Non dicono tutto, gli imbottigliamenti dei vini, ma dicono molto, soprattutto quelli dei vini a denominazione di origine o ad Indicazione geografica, di come stia andando il mercato del vino. E pur in un contesto che resta di grande difficoltà, soprattutto per i vini rossi, come ormai accade da tempo, qualche segnale positivo arriva, in particolare da vini bianchi e spumanti a denominazione. Almeno secondo la Business Intelligence di Valoritalia, il più importante ente di certificazione del vino italiano (e non solo), presieduto da Francesco Liantonio e diretto da Giuseppe Liberatore, che con 219 denominazioni certificate copre il 56% del vino Dop e Igp del Belpaese. Dai dati dati aggiornati al 30 settembre relativi alle denominazioni e alle produzioni sottoposte a certificazione di Valoritalia, infatti, emerge che nel terzo trimestre 2026 si arresta la flessione degli imbottigliamenti (-0,3% sullo stesso periodo 2025), e si riduce al -3% il calo dei primi 9 mesi, per un totale di 9,86 milioni di ettolitri (in calo del 4,2% sulla media del triennio 2023-2025).
“Dopo un primo trimestre chiuso con un preoccupante -7,7% sull’anno precedente, il secondo trimestre aveva già evidenziato un deciso rallentamento della flessione (-0,6%). Nel terzo trimestre il recupero si consolida, con volumi sostanzialmente stabili sullo stesso periodo 2025 (-0,3%). Particolarmente significativo il dato di settembre, che registra una crescita del 4,9% sullo stesso mese dell’anno precedente”, spiega Valoritalia. Che sottolinea come, comunque, il quadro “resta tuttavia caratterizzato da elementi di notevole preoccupazione. Le tensioni geopolitiche, le politiche commerciali adottate dagli Stati Uniti e l’incertezza legata al regime tariffario continuano a condizionare le decisioni degli operatori, soprattutto sui mercati internazionali. A questi fattori congiunturali si affiancano dinamiche più strutturali, legate all’evoluzione dei modelli e delle occasioni di consumo nei principali mercati di esportazione”. Secondo l’Organizzazione Internazionale della Vigna e del Vino, nel 2025 i consumi mondiali sono diminuiti del 2,7% (come evidenziato anche da questa analisi già riportata da WineNews) e quelli dell’Unione Europea del 3,1%, “in un contesto nel quale fattori economici, tensioni commerciali e cambiamenti nelle abitudini dei consumatori continuano a sovrapporsi”. Sul fronte degli scambi commerciali, le analisi di Nomisma Wine Monitor, aggiunge Valoritalia, evidenziano per i primi 7 mesi dell’anno, una contrazione del -11% del valore delle importazioni di vino nei 12 principali mercati mondiali, con una contrazione particolarmente accentuata e un picco negativo negli Stati Uniti pari al -23%.
In ogni caso, evidenza ancora Valoritalia, tornano a crescere in particolare gli imbottigliamenti dei vini Doc (5%) e Docg (+4,9%), mentre crollano gli Igt (-18,9), con il totale dei primi 9 mesi che riporta sostanzialmente in parità i vini Doc (-0,5%) e Docg (-0,2%) rispetto al 2025, mentre resta ampiamente negativa la situazione per gli Igt (-13%). “Si delinea pertanto un mercato a velocità differenti, nel quale alla complessiva stabilizzazione dei volumi si accompagna una crescente divaricazione tra le diverse categorie”, spiega Valoritalia. Che sottolinea come “ancora più evidente è la differenziazione osservando le principali tipologie di prodotto”. Nel terzo trimestre , infatti, i vini bianchi fermi crescono del 6,7% e i bianchi spumanti del 7,6% sullo stesso periodo dell’anno precedente. I vini rossi registrano, invece, una flessione del 6,7%. La dinamica del trimestre modifica significativamente anche il bilancio dei primi 9 mesi. Nel periodo gennaio-settembre i bianchi fermi risultano in crescita dell’1,8% e gli spumanti bianchi dell’1,3%, mentre i rossi rimangono in territorio negativo, con una contrazione dell’8,8%. “I dati sembrano, quindi, confermare una trasformazione nella composizione della domanda: la ripresa non interessa indistintamente tutte le produzioni, ma appare maggiormente sostenuta dai vini bianchi e, soprattutto nel trimestre, dagli spumanti, mentre permane una maggiore debolezza per i vini rossi”.
La dinamica territoriale presenta a sua volta differenze significative. Nei primi 9 mesi gli imbottigliamenti diminuiscono del 4,7% nel Centro, del 4,1% nel Nord Est. Il Nord Ovest torna, invece, in territorio positivo (+1,4%), mentre il Sud registra un incremento del 26,7%, su volumi tuttavia molto più contenuti nel perimetro delle denominazioni certificate da Valoritalia. “La lettura territoriale – specifica l’ente – deve essere rapportata alla distribuzione delle denominazioni certificate: i dati Valoritalia sono particolarmente rappresentativi delle regioni settentrionali, dove i volumi certificati dall’organismo superano il 90% del totale dei vini a denominazione di origine. Ancora, Valoritalia sottolinea anche come sia importante monitorare con attenzione l’andamento delle giacenze. Al 31 luglio 2026, ultimo mese statisticamente confrontabile prima dell’accreditamento della nuova annata, risultano circa 15,96 milioni di ettolitri in giacenza nelle denominazioni certificate da Valoritalia, contro 13,67 milioni di ettolitri nello stesso periodo 2025, con un incremento di circa il 16,8%.
In ogni caso, “i dati del terzo trimestre rappresentano un segnale incoraggiante dopo le difficoltà registrate nella prima parte dell’anno. Non possiamo ancora parlare di una inversione strutturale della tendenza, ma la sostanziale stabilità degli imbottigliamenti e il ritorno alla crescita di Doc e Docg – commenta Francesco Liantonio, presidente Valoritalia – indicano una capacità di reazione del settore che merita di essere sottolineata. Questo avviene, peraltro, in un contesto internazionale che rimane complesso, condizionato dalle tensioni geopolitiche, dall’incertezza commerciale e dall’evoluzione dei modelli di consumo. I dati mostrano, però, anche con grande chiarezza, che il mercato non si muove in maniera uniforme. Bianchi e spumanti – conclude Liantonio – presentano dinamiche significativamente migliori rispetto ai rossi, così come Doc e Docg rispetto agli Igt. È proprio la possibilità di cogliere tempestivamente queste differenze uno dei principali valori della Business Intelligence di Valoritalia: trasformare i dati generati dall’attività di certificazione in uno strumento di conoscenza a disposizione delle imprese, dei consorzi e dell’intera filiera”.
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