La vicenda del Ponte della Scafa torna al centro dell’attenzione con le osservazioni di LabUr – Laboratorio di Urbanistica, che ricostruisce il percorso dell’opera e solleva nuovi interrogativi sul futuro delle infrastrutture strategiche per il territorio di Ostia.
Il Ponte della Scafa torna al centro dell’attenzione tra lavori attesi, nuove decisioni sulla viabilità e richieste di maggiore chiarezza sul futuro dell’infrastruttura
Al centro dell’analisi c’è il ruolo di Anas, oggi soggetto coinvolto nella realizzazione del nuovo ponte e nella gestione della fase esecutiva del Parco del Mare, due interventi considerati fondamentali per la trasformazione del litorale romano.
Secondo LabUr, la coincidenza tra le due opere e l’attuale assetto istituzionale rappresenta un elemento che merita attenzione sotto il profilo della trasparenza e della conoscibilità degli atti pubblici.
Il cambio del limite sul Ponte della Scafa
Uno dei punti principali evidenziati da LabUr – Laboratorio di Urbanistica riguarda il passaggio del limite di massa consentito sul Ponte della Scafa, aumentato da 7,5 a 26 tonnellate.
Il Laboratorio di Urbanistica spiega di aver richiesto ad Anas la documentazione tecnica alla base della modifica, tra cui relazioni di calcolo, verifiche strutturali, prove di carico e atti necessari a dimostrare la capacità portante dell’infrastruttura.
Il nodo Pecoraro: dall’esperienza istituzionale alla nuova governance di Anas
Un elemento che LabUr, Laboratorio indipendente di ricerca urbana, mette in evidenza riguarda il percorso istituzionale di Giuseppe Pecoraro, oggi alla guida di Anas, e il suo collegamento con alcune delle principali opere strategiche per il territorio di Ostia.
Pecoraro, ex Prefetto di Roma dal 2008 al 2015, negli anni precedenti ha ricoperto anche incarichi alla presidenza di società coinvolte nell’intervento relativo al nuovo Ponte della Scafa e nel progetto del Parco del Mare. Un passaggio che, secondo LabUr, assume oggi particolare rilievo perché Anas è diventata il soggetto chiamato a seguire opere considerate centrali per il futuro del litorale romano.
La questione sollevata dal Laboratorio di Urbanistica non riguarda, viene precisato, un giudizio personale sulla figura dell’ex prefetto, ma il tema della trasparenza nei percorsi decisionali delle grandi opere pubbliche e della necessità che cittadini e territorio possano conoscere atti, tempi e responsabilità.
Entrando nello specifico, il Ponte della Scafa rappresenta infatti un’infrastruttura attesa da quasi vent’anni, mentre il Parco del Mare è indicato come uno dei principali progetti di trasformazione urbana di Ostia. Due interventi diversi, ma accomunati dall’importanza strategica e dal loro impatto sul futuro della città.
Secondo LabUr, il fatto che oggi entrambi i percorsi siano collegati alla stessa governance rende ancora più importante garantire la massima chiarezza sui procedimenti amministrativi, sulla documentazione tecnica e sulle scelte che riguardano il territorio.
“Le grandi opere non hanno soltanto una storia tecnica, ma anche istituzionale”, sottolinea LabUr, evidenziando come, nel caso del Ponte della Scafa e del Parco del Mare, la ricostruzione degli incarichi e delle responsabilità sia parte integrante della comprensione del percorso delle infrastrutture.
Secondo quanto riportato da LabUr, la risposta ricevuta avrebbe illustrato gli interventi effettuati sul ponte, le attività di monitoraggio e le verifiche svolte, senza però fornire gli elaborati tecnici richiesti.
“A noi basterebbero gli atti, perché la sicurezza di un ponte non si misura con i comunicati stampa e comunicazioni generiche, ma con i calcoli strutturali che ne dimostrano la capacità portante”, è la posizione espressa da LabUr.
Il Ponte della Scafa rappresenta da anni una delle opere più attese dal territorio. Il nuovo collegamento è stato annunciato, progettato e finanziato, ma la sua realizzazione definitiva non è ancora arrivata.
Nel ricostruire la vicenda, LabUr richiama alcuni passaggi ritenuti significativi:
- 2009: viene rilasciata la Valutazione di Impatto Ambientale per il nuovo Ponte della Scafa;
- 2018: Giuseppe Pecoraro assume la presidenza di società coinvolte nell’intervento relativo al nuovo ponte;
- 2021: si conclude il procedimento dell’Autorità Nazionale Anticorruzione seguito anche a un esposto presentato da LabUr;
- 2025: Giuseppe Pecoraro viene nominato presidente di Anas;
- 2026: il nuovo ponte non è ancora operativo e quello esistente continua a sostenere il traffico quotidiano tra Roma, Ostia e Fiumicino.
Il nodo del Parco del Mare
Nella ricostruzione di LabUr emerge anche il collegamento con il Parco del Mare, il progetto di trasformazione urbana destinato a incidere sul futuro del litorale romano.
Secondo il Laboratorio di Urbanistica, il fatto che Anas sia coinvolta in entrambe le opere rende ancora più rilevante il tema della chiarezza sui procedimenti e sulle responsabilità.
“Le grandi opere non hanno soltanto una storia tecnica, ma anche istituzionale”, sottolinea LabUr, evidenziando come il percorso delle infrastrutture sia legato anche alle scelte amministrative e ai soggetti chiamati a gestirle.
La posizione di LabUr si concentra sulla richiesta di maggiore accessibilità alla documentazione relativa alle opere pubbliche.
Il Laboratorio di Urbanistica chiede che siano resi disponibili gli atti tecnici che hanno portato alla modifica del limite di transitabilità del Ponte della Scafa e che venga fornito un quadro più chiaro sul percorso del nuovo collegamento.
Per LabUr, il tema non riguarda soltanto un’infrastruttura, ma il rapporto tra cittadini, territorio e grandi opere pubbliche: “La sicurezza e la fiducia nelle infrastrutture passano dalla possibilità di verificare dati e documenti”.
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Giovanni Crocè
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