Superjet senza stipendi di luglio, lavoratori in volantinaggio davanti a Leonardo. Sindacati in Prefettura e pressing sul gruppo per il futuro dell’azienda.
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I lavoratori di Superjet, società attiva nel settore aeronautico, sono tornati a farsi sentire. Alle 5:30 di questa mattina hanno organizzato un volantinaggio davanti alla sede di Leonardo a Tessera, alle porte dell’aeroporto di Venezia, per denunciare il mancato pagamento dello stipendio di luglio e una crisi che, secondo i sindacati, è diventata ormai insostenibile.
Una crisi lunga quattro anni, aggravata dalle sanzioni alla Russia
Superjet, realtà dell’industria aeronautica legata a progetti con la Russia, è in difficoltà da circa quattro anni. Alla base ci sono le sanzioni internazionali contro Mosca, introdotte e via via inasprite dopo l’escalation della crisi geopolitica e poi con la guerra in Ucraina. Le sanzioni sono misure economiche adottate da Stati o organismi internazionali per limitare rapporti commerciali e finanziari con un Paese considerato problematico sul piano politico o militare.
Nel caso di Superjet, questo contesto ha reso sempre più complessa la continuità operativa e commerciale dell’azienda, fino ad arrivare al mancato pagamento degli stipendi di luglio, che i lavoratori considerano il punto più critico di un percorso già difficile.
Stipendi bloccati in attesa del via libera del Tribunale
Secondo quanto riferito dalle organizzazioni sindacali, gli stipendi di luglio non sono ancora stati erogati perché manca l’autorizzazione finale del Tribunale per il periodo che va dall’1 al 6 luglio. Si tratta dei giorni immediatamente precedenti alla procedura avviata dal 7 luglio, una fase delicata che deve chiarire il futuro giuridico e industriale della società.
Da quella data è in corso un iter che potrebbe portare a due scenari alternativi:
- liquidazione giudiziale, ossia lo scioglimento dell’azienda con la vendita degli asset per soddisfare, per quanto possibile, i creditori. È l’ipotesi richiesta dal Collegio dei sindaci;
- soluzione in continuità, cioè il tentativo di mantenere l’attività operativa dell’impresa, ristrutturandola e cercando di salvarne la capacità industriale e i posti di lavoro. È la strada auspicata dall’amministratore delegato.
Questa incertezza procedurale si riflette direttamente sui lavoratori, che si trovano a fare i conti con la mancata retribuzione e con un orizzonte industriale ancora tutto da definire.
Le perplessità della Rsu e l’appello a Leonardo
La Rappresentanza sindacale unitaria (Rsu), l’organo di rappresentanza dei lavoratori in azienda, ha espresso “forti perplessità già espresse in merito ai piani prospettati dall’azienda, che a nostro giudizio non delineano un reale percorso di rilancio industriale e occupazionale”.
La Rsu chiama in causa il socio di minoranza della società: “Riteniamo che l’unica soluzione concretamente percorribile per garantire la tutela dei lavoratori sia un intervento diretto di Leonardo”.
Leonardo è uno dei principali gruppi industriali italiani, attivo nei settori aerospazio, difesa e sicurezza, quotato alla Borsa di Milano. La sua presenza nel capitale di Superjet, seppure non di maggioranza, viene vista dai sindacati come un possibile fattore-chiave per trovare una soluzione che non si limiti alla gestione dell’emergenza, ma salvaguardi nel medio periodo occupazione e capacità produttiva.
“Crisi geopolitica, serve una soluzione politica”
Sulla stessa linea si colloca la posizione della Fim Cisl, una delle federazioni metalmeccaniche della Cisl. “Il nostro interlocutore principale è Leonardo, se tutto va a gambe all’aria chiederemo che intervenga: questa non è una crisi di prodotto ma voluta dalla politica, generata a livello geopolitico e serve una soluzione politica”, ha spiegato Alberto Gomiero della Fim Cisl.
Le parole di Gomiero sottolineano come, secondo i sindacati, le difficoltà di Superjet non derivino da problemi tecnici o di mercato del prodotto, ma da un contesto internazionale segnato da tensioni politiche e sanzioni. In questo scenario, sostengono, non basta una risposta aziendale: serve un intervento che coinvolga anche soggetti istituzionali e il principale partner industriale, appunto Leonardo.
L’incontro in Prefettura e l’ipotesi di un anticipo sugli stipendi
Nel corso della mattinata, i rappresentanti dei lavoratori sono stati ricevuti dal prefetto di Venezia, Darco Pellos. Il prefetto ha assicurato che si impegnerà per sbloccare la situazione relativa agli stipendi.
Tra le ipotesi che circolano, in attesa dell’autorizzazione del Tribunale, viene indicata la possibilità che l’azienda possa liquidare un anticipo delle retribuzioni, da conguagliare successivamente. Una soluzione-ponte che permetterebbe almeno di alleggerire l’emergenza immediata sul fronte dei redditi dei dipendenti, ma che non affronta il nodo strutturale del futuro di Superjet.
Ammortizzatori sociali e futuro incerto: “si vive alla giornata”
Le preoccupazioni dei lavoratori vanno oltre lo stipendio di luglio. “A oggi stiamo discutendo del problema immediato, che è il pagamento degli stipendi, ma a fine agosto dovremo fare un incontro col management aziendale perché l’azienda ci ha già anticipato che chiederà gli ammortizzatori”, spiega Michele Valentini della Fiom Cgil, la federazione dei metalmeccanici della Cgil.
Con il termine ammortizzatori sociali si indicano strumenti come la cassa integrazione e altri meccanismi di sostegno al reddito, utilizzati quando le aziende riducono o sospendono l’attività. Sono misure che aiutano a tutelare, almeno in parte, i lavoratori nelle fasi di crisi, ma sono anche il segnale di difficoltà strutturali nei volumi produttivi.
Valentini sintetizza così il clima in azienda: “C’è da capire se l’azienda abbia un futuro o meno: si vive alla giornata, la situazione è insostenibile”. Una frase che fotografa efficacemente il livello di incertezza percepito dai lavoratori, in bilico tra l’emergenza retributiva, l’attesa delle decisioni del Tribunale e la richiesta di un ruolo più incisivo di Leonardo nel percorso di salvataggio.
Per il momento, il pressing sindacale si concentra su due fronti: da un lato, garantire subito il pagamento degli stipendi; dall’altro, ottenere garanzie più solide sul futuro industriale e occupazionale di Superjet, in un contesto in cui le variabili geopolitiche pesano tanto quanto – se non più – quelle strettamente economiche.
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