno di creare qualcosa che mancava, un luogo di incontro, musica e cultura capace di parlare alla propria generazione senza chiedere il permesso di essere diverso.
Da quella prima intuizione, il progetto è cresciuto. Ma una cosa non è cambiata: i giovani continuano a essere al centro della produzione culturale.
Al centro c’è Focus Laveno ODV, realtà nata per creare occasioni di socializzazione, espressione e partecipazione sul territorio. Accanto a Focus c’è il Consiglio Comunale dei Giovani di Laveno Mombello, che ha promosso il festival fin dalle sue origini.
E poi c’è una rete sempre più grande di persone che hanno scelto di crederci.
C’è Outsoon, che supporta la direzione artistica. Ci sono gli Amici del Panzerock, che tornano con i loro panzerotti. C’è Alhoa Project, che firma le illustrazioni dell’edizione.
Per Luca Re e Federico Caon, fondatori di Outsoon, la direzione artistica significa prima di tutto comprendere il principio da cui nasce il festival e cercare di trasformarlo in una proposta coerente, capace di valorizzare pubblico, artisti e territorio. Outsoon nasce infatti come collettivo di musicisti e creativi e si sviluppa poi come studio di design creativo, management e organizzazione di eventi, con una visione pop e indipendente dell’arte e della musica.
Per loro, il Laveno End Of è anche un modo per portare questa visione “a casa nostra”, costruendo una line up capace di mescolare generi, energie e sfumature diverse e di accompagnare il pubblico alla scoperta di artisti che magari ancora non conosce.
E ci sono soprattutto le tante persone che lavorano dietro le quinte.
C’è Stefano Solazzo, che costruisce l’identità grafica del festival. Lavorare alla direzione creativa, racconta, significa mettere d’accordo molte menti diverse, lavorare con tempi stretti e attraversare anche momenti di stress. Ma poi arriva il festival: gli artisti che ripubblicano le grafiche, le locandine per le strade, le persone che riconoscono e apprezzano il lavoro. Ed è allora che, nonostante tutto, viene voglia di rifarlo.
C’è tutta la macchina della comunicazione, coordinata da Andrea Garbin, che tiene insieme social, contenuti e racconto dell’End Of durante tutto il percorso che porta al festival.
C’è la fotografia e la gestione dei social affidate a Sara Dhana, insieme a Marta Biddau, Erica Abbiati, Alessandra Leva ed Eleonora Prencis, che trasformano quello che succede al Gaggetto in immagini, video e contenuti capaci di arrivare anche molto lontano dal parco.
C’è l’ufficio stampa, guidato da Arianna Bonazzi, che porta il festival sui media e costruisce con NOIse Radio una narrazione che continua anche oltre i tre giorni.
Ci sono tutte le persone che lavorano all’organizzazione, prima fra tutte Carolina Barzan che, insieme a Giorgio Genovese, coordina l’amministrazione del Festival. E poi Oscar Marella, Mattia Gervasini, Jonathan Mizzon, Massimo Torresan, Mattia Lanteri, Davide Binda, Amalia Andreoni, e tanti altri: persone che, con ruoli e competenze diversi, sono parte fondamentale di quella macchina invisibile che permette al festival di esistere.
C’è Luca Guerra, che si occupa della gestione dei volontari: selezionare le persone, organizzare i turni e, soprattutto, cercare di costruire una comunità all’interno del festival, oltre che tra il pubblico.
E poi ci sono loro: i volontari, le associazioni, i tecnici, i commercianti, le realtà del territorio e tutti coloro che mettono a disposizione tempo, competenze ed energie.
È una macchina complessa. Ma soprattutto è una macchina fatta di persone. E di fiducia.
Perché organizzare un evento di queste dimensioni quando si è giovani significa anche questo: chiedere a qualcuno di fidarsi di un’idea prima ancora che possa vedere il risultato.
Significa trovare istituzioni disposte ad ascoltare. Associazioni pronte a collaborare. Professionisti che scelgono di mettere a disposizione la propria esperienza. Persone che decidono di investire tempo e competenze in un progetto nato da ragazzi del territorio.
Il Comune di Laveno Mombello, in partenariato con il festival, è parte di questa rete. Così come lo sono tutte le realtà che, negli anni, hanno scelto di sostenere il progetto.
Ed è forse proprio qui che si trova il senso più profondo dell’End Of. Non soltanto nella musica che arriva sul palco. Non soltanto nelle migliaia di persone che ballano al Gaggetto.
Ma nella possibilità di dimostrare che i giovani non sono soltanto il pubblico della cultura: possono esserne gli autori, i produttori, gli organizzatori e i protagonisti. E supportarli significa investire nella cooperazione e nell’integrazione fra generazioni, cosa di cui questo Paese ha un estremo e inestinguibile bisogno.
Possono immaginare un evento, costruirlo, sbagliare, imparare, assumersi responsabilità e farlo crescere. E possono farlo sul proprio territorio.
L’edizione 2026 arriva così alla sua quinta edizione con una squadra sempre più ampia e un festival che negli anni è cresciuto insieme alle persone che lo hanno costruito. Da una piccola idea a un appuntamento capace di richiamare migliaia di persone. Non è una storia soltanto di numeri. È la storia di ragazzi che hanno iniziato a fare qualcosa perché volevano che esistesse e di tutte le persone che, nel tempo, hanno deciso di aiutarli a renderlo possibile.
Dal 28 al 30 agosto, al Parco Gaggetto, quella storia tornerà a essere visibile. Sul palco, certo. Ma soprattutto dietro. Questo è solo un primo pezzo di quella storia. Nei prossimi giorni, le altre voci dell’organizzazione e degli artisti saranno raccontate attraverso interviste e contenuti dedicati.
LAVENO END OF SUMMER FESTIVAL 2026
28–29–30 agosto | Parco Gaggetto, Laveno Mombello (VA)
Ingresso gratuito
I canali ufficiali del Festival
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Ufficio Stampa del Festival: Arianna Bonazzi
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