A Travo, piccolo paese arroccato sulla sponda sinistra del Fiume Trebbia, nel piacentino, c’è chi ha ereditato una serie di piccoli appezzamenti di terreno che non riesce a vendere e ora è persino disposto a regalarli per mettere la parola fine sul peso fiscale.
Protagonista della vicenda il milanese C. D. C. che sta cercando di liberarsi gratuitamente di aree boschive e prati ereditati. Ha provato anche a offrirli al Comune, ma la sindaca Roberta Valla frena: «Diventerebbero un costo anche per noi».
I terreni ereditati e la proposta: «Li regalo, sono solo spese»
C’era un tempo in cui ereditare un pezzo di terra significava ricevere una piccola fortuna. Oggi, quella stessa terra può trasformarsi in un peso, fatto di tasse, pratiche burocratiche e costi che continuano a correre. E i terreni di proprietà del protagonista di questa vicenda sembrano raccontare proprio questo.
Stando a quanto raccontato in un suo annuncio pubblicato su Facebook, questi fazzoletti di terra non hanno valore edificabile e proprio per le loro caratteristiche si sono rivelati tutt’altro che facili da piazzare sul mercato.
La soluzione scelta ha qualcosa di paradossale: regalarli. Il suo annuncio è comparso sul gruppo Facebook dove la comunità locale si incontra, discute e, in questo caso, si trova davanti a un’offerta che sembra quasi incredibile: terreni ceduti a titolo gratuito. A carico di chi accetterà, però, rimarranno le spese notarili e quelle necessarie per il trasferimento della proprietà.
Anche il Comune rifiuta l’offerta
«Dispongo di diverse particelle di terreno situate nel territorio del Comune di Travo, tutte costituite da boschi o prati e comunque non edificabili, delle quali vorrei disfarmi», si legge nel suo annuncio pubblico sul social network.
Lo scorso anno – ha precisato l’uomo – aveva preso contatti con l’Ufficio Tecnico comunale di Travo, manifestando la disponibilità a donare gratuitamente i terreni al municipio, nella speranza che potessero essere utilizzati per qualche finalità di interesse collettivo. La proposta, però, non ha avuto seguito.
«A distanza di tempo non ho ricevuto alcun riscontro», ha precisato Colosimo nel suo post. Da qui la decisione di rivolgersi direttamente alla popolazione del paese della Val Trebbia: «Per questo motivo, ho deciso di proporli a chiunque possa essere interessato».
La curiosità e le proposte: «Ma li vendo tutti insieme»
Una proposta che ha immediatamente suscitato curiosità. Qualche utente ha chiesto informazioni e il proprietario ha iniziato a fornire i primi dettagli. Le particelle sono 23, suddivise tra bosco ceduo e seminativo. Hanno dimensioni differenti, alcune piuttosto ridotte, e soprattutto non sono confinanti tra loro.
Dal canto suo, Colosimo ammette di non conoscere direttamente il territorio. «Io non sono di Travo», ha precisato in un commento al suo annuncio, spiegando quindi di non poter fornire informazioni dettagliate sull’effettiva accessibilità o sulle caratteristiche dei singoli appezzamenti oltre a quelle contenute nella documentazione catastale. E qui arriva una sua condizione precisa: non è incline a cessioni parziali.
«Chi vorrà entrare in possesso dei terreni dovrà accettare l’intero pacchetto delle 23 particelle», sottolinea. Una sorta di «eredità al contrario»: non si cerca qualcuno disposto a pagare per avere un terreno, ma qualcuno disposto ad accettarlo senza pagarlo, assumendosi però tutti gli oneri del passaggio di proprietà (e quelli futuri derivanti dal possesso del titolo).
Colosimo, in un commento, ha spiegato di avere già inviato le informazioni catastali a chi per primo lo ha contattato. Se queste trattative non dovessero andare a buon fine, procederà seguendo l’ordine di arrivo delle richieste.
Come da prassi, sarà il notaio scelto dall’eventuale acquirente a valutare la soluzione giuridica più adatta, compresa la possibilità di un trasferimento a titolo gratuito oppure la necessità di attribuire un valore minimo all’operazione.
La sindaca: «Anche per noi non ci sarebbero vantaggi»
Tutte le spese — imposte, notaio e altri costi previsti dalla legge — resteranno comunque a carico di chi accetterà i terreni. La stessa sindaca di Travo è piuttosto chiara: accettare quei terreni potrebbe significare semplicemente trasferire il problema dalle tasche di un privato a quelle dell’amministrazione «Diventerebbero un costo anche per noi perché non sapremmo cosa farci», è la posizione espressa dalla prima cittadina.
Del resto, un Comune non può necessariamente considerare un vantaggio l’acquisizione di appezzamenti non edificabili, di piccole dimensioni, magari collocati su pendii, lontani dai centri abitati o difficilmente raggiungibili dalle strade.
Se poi quei terreni richiedessero interventi di manutenzione, il regalo potrebbe trasformarsi in un nuovo capitolo di spesa. Ed è proprio questo il curioso cortocircuito della storia: un bene che nessuno vuole pagare può diventare un bene che nessuno vuole nemmeno ricevere gratuitamente.
Confedilizia: «Vicenda paradossale su tasse e burocrazia»
Il caso di Travo non è isolato e si inserisce in un fenomeno più ampio, quello della crescente difficoltà di gestire patrimoni immobiliari e terrieri di scarso valore economico.
A sottolinearlo è anche il presidente nazionale di Confedilizia, l’avvocato Giorgio Spaziani Testa, secondo il quale «il caso conferma un paradosso in atto ormai da tempo e che riguarda anche le case», osserva il presidente Spaziani Testa. «Ereditare immobili un tempo era una fortuna; oggi in molti casi è una disdetta, per via di tasse, spese e assenza di redditività».
6 settembre 2026
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