Le musiche di Valter Sivilotti saranno eseguite dalla FVG Orchestra e dal Coro del FVG. A dieci anni esatti dal debutto, Orcolat ’76 torna nel Duomo di Santa Maria Assunta di Gemona del Friuli. Lo spettacolo di e con Simone Cristicchi – prodotto da Edit Eventi per l’Ente Regionale Teatrale del Friuli Venezia Giulia e il Comune di Gemona con il sostegno della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia – andrà in scena martedì 15 settembre in doppia replica: alle ore 17 per l’appuntamento istituzionale e alle ore 21 per il pubblico.

L’evento è stato presentato stamattina nella Sala Pasolini della sede udinese della Regione, alla presenza del vicepresidente e assessore regionale alla Cultura e allo Sport Mario Anzil, dell’assessore regionale alle Finanze Barbara Zilli, del sindaco di Gemona del Friuli Roberto Revelant, del presidente dell’Ente Regionale Teatrale del Friuli Venezia Giulia Fabrizio Pitton, del maestro Valter Sivilotti e di Andrea Del Favero per Edit Eventi.

Orcolat ’76 prende le mosse dall’antica figura del mostro che con i suoi movimenti, quelli che Simone Cristicchi chiama la tosse della terra, provoca i terremoti. Lo spettacolo è scritto a quattro mani da Simone Cristicchi e Simona Orlando, con le musiche originali di Valter Sivilotti. Fra i testi anche gli inediti del gemonese Renato Stroili Gurisatti e dello stesso Simone Cristicchi. Sul palco, al fianco di Cristicchi, la FVG Orchestra e il Coro del Friuli Venezia Giulia entrambi diretti da Valter Sivilotti. La performance prevede anche gli interventi recitati di Anna Maria De Monte e i cantati di Francesca Gallo. Per l’occasione saranno ripresi una serie di brani storici della canzone in friulano di autori come Giorgio Ferigo, Dario Zampa ed Ennio Zampa.

“Dove è stato, il terremoto ritorna, e dove non è mai stato, viene”, scriveva Plinio il vecchio. Le giornate del ricordo hanno riportato alla luce memorie sopite e ferite ancora aperte, seppur a distanza di tanti anni, cicatrici che non andranno mai via. A cinquant’anni di distanza da quel maggio e quel settembre del ’76, quando la terra salì come un cavallone e si ritirò a riposare come niente fosse, Simone Cristicchi e Simona Orlando commentano così il ritorno dello spettacolo: “In quei momenti puoi vedere i vitigni ascendere in paradiso e ricadere all’inferno. L’Orcolat è ancora vivo, una creatura veloce e famelica che ti rincorre e vuole a tutti i costi raggiungerti.” Orcolat ‘76 è un racconto dei fatti di quell’anno, tragici, sì, ma presupposto di una rinascita che ebbe del miracoloso e pose all’attenzione dell’Italia quello che venne chiamato il “modello Friuli”, come è stato ricordato anche in questi giorni. Un lavoro attento e documentato attraverso i ricordi e i racconti di chi visse quei momenti, che ripercorre quei giorni, tra realtà, sogno e speranza per il futuro.

Il ritorno a Gemona sarà anche l’occasione per ricordare Maia Monzani, voce recitante dell’edizione del 2016, scomparsa nel 2020. Attrice e docente, Monzani contribuì con la sua interpretazione a dare voce alle memorie e alle testimonianze raccolte nello spettacolo.

Un prologo internazionale dell’evento si è tenuto nella primavera scorsa, quando Orcolat ’76 in formazione cameristica ha accompagnato la missione istituzionale della Regione Friuli Venezia Giulia in Nord America. Lo spettacolo è stato presentato il 21 aprile all’Ambasciata d’Italia a Washington e il giorno successivo al Greenwin Theatre del Meridian Arts Centre di Toronto, dove ha registrato il tutto esaurito. Le due tappe hanno portato oltreoceano una pagina centrale della storia e dell’identità friulana, rinsaldando il legame con le comunità italiane e friulane e ricordando l’aiuto offerto da Stati Uniti e Canada dopo il terremoto.

La replica delle ore 21 nel Duomo di Gemona sarà a ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria. Le prenotazioni saranno disponibili sul sito ertfvg.it dalle ore 12 di martedì 1° settembre. Per agevolare la procedura, si consiglia di effettuare in anticipo l’iscrizione alla piattaforma.

Dopo l’appuntamento di Gemona, Orcolat ’76 sarà ospite delle stagioni del Circuito ERT con una tournée di cinque date: il 20 ottobre a Latisana, il 21 ottobre a Sacile, il 22 ottobre a Maniago, il 23 ottobre a Grado e il 24 ottobre ad Artegna. Domenica 25 ottobre, inoltre, lo spettacolo andrà in scena al Teatro Rossetti di Trieste con una doppia replica, nell’ambito della stagione 2026/27 del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia.

Orcolat 76: Revelant, Del Favero, Anzil, Pitton, Zilli e SivilottiFabrizio Pitton, Presidente Ente Regionale Teatrale del Friuli Venezia Giulia

«Orcolat ’76 non è per noi soltanto uno spettacolo o un evento, ma rappresenta una tappa fondamentale nella storia e nel percorso dell’ERT. Il terremoto del 1976 ha segnato profondamente il nostro territorio e anche la storia dei suoi teatri: molti di quei luoghi hanno vissuto la chiusura, la ricostruzione e la ripartenza, dimostrando come la rinascita del Friuli Venezia Giulia sia passata anche attraverso la cultura. Oltre a proporre un progetto di alto livello artistico, sentiamo la responsabilità di consegnare alle nuove generazioni un bagaglio culturale ed emozionale. È questo uno degli obiettivi più importanti di Orcolat ’76: mantenere viva una memoria che appartiene alla nostra comunità e trasmetterla attraverso il teatro, facendo dei luoghi dello spettacolo anche luoghi di incontro, partecipazione e memoria. È un progetto nato dalla forza dei legami tra persone, territorio e istituzioni.»

 Barbara Zilli, Assessore regionale alle finanze

«Il ritorno di Orcolat ’76 nel Duomo di Gemona del Friuli ha un valore simbolico straordinario: questo luogo ricostruito pietra su pietra, è la cornice ideale del miracolo della nostra rinascita. Riportare qui questo capolavoro significa toccare il cuore ferito del sisma e trasformarlo in un messaggio di speranza per il futuro da tramandare alle nuove generazioni. È una memoria viva che abbiamo condiviso con profonda emozione anche durante la missione a Washington e Toronto, riabbracciando i nostri corregionali che custodiscono con orgoglio, pur a migliaia di chilometri di distanza, il medesimo viscerale legame con la nostra terra e con la storia della nostra ripartenza. Grazie a Simone Cristicchi per aver raccontato con rispetto la forza del nostro popolo, al Maestro Valter Sivilotti, alla FVG Orchestra, al Coro del FVG e a tutti gli artisti coinvolti.»

Roberto Revelant, Sindaco di Gemona del Friuli

«Le esperienze di Washington e Toronto ci hanno fatto capire quanto siano ancora forti il legame dei friulani nel mondo con la propria terra e la solidarietà internazionale. Orcolat ’76 riesce a suscitare ogni volta un’emozione nuova, perché nasce dalla raccolta reale delle testimonianze dei protagonisti e dei cittadini comuni che vissero il terremoto. È uno spettacolo che permette anche a chi non c’era di comprendere ciò che accadde: i momenti drammatici dell’emergenza, ma anche la rinascita e la ricostruzione del Friuli.»

Andrea Del Favero, Edit Eventi

«La cosa bella, dal punto di vista organizzativo, è stata l’entusiasmo di chi ha accettato subito l’ipotesi di rimettere in piedi Orcolat ’76. Dieci anni fa avevamo lavorato ascoltando la voce della gente, perché in questo spettacolo ci sono i volontari, i suoni del terremoto, le sirene dei pompieri, insieme alla grande costruzione artistica di Valter Sivilotti e al lavoro di Simona Orlando e Simone Cristicchi. Dietro a tutto questo c’è un lavoro molto complesso: sul palco ci sono circa 120 persone e più di 40 lavorano dietro le quinte. Siamo felici di essere parte di questo progetto e metteremo tutto il nostro impegno per realizzarlo al meglio.»

 Valter Sivilotti

«Orcolat ’76 è un progetto nato nel 2016 e maturato grazie a una collaborazione con Simone Cristicchi già ben avviata dai tempi di Magazzino 18 e a una grande sintonia artistica. Attraverso questo lavoro ho cercato nella musica un sentimento legato al nostro territorio e una sua identità musicale, non facile da definire perché siamo a cavallo tra diverse culture, un po’ latini e un po’ balcanici. Orcolat ‘76 è un oratorio che si apre come un salmo e nel quale si articolano teatro, canzone e musica. Abbiamo inserito anche canzoni significative di quel periodo, cercando una combinazione melodica e armonica che avesse qualcosa di profondamente legato al nostro territorio.»

Mario Anzil, Vicepresidente e assessore regionale alla cultura e allo sport

«In Orcolat ’76 la precisione tecnica e professionale di una produzione culturale si unisce a una componente ancora più rara: l’emozione umana di chi ha vissuto parte della storia della nostra comunità. Riportare quest’opera, a cinquant’anni dal terremoto, nel Duomo di Gemona significa riportare una storia nel luogo in cui è accaduta: le sue pietre la raccontano, perché sono cadute e poi ricostruite. È la storia della determinazione di un popolo che, di fronte alla tragedia, ha avuto la voglia di rialzarsi e di riaffermare la propria identità. Una storia molto friulana, raccontata da Simone Cristicchi, friulano d’adozione, insieme alle tante eccellenze regionali coinvolte in questa produzione.»

Simone Cristicchi

«Per me, da romano, è un privilegio essere il narratore di una tragedia e di un evento storico che ha segnato profondamente il Friuli Venezia Giulia. Il testo di Orcolat ’76 è nato da una ricerca sul campo condotta insieme a Simona Orlando, intervistando i testimoni del terremoto del 1976. Cercheremo di raccontare questa storia in punta di piedi, senza aggiungere un pathos che sarebbe troppo retorico, l’emozione nasce in maniera molto naturale ascoltando il dipanarsi del testo e della narrazione. È una vera e propria celebrazione di una ferita, un dolore, uno strappo, ma è anche una storia di resurrezione, di resistenza ed è diventato un esempio per tutta l’Italia e anche per il resto del mondo.»

Foto anteprima: Orcolat Toronto Simone Cristicchi





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