“Operativa tra 2-4 mesi”. Ma l’intesa non farà riaprire (subito) lo Stretto


Roma, 5 agosto 2026 – Iran e Oman hanno raggiunto un accordo “sulle coordinate geografiche del corridoio di navigazione” nello stretto di Hormuz. L’intesa rappresenta un punto importante per Teheran: potrebbe, infatti. garantire il controllo del traffico marittimo in ingresso nel Golfo Persico. Ad annunciarlo è il portavoce del Ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baqaei, citato dall’agenzia Isna, secondo il quale i due Paesi si trovano nella fase finale della preparazione di una dichiarazione congiunta sull’intesa. 

“Siamo arrivati a un accordo sulle caratteristiche geografiche della rotta di navigazione nello Stretto di Hormuz”, ha dichiarato Baghaei, aggiungendo che Teheran e Muscat stanno completando il documento comune, a condizione che “alcune terze parti (leggi Usa e Israele, ndr) non interferiscano nel processo”.

Intanto, in Giappone l’indice Nikkei ha recuperato la soglia dei 66.000 punti per la prima volta in circa due settimane, sostenuto dall’ottimismo riguardo alla situazione in Medio Oriente e alla possibile riapertura dello Stretto di Hormuz. Ma l’ottimismo non ha contagiato le Borse europee, che chiudono deboli.

Gharibabadi: “Nuova rotta operativa tra 2-4 mesi”

Un nuovo accordo tra Iran e Oman su una possibile rotta di transito nello Stretto di Hormuz è “sul punto di essere finalizzato”. Lo ha dichiarato il viceministro degli Esteri iraniano Kazem Gharibabadi, citato dall’agenzia ufficiale Irna, spiegando che Teheran e Muscat hanno raggiunto un’intesa di principio su quasi tutti gli aspetti, compresa la definizione delle rotte di ingresso e uscita per il traffico marittimo.


Secondo Gharibabadi, il nuovo corridoio potrebbe essere operativo per un periodo compreso “tra due e quattro mesi” e rappresenterebbe un “nuovo modello di gestione” dello Stretto, diverso da quello utilizzato negli ultimi 60 anni e adattato alle attuali condizioni di sicurezza. Il viceministro ha precisato che l’intesa dovrà essere raggiunta esclusivamente tra Iran e Oman e che Teheran non riconosce un ruolo ad altri Paesi nel processo. Tra le condizioni indicate dall’Iran per la riapertura dello Stretto vi sarebbe anche il ritorno degli Stati Uniti agli impegni previsti dal memorandum di Islamabad, pur non considerato da solo sufficiente.

Verso la stabilizzazione delle rotte commerciali nel Golfo

Il Ministero degli Esteri iraniano ha annunciato oggi il raggiungimento di un’intesa con l’Oman per la definizione di un nuovo tracciato delle rotte marittime nello Stretto di Hormuz, uno dei passaggi strategici più sensibili al mondo per il transito degli idrocarburi. Lo riporta la tv al Arabiya. La notizia è stata diffusa nel corso di un aggiornamento stampa della diplomazia iraniana, che ha inoltre precisato che non sono previsti a breve termine viaggi del ministro degli Esteri Abbas Araghchi o del presidente del Parlamento iraniano in Qatar o in Pakistan. L’intesa con l’Oman arriva in un momento di alta tensione regionale e potrebbe rappresentare un primo passo verso la stabilizzazione delle rotte commerciali nel Golfo, soggette a frequenti incidenti e contestazioni negli ultimi anni.

Teheran: “L’accordo non rende Hormuz sicuro per le navi”

Un’intesa con tra Iran e Oman su Hormuz non renderà automaticamente sicuro lo Stretto, viste le interferenze militari degli Stati Uniti. A chiarirlo è sempre il portavoce Esmaeil Baqaei, citato dall’agenzia Isna. “La chiusura dello Stretto di Hormuz è stata causata dall’aggressione militare degli Stati Uniti e del regime sionista contro l’Iran, e dalle conseguenze di sicurezza da essa derivanti per l’intera regione”, ha spiegato. 

“Dunque l’intesa Iran-Oman, di per sè, non può significare che lo stretto sia diventato sicuro per le navi in transito”, ha proseguito, visto che i fattori di insicurezza “dovuti agli Stati Uniti, in particolare il blocco navale e altre azioni aggressive e minacciose contro l’Iran e i suoi interessi, continuano a sussistere”. I funzionari iraniani hanno ripetutamente accusato Washington di tentare di influenzare i negoziati e di ritardare un accordo attraverso minacce militari.

Il controllo del traffico nel Golfo Persico

L’accordo tra Iran e Oman sulla gestione dello Stretto di Hormuz darebbe a Teheran il controllo del traffico in ingresso nel Golfo Persico. Lo scrive Reuters che, citando una fonte iraniana e due funzionari regionali, parla di una grossa concessione a favore dell’Iran. Le fonti dell’agenzia di stampa sottolineano sul tavolo c’erano temi strategici, inclusa la definizione di “controllo” della via d’acqua e il ruolo di Teheran sul traffico in uscita da essa.


Ecco perché l’intesa non farà riaprire lo Stretto. Il ruolo degli Usa nella crisi

Qualsiasi accordo tra Iran e Oman sulle future modalità di navigazione nello Stretto di Hormuz non porterebbe alla riapertura immediata di questa strategica via navigabile, secondo quanto riportato dall’emittente statale iraniana Irib, che cita una fonte informata. Lo scrive Al-Jazeera. La fonte ha affermato che i negoziati sulle future modalità di navigazione hanno riguardato esclusivamente tra Teheran e Muscat e “non hanno nulla a che fare con gli Stati Uniti”.

“Un accordo tra Iran e Oman sulle modalità di transito delle navi attraverso lo Stretto di Hormuz non ha nulla a che vedere con l’immediata riapertura dello Stretto”, ha aggiunto la fonte. Lo stretto rimmarrà chiuso finché persisteranno quelle che Teheran definisce “violazioni da parte degli Stati Uniti”, secondo quanto riportato.

“La riapertura dello Stretto di Hormuz dipende da un cambiamento nel comportamento degli Stati Uniti e dalla correzione delle loro violazioni”, ha affermato la fonte. 

Chiusura debole per le Borse europee

Chiusura all’insegna della debolezza per le principali Borse europee, in una giornata caratterizzata ancora una volta dalle incertezze sul destino dello Stretto di Hormuz e in generale sulla guerra tra Iran e Usa, con l’ennesimo avvicendarsi di affermazioni su un possibile accordo di pace, poi smentite.

Francoforte ha perso lo 0,30%, Parigi sulla parità mentre l’indice Ftse della borsa di Londra ha segnato in finale di seduta in +0,10% analogo livello della borsa di Amsterdam. Madrid ha guadagnato lo 0,16% mentre Milano ha perso 0,17%. 


Poco mosso il prezzo del greggio con il Brent intorno a 80 dollari al barile (+0,21%) e il Wti a 75,55 dollari al barile (-0,29%). Contrastata a metà seduta la Borsa di Wall Street con il Nasdaq a -0,42%, il DJ a +0,79% e l’S&P sulla parità. Da segnalare il pesante calo di SpaceX che perde il 9% circa. L’azienda spaziale di Elon Musk ha superato le aspettative di Wall Street, ma ha rivelato ingenti investimenti nell’intelligenza artificiale che hanno allarmato gli investitori.


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