Il venerdì sera si avvicina, la traccia GPX è pronta e le previsioni meteo promettono bene. L’idea di staccare la spina per due giorni immersi nella natura è il modo migliore per ricaricare le pile, ma c’è un momento preciso in cui l’entusiasmo rischia di incrinarsi: la preparazione dello zaino. La tentazione di infilare dentro qualsiasi cosa “perché non si sa mai” è sempre in agguato, ed è proprio lì che si commette l’errore fatale.
Camminare per ore con dieci o dodici chili sulle spalle transforma una piacevole escursione in una tortura per la colonna vertebrale e le ginocchia. Il segreto per godersi davvero un weekend di trekking non sta nel rinunciare al comfort o alla sicurezza, ma nel praticare l’arte dell’essenziale, scegliendo materiali tecnici, compatti e leggeri pensati per ottimizzare lo spazio e distribuire correttamente i carichi.
Bilanciare il peso degli elementi indispensabili per una due giorni fuori richiede un metodo preciso. Ecco la guida definitiva all’attrezzatura e ai prodotti da acquistare per preparare il bagaglio perfetto da escursione, senza ritrovarsi il lunedì mattina con il mal di schiena.
Il punto di partenza: zaino Hiking 30-40L con schienale aerato
Prima ancora di decidere cosa portare, serve il contenitore giusto. Per due giorni fuori, la misura ideale si attesta tra i 30 e i 40 litri: un volume sufficiente a contenere il necessario senza permetterti di esagerare. Scegli un modello dal design pulito e compatto, dotato di schienale staccato con rete aerata, fondamentale per evitare l’accumulo di sudore sulla schiena e garantire un’ottima ventilazione. Nella pratica, la combinazione di una cintura addominale rigida (che scarica fino all’80% del peso sui fianchi anziché sulle spalle) e della struttura ventilata fa sembrare il carico nettamente più leggero fin dai primi chilometri.
Guscio impermeabile leggerissimo (Hard Shell)
La montagna è imprevedibile e il meteo può cambiare in pochi minuti. Invece di pesante abbigliamento imbottito, la scelta migliore è la tecnica “a cipolla”, coronata da una giacca guscio impermeabile e antivento in membrana tecnica (come Gore-Tex o simili) ad alta impacchettabilità. Occupa lo spazio di una mela e pesa meno di 300 grammi. Durante il cammino si tiene a portata di mano nella tasca superiore dello zaino: si indossa al volo se si alza un vento freddo in quota o inizia a piovere, mantenendo il corpo asciutto senza creare ingombro o peso inutile.
Sacco a pelo compatto o sacco lenzuolo ultra-light
Se il vostro trekking prevede il pernotto in rifugio, un pesante sacco a pelo invernale è del tutto inutile. Un sacco lenzuolo in microfibra o seta (dal peso irrisorio di circa 100-150 grammi) è spesso sufficiente, poiché i rifugi forniscono già le coperte. Se invece dormite in tenda o in strutture non riscaldate, orientatevi su un sacco a pelo estivo in piuma tecnica ad alta comprimibilità. Inserito in fondo allo zaino nella sua sacca di compressione, offre l’isolamento termico necessario per la notte riducendo al minimo il volume occupato.
Sistema di idratazione: sacca idrica (Camelbak) o borraccia termica leggera
L’acqua è l’elemento più pesante che trasporterete, ma è anche quello a cui non si può assolutamente rinunciare. Usare una sacca idrica da 2 litri posizionata nella tasca interna dello zaino, adiacente al dorsale, permette di mantenere il baricentro del carico vicino al corpo, migliorando l’equilibrio rispetto a due borracce pesanti messe lateralmente. Inoltre, il tubo di aspirazione fissato agli spallacci consente di bere piccoli sorsi con frequenza senza doversi fermare o togliere lo zaino, mantenendo un’idratazione costante lungo tutto il percorso.
Piumino compatto “100 grammi”
Nelle pause prolungate o una volta arrivati a destinazione la sera, la temperatura corporea cala rapidamente. Un piumino leggero sintetico o in piuma ad alto potere gonfiante (i classici modelli comprimibili) è l’alleato perfetto per garantire il calore termico necessario. Durante la camminata resta ripiegato nella sua custodia interna, occupando uno spazio minimo, mentre alla fine della tappa offre un riparo immediato dal freddo senza appesantire la camminata.
Kit di primo soccorso compatto e telo termico
La sicurezza non va mai sacrificata per risparmiare peso, ma non serve portare con sé un’intera farmacia. Un mini-kit da trekking preformato contiene già lo stretto indispensabile: cerotti per vesciche, disinfettante in salviette, garze sterili, un paio di analgesici e una coperta termica d’emergenza. Inserito in una tasca secondaria e facilmente accessibile, pesa meno di 200 grammi e risolve in pochi minuti i piccoli imprevisti sul sentiero, dall’inizio di una vescica al tallone a un piccolo taglio.
Bastoncini da trekking pieghevoli in carbonio
Anche se non vanno dentro lo zaino quando si cammina, i bastoncini sono un componente chiave per proteggere la schiena. Un paio di bastoncini telescopici o pieghevoli in carbonio pesa pochissimo e, durante l’escursione, scarica fino al 20% del peso complessivo dalle articolazioni degli arti inferiori e dalla zona lombare, specialmente in discesa. Quando non servono o nei tratti di arrampicata facile, si ripiegano in tre sezioni e si alloggiano comodamente negli anelli esterni dello zaino.
Quanto arriverebbe a pesare lo zaino con queste cose?
Applicando la regola dell’essenziale e scegliendo prodotti tecnici leggeri, il peso base dello zaino per due giorni (attrezzatura, ricambio sintetico e kit sicurezza, esclusi acqua e cibo) si attesta tra i 4,5 e i 6 kg. Aggiungendo 2 litri d’acqua e i viveri per le tappe, il peso complessivo sulle spalle all’inizio del trekking rimarrà tranquillamente sotto gli 8 kg, una soglia ideale per non affaticare la colonna vertebrale.
Come faccio a calcolare in anticipo se il mio corpo regge il peso dello zaino?
La regola d’oro condivisa dalle guide alpine dice che lo zaino affardellato non dovrebbe mai superare il 10-15% del vostro peso corporeo (se pesate 70 kg, lo zaino ideale non deve superare i 7-10 kg). Per fare una prova pratica prima di partire, riempite lo zaino con la configurazione finale e fate una camminata di test di circa un’ora su un percorso urbano o collinare: se avvertite intorpidimento alle spalle o dolore alla bassa schiena già dopo 30 minuti, significa che dovete alleggerire il carico o regolare meglio le cinghie dello schienale.
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Dario De Vita
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