Il divertente (fino a un certo punto) botta e risposta in facebook tra Ady Ferarra e noi. Una chat che pubblichiamo in calce all’articolo
AVERSA (g.g.) – Ci siamo permessi, con piacere, di dare una rinfrescatina, con qualche intervento chirurgico di tipo ortografico, ai messaggi spediti al sottoscritto dalla consigliera comunale di Aversa Adele Ferrara, che in Facebook si firma come Ady Ferrara. L’abbiamo fatto prima di tutto per rispetto alla funzione istituzionale che la Ferrara ricopre e anche perché noi non abbiamo nulla contro di lei, né contro nessuno.
Il problema è che viviamo in un territorio culturalmente molto arretrato, in cui si confonde la critica, a volte doverosamente dura, che un giornale esprime nei confronti di personaggi politici relativamente alle cariche e, per l’appunto, alle funzioni da essi ricoperte. Mai abbiamo espresso un attacco personale. Però vacci a spiegare al sindaco, agli assessori, ai consiglieri comunali, gente non abituata a leggere nulla, se non qualche documento o qualche pubblicazione riguardante esclusivamente la propria professione, quale sia il ruolo di una stampa seria, che per essere tale deve cercare di stare tre passi sopra, per conoscenze e competenze, a chi è oggetto delle sue attenzioni.
Qui in provincia di Caserta non è che serva un grande impegno, perché i passi sono molti di più di tre. Ma questo a causa dell’imbarazzante ignoranza di chi ha in mano la cosa pubblica. Questo vale, purtroppo, anche e soprattutto ad Aversa. Però, detto questo, noi non vogliamo mettere alla berlina nessuno e per questo motivo, evitando ovviamente di mettere mano al periodare, alla sintassi, men che meno ai contenuti, qualcosa l’abbiamo aggiustata in questi messaggi della Ferrara.
Abbiamo deciso di pubblicarli come chat e dunque, accompagnati dalle risposte nostre che, come si vede, hanno un registro fortemente costruttivo. Però, benedetta signora, cosa c’entra il fatto che lei abbia voluto bene o voglia bene al sindaco Matacena con la politica?
Qui ci sono dei fatti precisi che abbiamo constatato direttamente negli ultimi anni quando, forse non seguivamo la politica ad Aversa come la stiamo seguendo negli ultimi due mesi, ma comunque ci stavamo sopra, come si suol dire, a sufficienza per capire che lei, a causa dell’antipatia o dei problemi che aveva con Alfonso Oliva, o per altri motivi ancora, non ha votato i bilanci dell’amministrazione comunale dell’uomo a cui vuole bene. In quel momento lei ha, giustamente, distinto un sentimento personale da una scelta politica.
Quando Alfonso Oliva è stato fatto fuori, il sindaco Matacena ha ritenuto di aver perso un voto in consiglio comunale, quello di Virgilio. Sapendo che la sua avversione, signora Ferrara, era dovuta al problema con Alfonso Oliva, è venuto subito a cercarla.
Ora, se in questo contesto, segua il discorso perché poi non le dedicheremo più altro tempo, la ditta di suo padre e di suo fratello viene scelta da un affidamento diretto e dunque da ieri, 22 agosto, fornisce i palchi e altre attrezzature per la rassegna Estate ad Aversa, o come si chiama, nessun giornale al mondo non avrebbe notato questa cosa, non avrebbe segnalato questa strana coincidenza.
Quando noi l’abbiamo invitata a chiedere in extremis a suo padre e suo fratello di rinunciare a questo affidamento lucroso, lei ci ha risposto, strappandoci un sorriso su cui non vogliamo marciare più di tanto, che a ognuno il suo e chi lavora onestamente non deve sottostare a ricatti. E quale sarebbe il ricatto? Ma lei si rende conto, perché non se ne rende conto, cosa significa svolgere una funzione pubblica? Lei, signora Ferrara, è una rappresentante del popolo di Aversa e ha il potere di indirizzare attivamente e anche in maniera decisiva le scelte dell’amministrazione comunale, che sono quelle del sindaco, della giunta e dei dirigenti che hanno potere di firmare determine.
È mai possibile che un componente del consiglio comunale, dunque dentro ai processi dell’amministrazione attiva, sia la sorella e la figlia di imprenditori i quali ricevono un affidamento diretto da quel comune di cui lei, signora Ferrara, è protagonista attiva nelle dinamiche direzionali in cui si muove la potestà, o potere che dir si voglia?
Gentilmente, lei ci è pure simpatica, ma eviti di dire queste sciocchezze, perché poi è chiaro che le ridono appresso e, francamente, noi non pensiamo che lei lo meriti.
IL MESSAGGIO IN CHAT DI ADELE FERRARA A CASERTACE:
“Direttore buona sera , questo articolo nn mi si addice . La mia dignità non la vendo e non la svendo . Successe già in occasione della commemorazione dei defunti e l’Ass De Chiara non era assessore . Purtroppo la storia si ripete , dispiace leggere per carità per l’immagine che possa rendere ai cittadini che non sanno la storia della famiglia Ferrara “allestimenti “ che spesso lavora anche gratuitamente per gli enti pubblici , ma non sono 4000 e passa euro che gestiscono la mia mano in consiglio comunale, essa rappresenta la dignità quindi ha un valore inestimabile . Se ha bisogno di ulteriori info non esiti. Buona serata .”
LA RISPOSTA, SEMPRE IN CHAT DI CASERTACE:
“Quella è una determina consigliera. Sta lí e significa quel che significa come significano ciò che significano le coincidenze temporali. Le posso garantire che terrò conto delle sue osservazione.
Su Nicola De Chiara caliamo un velo di pietoso silenzio. Sono piú di vent’anni cha fa queste cose. Triste molto triste”
LA REPLICA ULTERIORE DELLA FERRARA
“Io rispondo per le mie azioni . Degli altri non mi è mai fregato nulla . Ho sempre dimostrato la mia stima solo al sindaco e dovrebbe saperlo e sono sempre stata in maggioranza , oggi un po più contenta perché il cancro di questa amministrazione è stato finalmente debellato . Sono caparbia ed onesta, il tempo è galantuomo . Vigili sugli appalti seri fondi regionali per la termicita’ delle scuole dove qualcuno sarebbe entrato in società in minima quota , ma di più non so altrimenti avrei denunciato. In quanto alle querele, io querelo le giuste cause e questa non mi pare atta alle vie legali. Santa notte.”
LA DOMANDA (INUTILE) DI CASERTACE
“Faccia rinunciare suo fratello. Al di là delle parole, sarebbe l’unica soluzione seria.”
LA RISPOSTA DELLA FERRARA
“Ad ognuno la sua . Questa è la sua . Chi lavora onestamente non deve sottostare a ricatti. Male non fare paura non avere . Ripeto santa notte “ direttore “ alla prossima.”
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Alfonso Centore
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