TEHA accende i riflettori sulle sfide del vino italiano tra mercato e innovazione


INDAGINI E RICERCHE – Le imprese vitivinicole familiari che hanno completato il passaggio generazionale registrano ricavi superiori dell’8,8% e investimenti maggiori di oltre il 18%, ma il settore deve fare i conti con un mercato in difficoltà, scorte in aumento e prezzi in calo. È il quadro che emerge dal Rapporto Strategico “Visione Vino 2026 – Radici profonde, sguardo lontano”, presentato il 16 ottobre al Teatro Valentino Garavani di Voghera, durante il Forum conclusivo della prima edizione della Community Visione Vino di TEHA Group.
L’analisi mette in relazione le prospettive di crescita delle imprese con alcune criticità strutturali della filiera, dalla frammentazione produttiva alla capacità di competere sui mercati internazionali, fino all’adozione delle nuove tecnologie. Un comparto che, considerando anche le attività collegate e gli effetti sull’economia, sostiene 40,7 miliardi di euro di valore aggiunto, pari al 2,1% del PIL italiano.

Le cantine italiane alle prese con giacenze e prezzi in calo

Uno dei segnali più evidenti delle difficoltà del mercato arriva dalle scorte. A giugno 2026, le giacenze nelle cantine italiane hanno raggiunto 46,5 milioni di ettolitri, equivalenti a circa 6,2 miliardi di bottiglie, con un aumento del 6,7% rispetto al 2025.
Oltre l’80% dei quantitativi disponibili è costituito da vini certificati DOP e IGP. Nello stesso periodo, il prezzo medio del vino italiano è diminuito del 10% su base annua, mentre le quotazioni dei vini DOP hanno registrato una flessione del 7%, attestandosi a 1,57 euro al litro.
La crescita delle scorte, accompagnata dalla riduzione dei prezzi, evidenzia le difficoltà di assorbimento della produzione da parte del mercato.
“Si tratta – ha aggiunto Benedetta Brioschi, Partner e Responsabile Food&Retail di TEHA Group dal palco del teatro Garavani di Voghera – di un disallineamento tra volumi disponibili e capacità di assorbimento della domanda che rischia di trasferire la pressione economica lungo tutta la filiera fino alla componente agricola. Per questo l’internazionalizzazione assume un ruolo centrale: non soltanto per aumentare i volumi venduti, ma per accrescere il valore generato dal vino italiano”.

La filiera estesa del vino sostiene 40,7 miliardi di valore aggiunto

Per la prima volta, la Community Visione Vino ha ricostruito il peso economico della filiera vitivinicola estesa, includendo non soltanto agricoltura e trasformazione, ma anche servizi alle imprese, intermediazione, distribuzione e ristorazione.
Nel 2025 il settore vitivinicolo in senso stretto ha generato 16,5 miliardi di euro di fatturato, ai quali si aggiungono 20,3 miliardi provenienti dalle attività collegate. Il giro d’affari complessivo della filiera estesa raggiunge così 36,8 miliardi di euro.
Il valore aggiunto prodotto direttamente ammonta a 15,1 miliardi, mentre il contributo economico complessivamente sostenuto, includendo gli effetti indiretti e indotti sulle attività a monte e a valle, sale a 40,7 miliardi, corrispondenti al 2,1% del PIL nazionale.
Oltre il 10% del valore aggiunto sostenuto dalla filiera agroalimentare estesa italiana è riconducibile al vino.
Il comparto comprende 241 mila aziende agricole, oltre 1.500 imprese industriali e 681 mila ettari vitati, distribuiti in tutte le Regioni italiane.
Nel 2025 la produzione vinicola nazionale ha raggiunto 44 milioni di ettolitri, mentre le esportazioni hanno generato 7,8 miliardi di euro, un valore pari al 47% del fatturato del settore.

Il passaggio generazionale favorisce ricavi e investimenti

In un contesto economico complesso, il ricambio generazionale emerge come uno dei fattori associati a migliori risultati aziendali.
Secondo i dati Mediobanca riportati nella ricerca, le imprese vitivinicole familiari che hanno già completato il passaggio generazionale presentano ricavi superiori dell’8,8% e investimenti maggiori di oltre il 18% rispetto alle altre imprese considerate nell’analisi.
Nel 2025 il 30,4% delle aziende familiari aveva già portato a termine il processo, mentre per il 39,2% il passaggio era ancora in corso.
Il 65% del patrimonio del comparto vinicolo è riconducibile alle famiglie, una quota che raggiunge l’81,5% includendo anche le cooperative.
Un altro dato riguarda l’età degli imprenditori: nel settore vinicolo la media è di 45 anni, contro i 60 anni registrati nell’insieme delle imprese agricole italiane, con una differenza di 15 anni.
Sul ruolo del ricambio generazionale si è soffermata Benedetta Brioschi, Partner e Responsabile Food&Retail di TEHA Group:
“Il ricambio generazionale – ha sottolineato Benedetta Brioschi – può diventare una grande occasione per rafforzare le imprese del vino, ma deve accompagnarsi a un salto di scala dell’intera filiera. Un sistema composto quasi interamente da piccole imprese rischia di avere meno risorse per investire, innovare e presidiare con continuità i mercati internazionali. Per vincere all’estero occorre fare sistema, aumentando contemporaneamente dimensione competitiva e riconoscibilità del vino italiano”.

Quasi il 95% delle imprese vitivinicole è di piccole dimensioni

Il rapporto richiama anche l’attenzione sulla struttura produttiva del settore italiano, caratterizzata da un’elevata presenza di aziende di piccole dimensioni.
Queste rappresentano il 94,9% delle imprese vitivinicole e generano il 48,8% del fatturato complessivo. Le medie imprese costituiscono appena il 4,8% del totale, ma producono il 43,9% del giro d’affari, mentre le grandi aziende rappresentano soltanto lo 0,3%.
La frammentazione viene individuata dalla Community Visione Vino come uno degli ostacoli alla competitività internazionale, soprattutto per la disponibilità di risorse da destinare agli investimenti e all’innovazione.
Per questo, accanto al passaggio generazionale, il rapporto indica la necessità di favorire processi di aggregazione, reti tra imprese e alleanze commerciali.
Il rafforzamento delle competenze manageriali, finanziarie e commerciali viene considerato un altro elemento utile per sostenere gli investimenti e migliorare la presenza sui mercati esteri, mantenendo il legame con i territori di produzione.

Intelligenza artificiale ancora poco diffusa nelle cantine

Un ulteriore tema affrontato dal rapporto riguarda l’impiego dell’intelligenza artificiale nel comparto vitivinicolo.
Attualmente solo tre cantine italiane su dieci utilizzano o stanno sperimentando soluzioni di IA, mentre il 49% non ne fa ancora uso.
Tra le aziende che hanno già adottato queste tecnologie, l’applicazione più diffusa riguarda il marketing e la comunicazione, con il 50,7%, seguita dall’analisi dei dati di vendita, al 35,6%.
L’intelligenza artificiale viene utilizzata anche nella promozione enoturistica dal 16,4% delle imprese che l’hanno adottata, nella previsione della domanda dal 13,7% e nella gestione dell’export dall’11%.
Restano meno frequenti le applicazioni direttamente legate alla produzione agricola: soltanto l’8,2% impiega l’IA nell’agricoltura di precisione e il 4,1% nel monitoraggio climatico.

I consumatori mostrano maggiore interesse per gli strumenti digitali

Sul fronte della domanda, il rapporto rileva una diffusione più ampia degli strumenti digitali tra i consumatori.
Il 48,6% utilizza almeno occasionalmente servizi digitali legati al vino, soprattutto per cercare informazioni e recensioni, attività indicata dal 53,1% degli utenti.
Il 43,2% ricorre a questi strumenti per scoprire nuovi vini e produttori, mentre il 28,7% li utilizza per effettuare acquisti online.
Tra coloro che già impiegano tecnologie digitali dedicate al vino, il 40% utilizza l’intelligenza artificiale oppure si dichiara molto propenso a farlo per pianificare, organizzare e prenotare esperienze enoturistiche.
Il confronto tra imprese e consumatori mostra quindi un diverso livello di adozione delle tecnologie, soprattutto nelle attività legate all’informazione e all’organizzazione delle esperienze.
Il rapporto Visione Vino 2026 individua nel ricambio generazionale, nell’aggregazione delle imprese e nello sviluppo delle competenze alcuni degli strumenti per affrontare le difficoltà del mercato. Le prospettive del comparto dipendono anche dalla capacità di rafforzare la presenza internazionale e di investire nell’innovazione, in una fase caratterizzata dall’aumento delle giacenze e dalla pressione sui prezzi.

Leggi la notizia anche su CanaleVino.it


#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link

Source link

🚀 #Finsubito | Gruppo Retefin

Affianchiamo imprese e professionisti in tutta Italia nell’accesso alle migliori opportunità di Finanza d’Impresa, Finanza Agevolata, Sostenibilità e Compliance. 🇮🇹

💼 Operiamo esclusivamente attraverso mediatori e operatori autorizzati, offrendo un servizio professionale, trasparente e orientato alle reali esigenze della tua impresa.

✨ Consulenza gratuita e zero costi di istruttoria: analizziamo la situazione della tua azienda, individuiamo le opportunità più adatte e ti supportiamo nella valorizzazione del tuo profilo finanziario e aziendale nei confronti di banche e partner.

📈 Dalla diagnosi iniziale alla strategia finanziaria, siamo al tuo fianco per trasformare le esigenze della tua impresa in concrete opportunità di crescita, investimento e sviluppo.

🔎 Scopri come possiamo supportare la tua impresa. 👉 Contattaci per una prima valutazione.

เติมเกม