Commodore ha aperto il 30 giugno 2026 i preordini del Callback 8020, un telefono a conchiglia che prova a riportare nel presente non soltanto un marchio storico, ma un’idea precisa di tecnologia personale: abbastanza moderna da eseguire applicazioni Android, abbastanza radicale da bloccare browser e social a livello di sistema. Il prezzo parte da 399 dollari (ndr 346€ + tasse doganali), dopo circa 100.000 iscrizioni alla lista d’attesa dichiarate nell’arco di due settimane.
La notizia conta perché il Callback non è un semplice apparecchio retrò rivestito di beige. È un telefono che trasforma la rinuncia in una funzione: browser e applicazioni social sono inseriti in una blacklist che non può essere disattivata dalle impostazioni. L’obiettivo non è ricreare alla lettera il passato, ma offrire chiamate, messaggi, mappe, WhatsApp e alcune comodità contemporanee senza lasciare che il dispositivo diventi una porta aperta sull’intero web.
Un telefono limitato per scelta, non per incapacità
Sotto la conchiglia lavora un MediaTek Helio G81 con 4 GB di RAM e 64 GB di memoria interna, affiancati da una microSD da 32 GB. Il display IPS interno misura 3,25 pollici e offre 480 × 640 pixel; il touchscreen rimane normalmente disattivato, perché l’interazione ruota attorno alla tastiera fisica, al D-pad e alla scrittura predittiva. Non è un telefono 5G, ma supporta LTE, VoLTE, Wi-Fi, hotspot, Bluetooth, GPS e due SIM fisiche.
Il sistema operativo è una versione personalizzata di Sailfish OS sviluppata da Jolla, basata su Linux. Uno strato di compatibilità integrato e microG permette di usare applicazioni Android senza Google Play Services e senza Google Play Store; Commodore dichiara compatibile il 99% delle app. La distinzione sull’email è importante: i client di posta e le applicazioni di lavoro non compaiono nel Commostore, ma possono essere installati manualmente tramite APK, trasferendoli da microSD o cavo USB-C.
La dotazione prova così a trovare un equilibrio insolito. Sono inclusi WhatsApp, SMS, mappe, radio FM, Snake, giochi Commodore 64 selezionati e riproduzione dei file SID; sul retro c’è una fotocamera Sony da 48 MP con flash, mentre una seconda fotocamera interna serve per le videochiamate. Restano anche il jack audio da 3,5 mm, la batteria sostituibile e le cover posteriori intercambiabili: caratteristiche concrete, non semplici decorazioni nostalgiche.
Resta però un preordine, non l’acquisto di un prodotto già disponibile. Alla data del lancio esistevano prototipi di preproduzione avviabili, ma ottimizzazione software, prove di conformità e autorizzazione FCC dovevano ancora essere completate. La spedizione era prevista per il quarto trimestre o l’inverno 2026, subordinata alle certificazioni. Il pagamento veniva richiesto in anticipo, con possibilità di annullamento e rimborso completo prima della spedizione e una garanzia limitata di un anno.
Il filo che unisce Commodore, MeeGo e gli anni Duemila
Il nome 8020 richiama il modem acustico Commodore 8010, ma il legame con la telefonia del marchio è ancora più diretto. Nel 1983 Commodore commercializzò esclusivamente in Canada un telefono a disco abbinato al VIC-Modem. Il Callback non è dunque il primo apparecchio telefonico con quel nome sulla scocca, anche se interpreta quella storia in una forma completamente diversa.
Anche Sailfish porta con sé una genealogia precisa. Il sistema discende dal lavoro sviluppato nell’ecosistema Nokia MeeGo; Jolla venne fondata nel 2011 da ex ingegneri Nokia e presentò il suo primo smartphone nel 2013. Il Callback 8020 unisce quindi due linee tecnologiche sopravvissute ai rispettivi periodi d’origine: il marchio Commodore e una piattaforma mobile nata dalla continuità di MeeGo.
Lo sviluppo del telefono è iniziato nel settembre 2025 con quattro partner specializzati. L’annuncio ufficiale di Commodore e Jolla è arrivato il 16 giugno 2026, con prezzi iniziali di 499,99 dollari per BASIC Beige, ProtoPET White e SX Silver, 549,99 dollari per Starlight e 640 dollari per Founders Edition. Il 24 giugno le prime quattro varianti sono scese a 399 dollari, rendendo opzionali gli auricolari e adottando di serie memoria post-consumo sottoposta a stress test.
Il 30 giugno, dalle 10:00 CEST, un codice valido soltanto nella giornata di apertura ha ridotto di altri 50 dollari il prezzo della maggior parte delle versioni, portandolo a 349 dollari. Le cinque varianti estetiche alimentano il richiamo all’epoca Y2K attraverso conchiglia, antenna corta, piccolo schermo esterno e cover sostituibili, mentre tastiera con tasto C=, musica SID, giochi C64 e un’app per controllare il Commodore 64 Ultimate riportano in primo piano l’identità storica del marchio.
Un ritorno affascinante, ma il preordine richiede fiducia
La scelta più interessante del Callback 8020 non è l’aspetto, bensì l’uso del software per imporre un confine. Molti telefoni essenziali rinunciano alle applicazioni moderne; questo conserva invece la compatibilità Android, ma sottrae deliberatamente browser e social. L’email resta accessibile solo attraverso un’installazione manuale, rendendo il dispositivo meno chiuso di quanto sembri e lasciando all’utente una via d’uscita per necessità specifiche.
È anche qui che il ritorno di Commodore acquista senso: non nella promessa di rifare il passato, ma nella decisione di recuperare un rapporto più circoscritto con il telefono. A 399 dollari, tuttavia, e con certificazioni ancora da ottenere, il preordine è soprattutto per chi accetta di finanziare in anticipo questa visione. Per tutti gli altri, la scelta più prudente è attendere le consegne e verificare se quel dichiarato 99% di compatibilità Android reggerà nell’uso quotidiano.
Il Callback 8020 è quindi un ritorno coerente proprio perché non tenta di competere su tutto. Batteria removibile, tastiera fisica e suonerie SID parlano a chi ricorda Commodore e i flip phone dei primi anni Duemila; il blocco sistemico di browser e social parla invece al presente. Se arriverà nei tempi indicati e supererà le certificazioni, la sua vera conquista non sarà sembrare antico, ma dimostrare che un telefono moderno può ancora scegliere di fare meno.
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