Eccezionale espianto multiorgano al Gom di Reggio Calabria: dalla tragedia alla speranza


Lo straordinario espianto multiorgano al Grande ospedale metropolitano di Reggio Calabria ha permesso di dare una nuova speranza a più pazienti, grazie alla generosità di una famiglia colpita da un dolore immenso. Al Gom sono stati eseguiti due trapianti di rene su altrettante persone da tempo sottoposte a dialisi, mentre cuore, polmoni e fegato sono stati destinati ad altri pazienti in attesa di trapianto.Le cornee sono state inviate alla Banca degli Occhi della Regione Calabria di Cosenza,

Una storia in cui la sofferenza più profonda si intreccia con un gesto capace di restituire futuro. I protagonisti sono i genitori di un giovane originario di Cinquefrondi, rimasto vittima di un incidente in moto a Melicucco, che hanno scelto di autorizzare la donazione degli organi del figlio, trasformando una perdita straziante in un’opportunità concreta di vita per altre persone.

La loro decisione ha dato avvio a una complessa macchina organizzativa e sanitaria, nella quale professionalità, competenze e sensibilità umana si sono unite per raggiungere un obiettivo comune: offrire una possibilità di rinascita a chi attendeva da tempo un trapianto.

Le procedure sono iniziate nella mattinata di ieri e, nel corso della notte, al Gom si è proceduto al prelievo degli organi, con il coinvolgimento di équipe specialistiche giunte anche da fuori regione. Il cuore è stato destinato a un paziente a Roma, i polmoni in Sicilia e il fegato in Abruzzo  mentre i reni sono rimasti a Reggio Calabria, consentendo di procedere con due trapianti presso lo stesso ospedale.

Per i due pazienti riceventi si apre ora una fase delicata, affidata alle cure e al monitoraggio dei sanitari. Il trapianto rappresenta per loro la possibilità di emanciparsi dalla dipendenza dalla dialisi e di guardare a una prospettiva di vita diversa, con l’auspicio di una migliore qualità della quotidianità e compatibilmente con l’esito degli interventi e il successivo decorso clinico.

Il coordinamento di Labate e il lavoro di squadra

Dietro un intervento di questa complessità c’è un lavoro silenzioso, articolato e incessante, nel quale ogni passaggio deve essere seguito con precisione e tempestività. A coordinare le diverse fasi della procedura è stato il dottor Demetrio Labate, responsabile del procurement degli organi del Grande ospedale metropolitano, che ha curato il raccordo con la famiglia del giovane, il Centro regionale trapianti e le équipe giunte in città per il prelievo.

Un’attività delicata, che richiede non soltanto competenze tecniche e organizzative, ma anche sensibilità e capacità di accompagnare i familiari in un momento di immenso dolore, rispettandone i tempi e le decisioni. Il coordinamento si è sviluppato in costante interlocuzione con il Centro regionale trapianti della Calabria, diretto dal dottor Demetrio Marino, assicurando il collegamento tra le diverse strutture coinvolte e la destinazione degli organi secondo le procedure previste.

Dalle équipe chirurgiche agli anestesisti, dai medici agli infermieri, fino agli operatori sociosanitari, ogni professionista ha contribuito alla riuscita di un percorso nel quale la tempestività degli interventi e la collaborazione tra reparti rappresentano elementi imprescindibili. Anche le équipe provenienti da altre regioni hanno trovato nel Gom il necessario supporto organizzativo e assistenziale per portare a termine le operazioni di prelievo.

Due trapianti di rene eseguiti contestualmente: al Gom la speranza corre insieme

Mentre gli organi destinati ad altre regioni raggiungevano le rispettive strutture, al Gom prendevano forma due interventi di trapianto renale su altrettanti pazienti in attesa da tempo e sottoposti a dialisi.

Le operazioni sono state condotte contestualmente: il direttore sanitario del Gom, Salvatore Costarella, ha seguito uno degli interventi con la propria équipe, mentre l’altro è stato eseguito dal direttore dell’Uoc di urologia del presidio reggino Eduardo Sgrò. Un’organizzazione che ha consentito di affrontare contemporaneamente due procedure complesse, valorizzando le professionalità presenti all’interno dell’ospedale e la capacità di lavorare in sinergia.

Al termine degli interventi, i pazienti saranno trasferiti presso l’Unità operativa semplice dipartimentale di terapia intensiva postoperatoria, diretta dal facente funzione, dottor Stefano La Scala, dove saranno sottoposti al monitoraggio e alle cure necessarie nella delicata fase successiva al trapianto.

L’efficienza del Gom e il valore della donazione

La vicenda conferma ancora una volta quanto la capacità organizzativa di un grande ospedale si misuri non soltanto nella qualità delle singole prestazioni, ma anche nella possibilità di coordinare, in tempi ristretti, professionalità diverse e strutture sanitarie distribuite sul territorio nazionale. Al Gom, la complessità della procedura ha richiesto un impegno corale, nel quale il contributo di ciascuno è stato determinante.

Ma oltre la macchina organizzativa, le competenze specialistiche e la precisione delle procedure resta il significato più profondo di questa storia: la scelta di una famiglia di donare nel momento più doloroso della propria esistenza. Un gesto che non cancella la perdita, né attenua il vuoto lasciato da un figlio, ma permette alla sua vita di continuare simbolicamente attraverso quella di altre persone.

Per i due pazienti calabresi che hanno ricevuto i reni si apre ora una fase nuova, accompagnata dalle cure e dalle verifiche cliniche necessarie. Per loro, dopo anni o lunghi periodi scanditi dalla dialisi e dall’attesa, la donazione può rappresentare l’inizio di un percorso verso una maggiore autonomia e una vita diversa.

È in questo incontro tra dolore e speranza che si rivela il valore più autentico della solidarietà: una scelta privata, maturata nel silenzio di una famiglia ferita, capace di raggiungere persone lontane e restituire loro una possibilità. E, insieme, la testimonianza di un sistema sanitario che, quando istituzioni, professionisti e strutture operano in piena sinergia, può trasformare la generosità in una concreta opportunità di vita.

 


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