Washington, istituzioni, parlamentari e imprese a confronto sul futuro della partnership transatlantica. L’export italiano negli Stati Uniti vale circa 70 miliardi di euro nel 2025 e cresce del 3,7% nei primi otto mesi del 2026. Crolla: “La relazione è un interesse nazionale, non di parte”
I rapporti economici e politici tra Italia e Stati Uniti attraversano una fase di svolta, nella quale il rafforzamento della cooperazione passa dalla reciprocità degli scambi, dagli investimenti e dai progetti industriali condivisi. È il messaggio emerso dall’Executive Breakfast Meeting organizzato da AmCham Italy venerdì 17 ottobre all’Hamilton Hotel di Washington, dal titolo “The Transatlantic Partnership at a Turning Point – Priorities for the Next Chapter”.
L’incontro ha riunito istituzioni, parlamentari e rappresentanti delle imprese italiane e americane nell’ambito della missione di AmCham Italy nella capitale statunitense per il 51° Gala della National Italian American Foundation, che quest’anno celebra la Lombardia come Regione d’Onore.
Ad aprire i lavori sono stati Simone Crolla, consigliere delegato di AmCham Italy, e Fabrizio Grillo Aldrovandi, corporate director del Gruppo Bracco e presidente di Federated Innovation @MIND. Sono intervenuti l’ambasciatore d’Italia negli Stati Uniti Marco Peronaci, il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana e il vicepresidente della Camera dei deputati Giorgio Mulè.
Al confronto hanno partecipato anche l’europarlamentare Carlo Fidanza, la senatrice Elena Murelli, i deputati Alessandro Cattaneo e Christian Di Sanzo, l’ambasciatore Philip T. Reeker, senior advisor di DGA-Albright Stonebridge Group, e il presidente di SACE Guglielmo Picchi. L’iniziativa è stata realizzata con il sostegno di Bracco.
Il rapporto con gli Usa come interesse nazionale
“Il rapporto con gli Stati Uniti è interesse nazionale, non di parte”, ha affermato Crolla, salutando la presenza allo stesso tavolo di parlamentari di maggioranza e opposizione. Richiamando il 250° anniversario della Dichiarazione d’Indipendenza americana e gli 80 anni della Repubblica italiana, ha sottolineato il significato del titolo dell’incontro: “Una svolta non è una rottura: è il punto in cui si sceglie la direzione”.
Secondo Crolla, con l’amministrazione Trump “funziona ciò che è reciproco, misurabile e concreto”. A dimostrarlo sono, ha spiegato, il memorandum Tajani-Rubio sui minerali critici, l’adesione dell’Italia a Pax Silica, il dialogo sul nucleare e il Trusted Tech Accelerator Italia-Usa, presentato il 16 ottobre all’Ambasciata d’Italia.
Sulla stessa linea l’ambasciatore Marco Peronaci, che ha ringraziato Simone Crolla e AmCham Italy per aver riunito istituzioni, Parlamento e imprese. “È il modo giusto di leggere questa fase: la relazione tra Italia e Stati Uniti cresce quando il dialogo politico diventa progetti concreti, dai minerali critici all’energia, da Pax Silica alle tecnologie fidate”, ha dichiarato.
“L’Italia ha capacità avanzate da offrire, e le nostre imprese lo dimostrano ogni giorno sulle due sponde dell’Atlantico”, ha aggiunto Peronaci, sottolineando che “nei momenti di svolta si riconoscono i partner affidabili” e che AmCham rappresenta da oltre un secolo uno dei ponti più solidi dell’amicizia tra i due Paesi.
Export e investimenti, i numeri degli scambi
Il quadro economico conferma il peso del mercato statunitense per le imprese italiane. Secondo SACE, l’export italiano verso gli Stati Uniti vale circa 70 miliardi di euro nel 2025 e ha registrato una crescita del 3,7% nei primi otto mesi del 2026.
Nel primo semestre dell’anno, secondo l’Istat, le importazioni italiane dagli Stati Uniti sono aumentate del 21,7%, mentre l’avanzo commerciale dell’Italia è sceso da 20,3 a 17,7 miliardi di euro.
Da questi dati Crolla ha ricavato un’indicazione per la politica commerciale: “Riequilibriamo comprando più americano, non vendendo meno italiano”.
Il rapporto economico si sviluppa, infatti, attraverso una presenza produttiva significativa in entrambe le direzioni. Negli Stati Uniti, 5.954 imprese italiane impiegano oltre 300 mila persone; in Italia, 3.350 imprese americane generano 334 mila posti di lavoro.
Energia, tecnologia e difesa
Crolla ha individuato cinque ambiti prioritari per rafforzare la collaborazione transatlantica. Il primo è l’energia: nel primo semestre il gas naturale liquefatto (Gnl) americano è arrivato a rappresentare il 62% delle importazioni italiane di gas liquefatto. Nel settore si inserisce anche il ritorno al nucleare.
Il secondo ambito riguarda la tecnologia e le filiere fidate, mentre il terzo è quello della difesa. In quest’ultimo settore, Crolla ha richiamato il primo contratto di Fincantieri con la Us Navy nell’ambito del programma Lsm.
Il quarto terreno di cooperazione è rappresentato dagli investimenti italiani negli Stati Uniti, con l’esempio di Pirelli in Georgia e gli impegni di SACE, che ammontano a 27 miliardi di euro.
Il quinto riguarda le regole commerciali. Con il dazio base del 10% sui prodotti europei in vigore dal 24 luglio, ha osservato Crolla, la priorità è garantire prevedibilità alle imprese e condizioni che consentano di programmare gli investimenti e gli scambi.
Milano candidata per la governance dell’intelligenza artificiale
In chiusura, Crolla ha richiamato la candidatura di Milano a sede di un nuovo pilastro delle Nazioni Unite dedicato alla governance dell’intelligenza artificiale, promossa insieme ad Assolombarda e Confcommercio Milano Lodi Monza e Brianza.
“Stiamo costruendo insieme la filiera fidata di chip e minerali. Ora serve anche un metro fidato per misurare i modelli”, ha dichiarato, collegando lo sviluppo delle filiere tecnologiche alla necessità di definire criteri affidabili per valutare i modelli di intelligenza artificiale.
Il messaggio conclusivo è stato affidato a una citazione di Ennio ripresa da Cicerone nel De amicitia: “Amicus certus in re incerta cernitur”, ovvero “l’amico sicuro si riconosce nell’incertezza”.
AmCham Italy, 110 anni di relazioni transatlantiche
Affiliata alla Chamber of Commerce of the United States of America, AmCham Italy fa parte di una rete di 117 camere di commercio americane presenti in 103 Paesi, con oltre 3 milioni di aziende affiliate. Fondata nel 1915, l’organizzazione mette a disposizione dei propri soci le relazioni istituzionali e di business sviluppate in 110 anni di attività tra Italia e Stati Uniti, oltre ai contatti governativi a livello locale e federale su entrambe le sponde dell’Atlantico.
Il presidente di AmCham Italy è Stefano Lucchini, mentre Simone Crolla ricopre l’incarico di consigliere delegato.
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