Dal 1° gennaio 2027 cambia in Italia la riscossione del bollo auto non pagato: le Regioni potranno usare l’accertamento esecutivo, un unico atto che vale sia come avviso di pagamento sia come titolo esecutivo. Scaduti i termini per pagare o fare ricorso, l’ente potrà procedere con fermo amministrativo e pignoramento senza dover prima notificare la cartella esattoriale. La novità è contenuta nell’articolo 8 del Decreto Legislativo 147 del 7 agosto 2026, il decreto sul federalismo fiscale.
Cos’è l’accertamento esecutivo per il bollo auto
L’accertamento esecutivo per il bollo auto è un atto unico che riunisce l’avviso di accertamento e il titolo esecutivo, eliminando la notifica successiva della cartella esattoriale. Finora questo meccanismo era previsto per le entrate erariali e per i Comuni: l’articolo 8 del D.Lgs. 147/2026 lo estende alle Regioni, che gestiscono la tassa automobilistica. Il bollo auto è il tributo locale con il più alto tasso di evasione e di contenzioso, ed è per questo uno dei principali banchi di prova della riforma. Già oggi alcune Regioni provano ad accorciare i tempi notificando direttamente la cartella invece di un avviso preventivo: dal 2027 la procedura accelerata diventerà uniforme su tutto il territorio nazionale.
Da quando si applica e a quali avvisi
La nuova procedura si applica agli avvisi di accertamento emessi dal 1° gennaio 2027, anche se riferiti a bolli non pagati negli anni precedenti. Non conta quindi l’anno del mancato pagamento, ma la data in cui la Regione emette l’atto: un bollo 2024 o 2025 non versato, accertato con un avviso del 2027, segue già le nuove regole. Le singole Regioni possono, con una propria legge, anticipare facoltativamente l’entrata in vigore del meccanismo: in alcuni territori l’accertamento esecutivo potrebbe quindi arrivare anche prima del nuovo anno.
I 60 giorni per pagare o fare ricorso
Dalla notifica dell’avviso esecutivo il proprietario del veicolo ha 60 giorni di tempo per pagare, presentare ricorso alla Corte di Giustizia Tributaria oppure chiedere all’ente l’annullamento in autotutela. Entro lo stesso termine è possibile chiedere un piano di rateizzazione alla Regione o all’agente della riscossione. Se i 60 giorni trascorrono senza pagamento né impugnazione, l’atto diventa esecutivo in automatico: la Regione non deve più iscrivere il debito a ruolo né attendere l’emissione di una cartella, e il credito passa direttamente all’Agenzia delle Entrate-Riscossione per il recupero coattivo.
Fermo amministrativo e pignoramento: cosa può succedere
Una volta che l’atto è diventato esecutivo, l’agente della riscossione può disporre il fermo amministrativo del veicolo, preceduto da un preavviso di 30 giorni, oppure avviare il pignoramento presso terzi, per esempio su conto corrente o stipendio. Il decreto chiarisce anche un punto spesso frainteso: il fermo amministrativo sull’auto non sospende l’obbligo di pagare il bollo per l’anno in corso. In altre parole, un veicolo sottoposto a fermo continua a generare la tassa automobilistica.
Le tutele: sospensione di 120 o 180 giorni
La riforma accelera la riscossione ma prevede alcune tutele per il contribuente. La legge stabilisce un periodo di sospensione di 120 giorni quando la riscossione è gestita direttamente dagli uffici della Regione e di 180 giorni quando il recupero è affidato a società o concessionari esterni: una finestra entro cui il contribuente può rivolgersi al giudice tributario per bloccare le azioni esecutive. Il consiglio pratico resta quello di non ignorare mai un avviso sul bollo auto: con il nuovo sistema la notifica dell’accertamento è l’ultimo atto “morbido” prima delle misure esecutive.
Spese a carico del contribuente: tetto di 600 euro
Chi non paga il bollo auto dovrà sostenere anche i costi della procedura, ma con limiti fissati a livello nazionale. È previsto un tetto massimo di 600 euro per i costi di emissione del singolo atto di accertamento, a cui si sommano le spese vive di notifica (raccomandata o PEC). Le tariffe per gli atti di pignoramento veri e propri saranno invece stabilite da un apposito decreto ministeriale. Restano fuori dalla corsia accelerata le entrate patrimoniali delle Regioni, mentre IRAP e addizionale regionale IRPEF, gestite con il supporto dell’Agenzia delle Entrate, continuano a seguire le regole ordinarie.
ANTA, l’archivio nazionale delle tasse automobilistiche
La riforma del bollo rende definitivo l’ANTA, l’Archivio Nazionale delle Tasse Automobilistiche gestito dal PRA. L’ANTA avrà il compito di coordinare e integrare i dati provenienti dalle Regioni e dalle Province autonome, migliorando lo scambio di informazioni tra gli enti. L’archivio non sostituirà le banche dati già gestite dall’Agenzia delle Entrate e dalle amministrazioni regionali, ma funzionerà come sistema nazionale di coordinamento: un tassello che, insieme all’accertamento esecutivo, rende più difficile che un bollo non pagato resti senza seguito.
Il bollo 2027 e l’esenzione fino a 80 kW
La stretta sulla riscossione arriva nello stesso anno dell’esenzione introdotta dal decreto legge n. 162 del 16 settembre 2026: per i bolli in scadenza tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2027 è prevista l’esenzione per i veicoli di potenza pari o inferiore a 80 kW, riconosciuta alle persone fisiche per un solo veicolo. Ne abbiamo parlato nell’articolo su gli 80 kW come nuova soglia di mercato. Chi possiede auto più potenti, o più veicoli intestati, continuerà invece a pagare, e in caso di omissione ricadrà nel nuovo regime dell’accertamento esecutivo.
Domande frequenti sul bollo auto non pagato dal 2027
Cosa cambia dal 2027 per chi non paga il bollo auto?
Dal 1° gennaio 2027 le Regioni possono usare l’accertamento esecutivo per il bollo auto non pagato. L’avviso vale anche come titolo esecutivo e, trascorsi 60 giorni senza pagamento o ricorso, si può procedere con fermo o pignoramento senza notificare la cartella esattoriale.
Quale legge introduce l’accertamento esecutivo sul bollo auto?
L’accertamento esecutivo per il bollo auto è previsto dall’articolo 8 del Decreto Legislativo 147 del 7 agosto 2026, il decreto sul federalismo fiscale. La norma estende alle Regioni un meccanismo finora usato per le entrate erariali e dai Comuni.
Quanto tempo c’è per pagare o contestare l’avviso?
Dalla notifica dell’avviso di accertamento esecutivo ci sono 60 giorni per pagare, fare ricorso alla Corte di Giustizia Tributaria, chiedere l’autotutela o una rateizzazione. Scaduto il termine, l’atto diventa esecutivo in automatico.
Le nuove regole valgono anche per i bolli non pagati negli anni passati?
Sì, le nuove regole si applicano agli avvisi emessi dal 1° gennaio 2027, anche se riguardano bolli non pagati in anni precedenti. Le Regioni possono inoltre anticipare l’entrata in vigore con una propria legge.
Quanto si paga di spese in caso di accertamento esecutivo?
Per i costi di emissione del singolo atto di accertamento è previsto un tetto massimo di 600 euro, a cui si aggiungono le spese di notifica. Le tariffe per gli atti di pignoramento saranno fissate da un decreto ministeriale.
Cos’è l’ANTA?
L’ANTA è l’Archivio Nazionale delle Tasse Automobilistiche, gestito dal PRA e reso definitivo dalla riforma del bollo. Coordina e integra i dati delle Regioni e delle Province autonome, senza sostituire gli archivi dell’Agenzia delle Entrate e delle amministrazioni regionali.
Seguici qui
#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link



