Il 12 agosto, poco dopo le sette di sera, migliaia di persone erano ferme a 2.275 metri con gli occhi rivolti verso il cielo. Sulla cima del Plan de Corones, nel cuore delle Dolomiti, la Luna aveva cominciato lentamente a coprire il Sole mentre le montagne si tingevano delle sfumature dell’enrosadira. Intorno, prati normalmente attraversati dagli sciatori durante l’inverno erano diventati per qualche ora un enorme osservatorio naturale.

Famiglie, fotografi, coppie, ragazzi e appassionati di astronomia erano saliti in quota grazie all’apertura serale della cabinovia Kronplatz 2000 di Riscone. L’eclissi parziale del 12 agosto 2026 ha mostrato un volto insolito di una delle montagne più conosciute dell’Alto Adige: non soltanto comprensorio sciistico e destinazione estiva, ma luogo dal quale fermarsi a guardare ciò che succede sopra e intorno a noi.

Ed è forse proprio questo il modo migliore per raccontare il Plan de Corones quando l’estate comincia a finire.

Perché dopo l’eclissi, dopo le stelle cadenti e dopo il pieno della stagione estiva arriva un periodo meno spettacolare soltanto in apparenza. È quello dell’autunno, quando la montagna rallenta, i boschi cambiano colore, l’aria diventa più nitida e i sentieri tornano a essere territori da attraversare senza fretta.

L’altra stagione del Plan de Corones

Settembre, ottobre e i primi giorni di novembre rappresentano una sorta di intermezzo privilegiato tra le vacanze estive e l’arrivo della neve.

La luce si abbassa, le temperature diventano più fresche e il foliage trasforma progressivamente i boschi della Val Pusteria e della Valle Anterselva. È una stagione adatta alle escursioni ma anche a chi cerca semplicemente qualche giorno lontano dal ritmo delle città, alternando natura, cucina, musei e piccoli centri altoatesini.

Numerosi impianti, rifugi e ristoranti prolungano infatti l’apertura durante l’autunno, permettendo di continuare a vivere la montagna anche dopo il tradizionale spartiacque di agosto.

Il territorio che ruota intorno al Plan de Corones è molto più ampio della montagna che gli dà il nome.

C’è Brunico, con il centro storico porticato, il castello, le botteghe e i caffè. Ci sono San Vigilio e San Martino in Badia, porte d’accesso a una parte della Ladinia e ai parchi naturali Fanes-Senes-Braies e Puez-Odle. C’è Valdaora, particolarmente legata al turismo familiare, e poi Chienes, circondata da boschi e itinerari nella natura.

Più a nord, la Valle Anterselva cambia ancora paesaggio, con il lago dalle acque verde-turchesi e gli accessi verso il Parco naturale Vedrette di Ries-Aurina.

A 2.275 metri, tra Zaha Hadid e fotografia

Il punto da cui osservare tutto rimane però la cima del Plan de Corones.

A 2.275 metri, nelle giornate limpide, la vista si apre a 360 gradi sulle Dolomiti e sulle Alpi circostanti. Ed è qui che negli ultimi anni la montagna ha costruito anche una propria identità culturale.

Sulla vetta si trova il MMM Corones, il museo dedicato all’alpinismo progettato da Zaha Hadid, insieme al LUMEN Museum of Mountain Photography, dedicato alla fotografia di montagna. Entrambi erano rimasti eccezionalmente aperti fino alle 22 durante la serata dell’eclissi, mescolando astronomia, architettura, fotografia e paesaggio.

Dalla sommità parte inoltre la Via Artis, una galleria d’arte all’aperto lunga 7,2 chilometri che nel 2026 si arricchisce di cinque nuove opere, mentre il percorso Concordia 360° gira intorno alla cima offrendo prospettive su Fanes, Sella, Odle, Sass de Putia e Ortles.

È un modo diverso di immaginare l’alta quota: non necessariamente come un luogo da conquistare, ma come uno spazio in cui restare.

Canederli, speck e sapori d’autunno

Poi c’è la tavola. Se l’estate sulle Dolomiti è soprattutto movimento, l’autunno sembra fatto apposta per restituire alla cucina una parte importante del viaggio. Nei rifugi e nei ristoranti della zona tornano protagonisti canederli, speck, formaggi d’alpeggio, erbe aromatiche, dolci tradizionali e vini altoatesini.

Uno degli appuntamenti principali della stagione sarà la Festa dello Speck Alto Adige IGP, in programma il 26 e 27 settembre 2026 proprio sulla cima del Plan de Corones, con produttori locali, degustazioni e specialità del territorio.

Anche questa scelta racconta qualcosa della montagna contemporanea: arrivare in vetta non soltanto per guardare il panorama, ma per incontrare cultura e gastronomia nello stesso luogo.

Da settembre a novembre, le offerte per vivere la montagna senza folla

Le località della regione stanno inoltre cercando di allungare sempre di più la stagione.

A Brunico e Valdaora, dal 1° ottobre all’8 novembre, le Golden Summit Weeks consentono agli ospiti delle strutture aderenti, attraverso il Guest Pass Plan de Corones, di effettuare una salita e una discesa gratuita al giorno sugli impianti compresi nell’iniziativa, nei rispettivi periodi di apertura. Sono previste anche escursioni guidate e altre attività in quota.

A San Vigilio di Marebbe, invece, l’Autumn Special San Vigilio va dal 5 settembre al 1° novembre 2026 e comprende più di quindici esperienze e agevolazioni, dalle escursioni alla scoperta della fauna alpina alle visite ai musei fino alla zip line. Il valore complessivo dichiarato delle attività supera i 250 euro per chi soggiorna nelle strutture aderenti.

La Valle Anterselva propone il proprio Autumn Package dall’11 settembre al 10 ottobre, con itinerari intorno al lago, visite ai masi, degustazioni, escursioni guidate e agevolazioni per musei e impianti. A Chienes, invece, dal 6 settembre all’8 novembre gli ospiti delle strutture aderenti possono usufruire, tra gli altri vantaggi, di una salita e una discesa giornaliera sugli impianti Plan de Corones 2000.

Una montagna da vivere anche senza automobile

C’è infine un elemento meno scenografico, ma sempre più determinante nel modo in cui scegliamo una destinazione.

Il Guest Pass Plan de Corones permette agli ospiti delle strutture affiliate di utilizzare autobus e treni regionali in Alto Adige, mentre il servizio Südtirol Transfer collega le stazioni ferroviarie alle strutture ricettive. Diverse località della regione hanno inoltre intrapreso percorsi legati agli standard internazionali GSTC per il turismo sostenibile.

Significa poter arrivare a Brunico in treno, muoversi tra paesi e vallate e costruire buona parte del soggiorno senza dipendere continuamente dall’automobile.

Ed è probabilmente nell’autunno che questa filosofia trova la sua dimensione più naturale.

Il 12 agosto migliaia di persone sono salite sul Plan de Corones per vedere il Sole sparire lentamente dietro la Luna. Poche settimane più tardi lo spettacolo si sposta più in basso: nei larici e nei boschi che cambiano colore, nelle prime mattine fredde, nei sentieri diventati improvvisamente silenziosi.

Il cielo ha aperto la stagione. Adesso tocca alla montagna.


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Ludovica Gallo

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