Le opzioni su Bitcoin segnalano un forte trend rialzista mentre gli operatori si riversano sulle opzioni call a 72.000 e 80.000 dollari


Punti chiave

Secondo i dati di mercato, martedì alle 11:45 EDT il Bitcoin veniva scambiato a 65.971 dollari per moneta. Tale prezzo si colloca al centro di un mercato dei derivati sempre più diviso tra la fiducia degli investitori istituzionali e la cautela degli investitori al dettaglio.

L’open interest dei futures si distribuisce su una dozzina di piattaforme

L’open interest totale dei futures su bitcoin nelle piattaforme monitorate ha raggiunto i 755.780 BTC, per un valore di 49,82 miliardi di dollari, secondo i dati di Coinglass. Tale cifra ha registrato un calo del 4,26% nelle ultime 24 ore, pur avendo registrato un leggero aumento dello 0,11% nell’ultima ora, segno che gli operatori stanno riducendo gradualmente le posizioni piuttosto che affrettarsi a uscire dal mercato.

Grafico dell’open interest totale dei futures su Bitcoin fornito da Coinglass il 22 luglio 2026.

Binance detiene la quota maggiore con 140.250 BTC, pari a 9,24 miliardi di dollari, che rappresentano il 18,55% del mercato. Il CME si colloca al secondo posto in termini di valore in dollari tra le principali piattaforme con 105.750 BTC, pari a 6,97 miliardi di dollari, che corrispondono a una quota del 13,98%. In particolare, l’open interest del CME è salito dell’1,80% nell’ultimo giorno mentre quasi tutte le altre piattaforme hanno registrato un calo, una divergenza che indica come gli operatori istituzionali stiano aumentando la propria esposizione mentre altre piattaforme hanno subito una flessione.


MEXC ha registrato un calo dell’open interest del 9,66% nelle ultime 24 ore, attestandosi a 91.350 BTC. Gate ha subito un calo ancora più marcato, scendendo del 12,73% a 63.500 BTC. Bybit è scesa del 6,71% e OKX ha registrato un calo del 6,32%. Le piattaforme più piccole, tra cui Bitunix, Bitget e BingX, hanno completato la classifica, con BingX che ha effettivamente guadagnato il 4,75% nella giornata nonostante il suo volume d’affari più modesto, pari a 896,59 milioni di dollari.

Gli operatori di opzioni sono orientati al rialzo su Deribit

Il segmento delle opzioni del mercato mostra una tendenza ancora più chiara. Su Deribit, la piattaforma dominante per le opzioni su bitcoin, l’open interest sulle opzioni call si è attestato a 336.331,81 BTC contro i 174.211,44 BTC delle opzioni put, con una ripartizione del 65,88% contro il 34,12% a favore delle posizioni rialziste. Il volume giornaliero ha confermato questa tendenza, con le opzioni call che hanno superato quelle put con una percentuale del 56,35% contro il 43,65%.

La singola posizione più consistente su Deribit era rappresentata dall’opzione call con scadenza 31 luglio a 72.000 $, con un open interest di 26.265,5 BTC, seguita da vicino dall’opzione call a 70.000 $ con la stessa data di scadenza, pari a 25.328,2 BTC. I trader hanno inoltre accumulato opzioni call a 80.000 $ con scadenza il 25 dicembre per un totale di 7.602,2 BTC, dimostrando una convinzione che va ben oltre il breve termine.

I livelli di «Max Pain» divergono a seconda delle piattaforme

Il «max pain», ovvero il livello di prezzo al quale la maggior parte dei contratti di opzione scade senza valore, varia notevolmente a seconda della piattaforma. Su OKX, il «max pain» a breve termine si attesta intorno ai 66.000 $, ma la curva sale verso i 69.500 $ per i contratti con scadenza a fine settembre, per poi ridiscendere. Deribit mostra un andamento simile, con il “max pain” che sale da circa 65.000 dollari oggi a un picco vicino ai 69.500 dollari entro settembre, mantenendosi su tali livelli fino a dicembre, per poi scendere verso i 60.000 dollari per i contratti in scadenza a metà del 2027.

Binance presenta la versione più audace di questo scenario. Il “max pain” passa da circa 66.000 dollari attualmente a 72.000 dollari entro fine settembre, il picco più alto tra le tre borse, prima di scendere bruscamente a 61.500 dollari entro marzo 2026, man mano che i contratti con scadenza più lontana si diradano.


Le opzioni CME aggiungono una dimensione istituzionale

L’open interest delle opzioni su bitcoin del CME, distinto dal suo portafoglio di futures, è salito da un minimo vicino ai 10 milioni di dollari a giugno a circa 50-60 milioni di dollari attualmente, secondo i dati di CryptoQuant raggruppati per posizione. Le opzioni put hanno costantemente superato quelle call in termini di valore in dollari per gran parte dell’anno scorso, sebbene il divario si sia ridotto con la ripresa del prezzo del bitcoin dai minimi di febbraio vicini ai 60.000 dollari.

Considerando le scadenze, l’open interest delle opzioni CME si è concentrato in larga misura sui contratti con scadenza compresa tra uno e tre mesi per gran parte del 2025, un andamento che si è ripetuto nell’attuale ciclo con l’avvicinarsi della scadenza di luglio 2026.

Gli analisti di Bitfinex segnalano un rialzo di scarsa consistenza

Gli strateghi di mercato e gli analisti di Bitfinex hanno segnalato una dinamica diversa alla base dell’andamento dei prezzi in una nota di ricerca pubblicata martedì e condivisa con Bitcoin.com News. Il team ha riscontrato scarse prove di nuovi acquisti spot aggressivi, sostenendo che la ripresa sia stata trainata principalmente dal posizionamento sui derivati e dalla mancanza di venditori, piuttosto che dall’afflusso di nuovo capitale nel mercato. I volumi di scambio di bitcoin negli ultimi trenta giorni si attestano appena al 62% della media annuale, hanno affermato gli analisti, mentre l’open interest dei futures su bitcoin del CME è sceso al livello più basso dal 2023, lasciando il mercato più esposto a forti oscillazioni.

Anche la pressione di vendita si è attenuata. Strategy non ha effettuato né acquisti né vendite di bitcoin per due settimane consecutive, con le posizioni invariate a 843.775 BTC, e le vendite da parte dei detentori a lungo termine si sono in gran parte esaurite. Gli analisti di Bitfinex lo hanno espresso chiaramente: «Si tratta di un’assenza di vendite, non di una ripresa degli acquisti». Il mercato delle opzioni conferma questa interpretazione. Il rapporto put/call è sceso a 0,56, il minimo degli ultimi mesi, il che, secondo il team di Bitfinex, riflette un calo delle scommesse al ribasso piuttosto che un’ondata di nuova domanda spot.

Anche la rotazione di capitale rimane limitata. Gli ETF spot su Ethereum hanno attirato 105,4 milioni di dollari la scorsa settimana rispetto ai 75,7 milioni di dollari degli ETF spot su bitcoin, sebbene la partecipazione più ampia delle altcoin sia rimasta modesta. La prossima prova riguarda la macroeconomia. Il bitcoin ha continuato a salire anche mentre i rendimenti dei titoli del Tesoro si sono rafforzati, un andamento che, secondo gli analisti, indica un movimento guidato dalle criptovalute piuttosto che una scommessa su una politica monetaria più espansiva, con la decisione della Federal Reserve della prossima settimana che si profila come il catalizzatore chiave.


Cosa significa per il mercato

Il divario tra l’attività istituzionale sul CME, cresciuta nonostante il calo registrato sulle piattaforme retail, e la forte asimmetria verso le opzioni call su Deribit suggerisce che i trader professionisti e gli operatori più grandi si stiano posizionando in vista di un rialzo, mentre le piattaforme più piccole stanno riducendo le posizioni. Il fatto che le piattaforme con forte presenza di investitori al dettaglio stiano perdendo posizioni aperte mentre il CME le guadagna è un andamento da tenere d’occhio in vista del quarto trimestre, soprattutto considerando che i livelli di «max pain» sulle tre principali piattaforme puntano tutti verso prezzi più alti entro settembre.

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