Turchia, Belgio e Serbia dopo la settima giornata di gare all’Europeo di volley continuano a viaggiare senza sconfitte, confermando ambizioni importanti e mostrando una solidità che comincia a pesare anche in prospettiva qualificazione. Alle loro spalle, però, non mancano segnali interessanti: la Slovenia evita una clamorosa caduta con la Lettonia, la Bulgaria risale da 0-2 contro l’Austria, mentre il Portogallo rompe finalmente il ghiaccio contro una Spagna ancora a secco. È dunque una giornata fatta di conferme, rimonte e prime volte, con alcune sfide che sembravano indirizzate e che invece hanno cambiato completamente volto. In mezzo, anche prestazioni individuali di grande spessore, da Melissa Vargas a Britt Herbots, da Tijana Bošković a Maša Pucelj, protagoniste di un turno che aggiunge nuovi elementi alla corsa verso la fase a eliminazione diretta.

La Turchia continua a viaggiare a punteggio pieno nella Pool A e supera anche l’esame rappresentato dalla Germania. Davanti agli oltre 15.000 spettatori del Sinan Erdem Sports Hall, la squadra di Daniele Santarelli si impone 3-1 (25-21, 25-27, 25-20, 25-19), centrando la quarta vittoria consecutiva dopo quelle ottenute contro Lettonia, Slovenia e Ungheria. Per la Germania arriva invece il secondo ko, dopo quello all’esordio contro la Slovenia e i successivi successi su Lettonia e Ungheria.

La Turchia prende immediatamente il comando nel primo set, scappando 8-4 e 16-8, prima di contenere il tentativo di rimonta tedesco per il 25-21. La Germania reagisce nella seconda frazione: avanti 8-7, subisce il sorpasso turco sul 16-13 ma resta agganciata alla partita e, in un finale punto a punto, annulla il vantaggio delle padrone di casa e chiude 27-25. È però l’unico passaggio a vuoto della formazione di Santarelli. Nel terzo set la Turchia riparte forte, conduce 8-5, 16-11 e 21-15 e si impone 25-20, per poi mantenere saldamente il controllo anche nella quarta frazione, chiusa 25-19.

A guidare le padrone di casa è ancora Melissa Vargas con 23 punti, 17 dei quali in attacco, con 3 ace e 3 muri. Ottima anche la prova di Hande Baladin, 17 punti con il 62% offensivo, mentre Zehra Güneş ne aggiunge 7. Alla Germania non bastano i 18 punti di Lina Alsmeier, ben sostenuta da Leana Grozer (15) e Camilla Weitzel (14). La differenza emerge soprattutto in attacco, dove la Turchia chiude con il 48% contro il 37% tedesco, consolidando il proprio percorso netto nel girone.

La Slovenia deve sudare molto più del previsto, ma alla fine riesce a rimettere in piedi una partita che sembrava ormai compromessa e supera la Lettonia per 3-2 (23-25, 19-25, 25-15, 25-13, 15-12) nella Pool A degli Europei 2026. Per la formazione di Alessandro Orefice arriva così il secondo successo nel girone dopo quello ottenuto contro la Germania, mentre la Lettonia raccoglie il primo punto della propria rassegna al termine di una prova coraggiosa.

Le baltiche sorprendono subito la Slovenia, giocano con grande ordine e conquistano il primo set 25-23 dopo essere rimaste avanti praticamente per tutta la frazione. Anche nel secondo parziale la Lettonia riesce a prendere il comando nella fase centrale, passando dal 16-12 sloveno al 21-16 in proprio favore e chiudendo 25-19. Sullo 0-2 cambia però completamente la partita. La Slovenia alza il livello in attacco e domina il terzo set: 16-6, 21-10 e 25-15. Ancora più netto il quarto, con le slovene avanti 16-8 e poi 21-10 prima del 25-13 che trascina la sfida al tie-break.

Nel quinto la Lettonia prova nuovamente a sorprendere e scappa sul 5-1, ma la Slovenia reagisce immediatamente, ribalta il punteggio sul 10-7 e conserva il margine fino al 15-12 conclusivo. Maša Pucelj è la miglior realizzatrice slovena con 20 punti, seguita dai 16 di Saša Planinsec, molto efficace con il 67% in attacco, e dai 14 di Lorena Lorber Fijok. Alla Lettonia non bastano i 20 punti di Paula Nikola Neciporuka, i 17 di Marta Kamēlija Levinska e i 16 di Anija Jurdža. La Slovenia chiude con il 39% in attacco contro il 31% lettone e trova soprattutto una netta crescita dal terzo set in avanti.

La Bulgaria risorge quando sembra ormai spacciata e firma una rimonta travolgente contro l’Austria, imponendosi 3-2 (24-26, 15-25, 25-15, 25-16, 15-4) nella Pool B. Per la squadra di Marcello Abbondanza è il secondo successo agli Europei dopo quello ottenuto all’esordio contro l’Ucraina, mentre l’Austria conquista il suo primo punto.

Le austriache partono meglio, strappano ai vantaggi il primo set 26-24 e dominano il secondo 25-15. Da quel momento, però, la partita si rovescia: la Bulgaria alza nettamente il livello in attacco, riapre la sfida con il 25-15 e completa l’aggancio con il 25-16. Il tie-break diventa un monologo, con le bulgare avanti 10-3 e poi dilaganti fino al 15-4. Iva Dudova trascina la Bulgaria con 23 punti, seguita dai 17 di Mariya Krivoshiiska e Aleksandra Milanova. All’Austria non bastano i 26 punti di Kora Schaberl. Decisivo il divario offensivo: 47% in attacco per la Bulgaria contro il 42% austriaco.

Arriva finalmente il primo successo del Portogallo nella Pool C, e coincide con l’ennesima battuta d’arresto della Spagna. Le lusitane si impongono 3-1 (24-26, 25-23, 25-19, 25-20) dopo 124 minuti, rimontando dopo aver ceduto ai vantaggi un primo set nel quale avevano anche inseguito a lungo.

La Spagna parte meglio e si porta sul 16-10, ma il Portogallo rientra fino a giocarsi il parziale punto a punto, arrendendosi soltanto 26-24. Dal secondo set cambia però l’inerzia: le portoghesi volano sull’8-4 e 16-8, resistono al ritorno iberico e chiudono 25-23. Nel terzo e nel quarto set il Portogallo mantiene il controllo nei momenti decisivi, imponendosi 25-19 e 25-20.

A trascinare la formazione di Hugo Silva sono Ana Monteiro e Julia Kavalenka, entrambe a quota 19 punti, con Kavalenka al 53% in attacco. Bene anche Alice Clemente con 13. Alla Spagna non bastano i 22 punti di Ana Escamilla e i 15 di Julia De Paula Viana. Decisivo il rendimento offensivo: 42% portoghese contro il 37% spagnolo.

Il Belgio non conosce ancora ostacoli nella Pool C e supera anche uno degli esami più delicati della prima fase. La formazione di Kris Vansnick batte 3-0 l’Azerbaijan (25-19, 25-22, 25-23) in 86 minuti, conquista la quarta vittoria consecutiva e resta imbattuta dopo aver già piegato Spagna, Portogallo e Romania. Si interrompe invece la serie positiva delle padrone di casa, che arrivavano alla sfida forti dei successi contro Portogallo, Spagna e Romania.

Il Belgio mette subito la partita sui binari preferiti: 8-3 e 16-10 nel primo set, poi controlla il tentativo di rientro azero e chiude 25-19. Più combattuta la seconda frazione, nella quale le belghe costruiscono un primo margine sull’8-5 e 16-11, subiscono il ritorno dell’Azerbaijan fino al 21-19 ma non perdono lucidità nel finale, imponendosi 25-22. Il momento più difficile arriva nel terzo set: le padrone di casa scappano sull’8-5 e soprattutto sul 16-10, dando l’impressione di poter riaprire l’incontro. Il Belgio cambia però marcia, completa una grande rimonta fino al 21-20 e piazza lo sprint conclusivo per il 25-23.

Ancora una volta a trascinare le belghe è Britt Herbots, miglior realizzatrice con 22 punti, 19 dei quali in attacco. Pauline Martin aggiunge 16 punti, con ben 6 muri, mentre Tea Radovic chiude a quota 8. Per l’Azerbaijan la migliore è Yelizaveta Ruban con 19 punti, davanti agli 11 di Polina Rahimova. Il Belgio fa la differenza soprattutto a muro, 14 punti contro 10, e contiene le avversarie al 29% in attacco, confermandosi sempre più solido nella corsa alle prime posizioni della Pool C.

La Serbia non concede nulla alla Grecia e firma un altro successo pesante nella Pool B degli Europei 2026. La squadra di Zoran Terzić si impone con un secco 3-0 (25-22, 25-13, 25-18) in appena 72 minuti, centrando così la quarta vittoria consecutiva dopo quelle ottenute contro Austria, Cechia e Bulgaria. Si interrompe invece la striscia positiva della Grecia, reduce da tre successi di fila.

Il primo set è il più combattuto: la Serbia prova subito ad allungare sull’8-5 e 16-12, ma la Grecia resta in partita e costringe le avversarie a lavorare fino al 25-22. Nel secondo parziale, invece, cambia completamente lo scenario: le serbe scappano sull’8-6, poi accelerano fino al 16-12 e 21-13, chiudendo senza difficoltà 25-13. Più equilibrio in avvio di terzo set, con la Grecia avanti 8-7, ma la Serbia ribalta rapidamente il punteggio, passa sul 16-15 e poi prende margine fino al definitivo 25-18.

La protagonista è Tijana Bošković con 20 punti, 17 dei quali in attacco con il 55% di efficacia. Grande contributo anche di Hena Kurtagic, che chiude a 12 punti con ben 7 muri vincenti, mentre Aleksandra Uzelac ne aggiunge 12. Per la Grecia la migliore è Martha Anthouli con 12 punti, seguita dai 10 di Effrosyni Bakodimou. Decisivo il divario offensivo: 52% serbo contro il 37% greco, con la Serbia capace anche di mettere a segno 13 muri complessivi.

La Slovacchia non lascia scampo al Montenegro e conquista un netto successo per 3-0 (25-21, 25-19, 25-11) nella Pool D degli Europei 2026. La formazione allenata da Martino Volpini prende il comando fin dalle prime battute e, dopo due set comunque combattuti, dilaga nella terza frazione, chiudendo l’incontro in 81 minuti.

Nel primo parziale la Slovacchia scappa subito sull’8-2, conserva il vantaggio sul 16-11 e resiste al tentativo di riavvicinamento montenegrino per il 25-21. Copione simile nel secondo set, con le slovacche avanti 8-4 e 16-13 prima dell’accelerazione che vale il 25-19. Non c’è invece partita nella terza frazione: 8-1, 16-6 e 21-10 scandiscono il dominio della Slovacchia fino al definitivo 25-11.

A fare la differenza è soprattutto l’attacco, con la Slovacchia capace di chiudere con un eccellente 51% contro il 30% del Montenegro. Zuzana Sepelova e Karin Sunderlikova firmano 18 punti a testa, con la prima al 59% in attacco, mentre Lucia Herdová ne aggiunge 15. Tra le montenegrine la migliore è Nikoleta Perovic con 12 punti, ma la sua squadra non riesce a contenere la crescente pressione slovacca.


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Enrico Spada

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