ARABIA SAUDITA, NUOVE OPPORTUNITÀ PER LE IMPRESE ITALIANE: QUALITÀ, TECNOLOGIA E KNOW-HOW AL CENTRO DELLA VISION 2030



Dall’intelligenza artificiale alle smart city, dalla logistica al turismo e alla cultura: Riad guarda con crescente interesse al sistema produttivo italiano. Alla conferenza “Obiettivo Export” la Farnesina rilancia la strategia di internazionalizzazione e punta a 700 miliardi di euro di esportazioni entro il 2027.

L’Arabia Saudita continua a rappresentare uno dei mercati più dinamici e interessanti per le imprese italiane. Un Paese in piena trasformazione economica, sociale e culturale, dove la qualità del Made in Italy, la tecnologia e il know-how italiano trovano spazi sempre più ampi.

A sottolinearlo è stata Eleonora Lopez, vice capo missione e responsabile dell’ufficio economico e commerciale dell’Ambasciata d’Italia in Arabia Saudita, intervenuta a margine della conferenza “Obiettivo Export: Imprese e Territori del Centro Italia – Verso la Conferenza Nazionale dell’Export 2026”, svoltasi a Roma.

Secondo Lopez, le aziende italiane si trovano oggi davanti a un mercato profondamente diverso rispetto al passato. La trasformazione avviata attraverso la Vision 2030 sta infatti ampliando il raggio d’azione dell’economia saudita, tradizionalmente legata agli idrocarburi, verso settori innovativi e ad alto valore aggiunto.

Tra questi figurano intelligenza artificiale, tecnologie disruptive, smart grid, smart city, mobilità, infrastrutture, logistica, turismo, ospitalità, cultura e valorizzazione del patrimonio.

L’INTERESSE PER IL MODELLO ITALIANO

L’elemento più significativo è proprio l’interesse saudita verso le caratteristiche del sistema produttivo italiano.

Le imprese del Regno guardano con attenzione non soltanto alla qualità dei prodotti, ma anche alla capacità italiana di coniugare tecnologia, creatività, specializzazione e tradizione.

Particolarmente apprezzato sarebbe anche il modello delle piccole e medie imprese familiari, una struttura economica nella quale il tessuto imprenditoriale saudita riconosce affinità dal punto di vista dei valori e dell’organizzazione.

In questo scenario il cosiddetto Sistema Italia è chiamato a svolgere un ruolo centrale.

Accanto all’Ambasciata operano infatti ICE, SACE e SIMEST, con una presenza destinata ad accompagnare le aziende interessate a entrare o rafforzarsi sul mercato saudita.

DALL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE AL TURISMO

Uno dei settori su cui Riad sta investendo maggiormente è quello delle nuove tecnologie.

L’intelligenza artificiale rappresenta una delle priorità, insieme alle infrastrutture digitali e alle tecnologie necessarie allo sviluppo delle nuove città e dei grandi progetti previsti dalla Vision 2030.

Anche la logistica assume un’importanza crescente.

La posizione geografica dell’Arabia Saudita, al centro delle rotte tra Asia, Africa ed Europa, rafforza infatti l’ambizione del Regno di trasformarsi in un grande hub regionale e internazionale.

Ma le opportunità non riguardano soltanto infrastrutture e innovazione.

Crescono anche turismo, ospitalità, cultura e tutela del patrimonio, settori nei quali architetti, ingegneri, designer e aziende italiane possono offrire competenze particolarmente richieste.

La modernizzazione saudita, inoltre, procede cercando di mantenere un forte legame con l’identità nazionale e con le tradizioni locali, reinterpretate in una dimensione contemporanea.

Un terreno sul quale il know-how italiano, abituato a coniugare patrimonio storico e innovazione, può trovare importanti occasioni di collaborazione.

“OBIETTIVO EXPORT”, OLTRE 1.200 IMPRESE A ROMA

Il tema dei rapporti con l’Arabia Saudita si inserisce nella più ampia strategia italiana per l’internazionalizzazione.

L’appuntamento romano di “Obiettivo Export”, organizzato dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale insieme a ICE, CDP, SACE e SIMEST, con il supporto di Unioncamere, ha rappresentato la terza e ultima tappa territoriale in preparazione della Conferenza Nazionale dell’Export 2026, in programma a Milano il 17 dicembre.

L’iniziativa ha coinvolto le imprese di Lazio, Abruzzo, Umbria, Marche, Toscana e Sardegna.

Oltre 1.200 imprenditori hanno partecipato all’appuntamento, mentre sono stati programmati più di 600 incontri con responsabili degli uffici commerciali delle Ambasciate e rappresentanti del sistema italiano di sostegno alle esportazioni.

TAJANI: OBIETTIVO 700 MILIARDI DI EXPORT ENTRO IL 2027

Nel messaggio inviato alla conferenza, il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha ricordato il peso crescente delle esportazioni nell’economia italiana.

Nel 2025 l’export italiano ha raggiunto il livello record di 643 miliardi di euro, mentre nei primi sette mesi del 2026 è cresciuto del 4,6%, quasi il doppio della media europea.

L’obiettivo indicato dal Governo è arrivare a 700 miliardi di euro entro il 2027.

Particolarmente importante è il contributo del Centro Italia, che nel 2025 ha registrato una crescita dell’export dell’11,6%.

La strategia della Farnesina punta soprattutto sulla diversificazione dei mercati.

Stati Uniti ed Europa rimangono aree fondamentali, ma l’Italia sta cercando di rafforzare la propria presenza anche in India, Asia, Paesi del Golfo, Africa, Balcani e America Latina.

In questa strategia l’Arabia Saudita assume quindi un ruolo sempre più rilevante.

EXPORT, INNOVAZIONE E NUOVI MERCATI

Tra le priorità indicate dal Governo figura anche l’innovazione.

Alla conferenza romana hanno partecipato oltre cento startup e imprese innovative, con particolare attenzione all’intelligenza artificiale e alle nuove tecnologie.

Parallelamente, l’Italia punta sulle industrie culturali, sulle materie prime critiche e sulla sicurezza delle grandi rotte commerciali.

Per un Paese fortemente dipendente dalle esportazioni, la libertà di navigazione dal Mar Rosso allo Stretto di Hormuz rappresenta infatti un elemento strategico.

Il messaggio che emerge dall’appuntamento romano è quindi chiaro: il futuro dell’export italiano passa attraverso la capacità di accompagnare le imprese verso nuovi mercati e di intercettare le grandi trasformazioni economiche internazionali.

E tra questi mercati, l’Arabia Saudita si conferma uno dei più promettenti.

La trasformazione avviata da Riad apre infatti opportunità che spaziano dall’alta tecnologia all’architettura, dall’ingegneria alla logistica, fino al turismo e alla cultura.

Settori nei quali l’Italia può giocare una partita importante facendo leva proprio su ciò che il mercato saudita sembra cercare sempre di più: qualità, tecnologia, competenze e know-how italiano.




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