TotalEnergies acquista da Shell 0,5 GW di rinnovabili, inclusi impianti in Italia. Focus su Puglia, Piemonte e Veneto e sulla strategia dei due gruppi.
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TotalEnergies rafforza la propria presenza nelle rinnovabili europee con l’acquisto da Shell di un portafoglio da circa 0,5 GW di capacità di generazione rinnovabile combinata, che comprende sia impianti operativi sia progetti in fase di sviluppo in Italia, Paesi Bassi, Spagna e Regno Unito.
Cosa include il portafoglio ceduto da Shell
Secondo quanto comunicato dal gruppo energetico francese, il perimetro dell’operazione comprende:
- 500 MW di impianti solari ed eolici già in esercizio o in costruzione, localizzati principalmente in Italia e nei Paesi Bassi;
- un portafoglio di progetti solari, eolici e di accumulo a batteria (storage) per una potenza complessiva di 3,5 GW in Italia, Regno Unito e Spagna.
Per avere un’idea delle dimensioni, un GW (gigawatt) è un’unità di misura della potenza: 1 GW corrisponde a mille megawatt (MW) ed è utilizzato per indicare la capacità installata di grandi impianti di produzione elettrica.
Grazie a questa operazione, TotalEnergies consolida il proprio portafoglio di asset di energia rinnovabile in Europa, che arriva a contare quasi 10 GW di capacità installata lorda o in costruzione e 27 GW in fase di sviluppo. TotalEnergies è uno dei principali gruppi energetici integrati europei, attivo nel petrolio, nel gas e nelle rinnovabili.
Gli impianti Shell in Italia: focus su Puglia, Piemonte e Veneto
All’interno del perimetro dell’operazione rientrano anche impianti rinnovabili di Shell localizzati in Italia. Queste installazioni sono concentrate in particolare in Puglia, Piemonte e Veneto.
A Taranto si trova il primo parco solare di Shell in Italia, attivo dal maggio 2024 con una capacità di circa 20 MW. Un impianto di queste dimensioni rientra nella categoria dei grandi parchi fotovoltaici utility scale, utilizzati per la produzione di energia da immettere in rete.
Un altro sito è quello di Cumiana, in provincia di Torino, entrato in funzione nel maggio 2025. In Veneto, invece, Shell ha due impianti in provincia di Rovigo, a Canda e Loreo, inaugurati nell’aprile 2026. Si tratta dei primi due impianti agrivoltaici del gruppo, una tipologia che combina produzione di energia solare e utilizzo agricolo del terreno, con pannelli installati in modo da consentire lo svolgimento delle attività agricole sottostanti.
La struttura dell’operazione con Kkr
Parallelamente, TotalEnergies ha definito un’altra operazione che riguarda un diverso portafoglio di asset rinnovabili. La cessione a Kkr – uno dei principali fondi globali di private equity e investimenti alternativi – di una quota del 50% in un portafoglio di impianti di energia rinnovabile già ampiamente sviluppato, per una capacità complessiva di 1,2 GW e un valore aziendale di 1,8 miliardi di euro, interessa impianti situati in Germania, Spagna, Francia e Polonia.
In questa struttura, TotalEnergies manterrà il restante 50% degli asset e continuerà a gestirli anche dopo il completamento della transazione. Si tratta di un modello tipico nel settore delle infrastrutture energetiche, in cui il gruppo industriale conserva il controllo operativo mentre condivide la proprietà economica con un investitore finanziario.
La strategia di TotalEnergies sulle rinnovabili e il ruolo dell’Italia
Per TotalEnergies, l’operazione con Shell rientra in una strategia più ampia di crescita nella generazione elettrica in mercati europei deregolamentati, cioè in quei mercati dove il prezzo dell’energia si forma principalmente sulla base dell’incontro tra domanda e offerta sui mercati all’ingrosso, con minori vincoli regolatori rispetto a sistemi integralmente regolati.
Stéphane Michel, presidente Gas, Renewables & Power di TotalEnergies, ha spiegato che con questa mossa il gruppo “rafforziamo la nostra posizione nella generazione di energia in alcuni mercati chiave deregolamentati in tutta Europa” e che sta implementando la propria strategia lungo l’intera catena del valore dell’elettricità. Questa catena comprende la produzione (gli impianti), il trading, la distribuzione e la vendita ai clienti finali.
Michel ha inoltre sottolineato l’integrazione con la capacità di generazione flessibile delle centrali a gas di TTEP, la joint venture con il gruppo energetico EPH, in particolare in Italia, Paesi Bassi e Regno Unito. Le centrali a gas, in un sistema elettrico con alta penetrazione di rinnovabili, svolgono spesso un ruolo di supporto per bilanciare la rete quando la produzione da fonti non programmabili (sole e vento) è più volatile.
La logica industriale di Shell: rotazione del portafoglio
Dal lato di Shell, la cessione del portafoglio a TotalEnergies si inserisce nella logica di gestione attiva del proprio mix di business. Shell è uno dei principali gruppi energetici globali, attivo in tutte le fasi della filiera – dall’upstream (produzione di petrolio e gas) al downstream (raffinazione, distribuzione di carburanti) fino alle rinnovabili e alle nuove soluzioni energetiche.
Machteld de Haan, presidente downstream, renewables and energy solutions di Shell, ha dichiarato che “questo accordo riflette il costante impegno di Shell nella gestione attiva e nella valorizzazione del proprio portafoglio energetico, in linea con la strategia definita al Capital Markets Day 2025”. Ha aggiunto che Shell “sta reinvestendo il capitale e dando priorità alle aree in cui vanta competenze specifiche e può creare il maggior valore nel tempo, anche attraverso il trading di energia elettrica garantito da asset e soluzioni energetiche incentrate sul cliente”.
Il trading di energia elettrica consiste nell’acquisto e vendita di energia sui mercati all’ingrosso, anche sfruttando differenze di prezzo tra aree o fasce orarie. Disporre di asset fisici (come impianti di generazione) a supporto di questa attività consente ai grandi operatori di coprirsi dai rischi di prezzo e di offrire prodotti più strutturati a clienti industriali e business.
Per l’Italia, dove sono presenti parte degli impianti e dei progetti inclusi nel portafoglio, queste operazioni confermano l’interesse dei grandi player internazionali per il mercato nazionale delle energie rinnovabili, in particolare nel fotovoltaico e nei nuovi modelli come l’agrivoltaico.
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