Uno dei problemi che da sempre interessa milioni di automobilisti italiani è quello del costo della polizza RCA, cioè dell’assicurazione obbligatoria per la responsabilità civile derivante dalla circolazione dei veicoli.
Si tratta di una copertura indispensabile per circolare, che tutela dai danni causati a terzi, sia alle persone sia alle cose. Il suo costo, però, rappresenta spesso una spesa importante per le famiglie e non sempre diminuisce, nemmeno quando l’automobilista mantiene una condotta di guida virtuosa.
Il meccanismo dell’assicurazione obbligatoria dovrebbe infatti premiare chi non provoca incidenti. Eppure, anche dopo anni senza sinistri, può capitare di ritrovarsi a pagare un premio più elevato rispetto a quello dell’anno precedente.
Proprio su questo problema intende intervenire il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, che ha annunciato una riforma dell’assicurazione auto per valorizzare maggiormente gli automobilisti virtuosi e rendere più equilibrato il sistema di determinazione dei premi.
Novità assicurazione auto: premiato nella RCA chi non fa incidente, ecco cosa cambia
Quando si assicura per la prima volta un’automobile, in assenza delle condizioni per beneficiare di una classe più favorevole, si viene generalmente inseriti nella 14ª classe di merito universale.
Il funzionamento del sistema bonus-malus è abbastanza semplice. Per ogni anno trascorso senza provocare sinistri con responsabilità principale, l’automobilista migliora normalmente di una classe. In caso di incidente con responsabilità principale, invece, subisce generalmente un peggioramento di due classi.
Più favorevole è la classe di merito, minore dovrebbe essere il costo dell’assicurazione, anche se il premio effettivo dipende da numerosi altri fattori.
Il meccanismo bonus-malus, in estrema sintesi, funziona così.
Esistono poi le agevolazioni introdotte dalla legge Bersani, la RC Auto familiare e le classi interne utilizzate dalle singole compagnie assicurative. Si tratta di strumenti che possono consentire di ottenere condizioni più favorevoli rispetto alla normale assegnazione della classe di merito.
Ma allora perché, anche senza aver causato incidenti e nonostante il miglioramento della classe bonus-malus, il premio da pagare può aumentare da un anno all’altro?
La spiegazione è che la classe di merito non è l’unico elemento utilizzato dalle compagnie per calcolare il premio. Incidono anche il territorio di residenza, le caratteristiche del veicolo, il profilo del conducente, l’andamento generale dei costi dei sinistri e le politiche tariffarie delle singole imprese.
Di conseguenza, un automobilista può migliorare la propria classe e ritrovarsi comunque con un’assicurazione più costosa.
È proprio su questi aspetti che il governo intende intervenire con la riforma annunciata dal ministro Urso.
Novità per le polizze RCA auto obbligatorie, ecco i contenuti della riforma
Importanti novità potrebbero quindi arrivare per le assicurazioni auto e per la polizza di Responsabilità Civile verso terzi.
Gli interventi annunciati riguardano soprattutto il sistema di determinazione dei premi assicurativi, con l’obiettivo di attribuire maggiore importanza al comportamento effettivo degli automobilisti.
Il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha infatti prospettato una riforma delle polizze RCA nell’ambito del DDL Concorrenza, attraverso una delega destinata a rivedere alcuni meccanismi del settore.
L’obiettivo dichiarato è fare in modo che chi non provoca incidenti e mantiene una condotta di guida prudente possa beneficiare di condizioni economiche più favorevoli.
Un principio che dovrebbe essere già alla base del sistema bonus-malus, ma che nella pratica può essere attenuato dal peso degli altri fattori utilizzati per determinare il premio.
Tra questi assume particolare rilevanza la zona di residenza dell’assicurato.
Esistono infatti città e regioni nelle quali assicurare un’automobile costa sensibilmente di più rispetto ad altre aree del Paese. Differenze che possono risultare particolarmente penalizzanti per chi, pur non avendo mai causato incidenti, continua a pagare premi elevati.
In alcune zone, soprattutto del Mezzogiorno, il costo della polizza RCA rappresenta una delle voci di spesa più pesanti per il bilancio familiare.
La riforma annunciata punta quindi a valorizzare maggiormente la storia assicurativa individuale, riducendo il peso delle differenze territoriali nella determinazione dei premi.
Per conoscere le modalità concrete con cui questo obiettivo sarà raggiunto, però, bisognerà attendere il testo definitivo delle disposizioni e gli eventuali provvedimenti attuativi.
Le parole del Ministro Urso
“Comportarsi in maniera virtuosa anche in Campania e nel Mezzogiorno dev’essere valorizzato e premiato”.
Con queste parole il ministro Adolfo Urso ha sintetizzato uno degli obiettivi principali della riforma dell’assicurazione auto.
Il riferimento alla Campania e al Mezzogiorno non è casuale. Si tratta di territori nei quali il costo medio delle polizze può risultare particolarmente elevato, anche per automobilisti che vantano una lunga storia senza incidenti.
L’intenzione del governo è quindi intervenire sui meccanismi che determinano queste differenze, attribuendo maggiore importanza alla condotta del singolo assicurato.
In altre parole, chi guida senza provocare sinistri dovrebbe essere premiato maggiormente, indipendentemente dalla zona in cui risiede.
Questo non significa, però, che le differenze territoriali siano già state eliminate o che sia stato definito un nuovo sistema di calcolo dei premi. Al momento si tratta degli obiettivi annunciati per la riforma, che dovranno essere tradotti in norme precise.
Stretta per chi circola senza assicurazione RC auto
Ridurre il costo delle polizze RCA potrebbe avere anche un altro effetto positivo: contribuire a contrastare il fenomeno dei veicoli che circolano senza assicurazione obbligatoria.
C’è chi decide consapevolmente di non assicurare il proprio mezzo, ma ci sono anche automobilisti per i quali il costo della copertura rappresenta una difficoltà economica significativa.
Rendere i premi più sostenibili potrebbe quindi favorire una maggiore regolarità assicurativa.
Parallelamente, tra gli interventi prospettati figura anche una stretta sui veicoli privi di copertura RCA, attraverso controlli più sistematici e l’utilizzo delle banche dati disponibili.
Le verifiche telematiche
Una delle ipotesi prevede verifiche telematiche periodiche, con il coinvolgimento del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, per individuare i veicoli che risultano sprovvisti di assicurazione.
Secondo il meccanismo prospettato, al proprietario del veicolo potrebbe essere inviata una comunicazione con l’invito a regolarizzare la posizione assicurativa entro 30 giorni, prima dell’eventuale applicazione di ulteriori misure amministrative.
Tra le ipotesi circolate figurano anche il fermo amministrativo del veicolo e un inasprimento delle sanzioni per chi continua a circolare senza copertura.
Si parla, in particolare, di multe da 1.000 a 4.000 euro, della possibile decurtazione di 7 punti dalla patente e della sospensione della patente per 15 giorni.
È importante, tuttavia, distinguere queste proposte dalle sanzioni attualmente in vigore. Oggi la circolazione senza assicurazione è disciplinata dall’articolo 193 del Codice della Strada, che prevede una sanzione amministrativa pecuniaria e il sequestro del veicolo, oltre alle ulteriori conseguenze stabilite dalla legge nei casi previsti.
Le nuove sanzioni annunciate non devono quindi essere considerate già operative finché non saranno approvate ed entreranno effettivamente in vigore.
La riforma dell’assicurazione RCA potrebbe dunque intervenire su due fronti: da una parte, premiare maggiormente gli automobilisti virtuosi e contenere il costo delle polizze; dall’altra, rafforzare i controlli contro chi circola senza assicurazione.
Per gli automobilisti italiani, però, la novità più attesa resta quella relativa ai premi assicurativi. La possibilità di pagare meno dopo anni senza incidenti rappresenterebbe infatti un cambiamento significativo, soprattutto nei territori dove assicurare un’automobile continua a costare molto.
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