Sono passati quasi tremila anni, eppure certe cose non passano mai di moda. Sarà per quello che ci insegnano a scuola, sarà perché è la culla della nostra cultura, sarà perché, in fondo, è una saga fantasy pazzesca, ma la mitologia greca ha ancora e avrà sempre una presa fortissima sull’immaginario collettivo italiano e non solo. Una presa che si riflette anche sulle nostre vite, sulle nostre vacanze e sui nostri viaggi, vista anche la viralità raggiunta sui social dai contenuti dedicati al Monte Olimpo, la montagna sacra agli dei omerici.
Col suo costante cappello di nembi bianchi, il grande rilievo ha rappresentato la soglia oltre la quale, per gli antichi, cominciava il regno degli dei. Oggi quel regno è la meta e l’ambizione degli escursionisti che si avventurano nel paradisiaco Parco del Monte Olimpo, che si alza dalla pianura della Macedonia fino a superare i 2900 metri di quota. Non serve essere un semidio per raggiungerne la cima, anzi le cime, visto che sono tre. Bastano, infatti, gambe allenate, scarponi robusti e la voglia di scoprire una natura selvaggia e incontaminata.
Monte Olimpo: lontano dal mito, le caratteristiche geografiche
Al netto delle leggende, il Monte Olimpo è, prima di tutto, un massiccio imponente, che si staglia sullo sfondo del Golfo Termaico, a poca distanza dalla costa sul mar Egeo, nel nord della Grecia contemporanea. Questa vicinanza al mare è parte del suo fascino: in meno di due ore, sui suoi sentieri, si passa dal profumo salmastro dell’Egeo al freddo pungente delle quote più alte, dove la neve può resistere fino a tarda primavera.
Con i suoi 2918 metri, la vetta di Mytikas è il punto più alto non solo della montagna, ma di tutta la Grecia. Non è però un rilievo isolato: l’Olimpo è un massiccio che comprende oltre cinquanta punte sopra i duemila metri, profonde gole e una grande biodiversità. Tra le vette più note, oltre a Mytikas, ci sono Skolio (2911 metri di altitudine), Skala (2882) e Stefani (2909), quest’ultima conosciuta anche come Trono di Zeus per la sua forma particolare, la quale ricorda, in effetti, un seggio naturale scolpito nella roccia.
A tutelare questo contesto più unico che raro, tra punte aguzze, valli, depressioni, fiumi e cascate è il Parco Nazionale del Monte Olimpo: nel 1938 è stato il primo parco nazionale istituito in Grecia, un riconoscimento arrivato per proteggere i boschi di pino nero, le faggete secolari e una fauna che include camosci, volpi, ma anche numerose specie rapaci, tra le quali l’eccezionale aquila reale. Non stupisce che l’UNESCO lo abbia inserito tra le riserve della biosfera già nel 1981, a simboleggiare ancora una volta quanto sia prezioso questo ecosistema tanto ricco quanto fragile, dove la macchia mediterranea delle quote più basse lascia gradualmente spazio a una vegetazione alpina, fino alla roccia nuda delle vette.
Il punto di partenza più utilizzato per esplorare la montagna è Litochoro, un grazioso paese ai piedi del massiccio: da qui si dipartono la maggior parte dei sentieri che risalgono verso le cime.
I sentieri per arrivare sulle tre cime del Monte Olimpo
Chi sogna di mettere piede sulla vetta più alta della Grecia deve mettere in conto un’escursione di almeno due giorni, con pernottamento in uno dei rifugi di montagna. Il percorso più classico, e anche il più frequentato, segue le tracce del sentiero E4, ovvero l’European Long Distance Path 4, il grande cammino che unisce Tarifa, in Spagna, a Cipro, e che qui sale per l’appunto fino alle vette dell’Olimpo.
Lo si può affrontare partendo come detto da Litochoro. È però raccomandabile, per accorciare i tempi, partire dalla località di Prionia, raggiungibile in auto lungo una strada sterrata, guadagnando così già circa 800 metri di elevazione e risparmiando circa 9 chilometri di percorso.
Prionia è l’ultima località raggiungibile in auto ai piedi dell’Olimpo ed è sostanzialmente il campo base da cui partono le escursioni sul monte. Da qui il sentiero si inoltra tra faggi, pini neri e maestosi esemplari di pino bosniaco, alberi capaci di attecchire anche nelle condizioni più estreme di alta quota.
L’obiettivo è raggiungere, dopo tre o quattro ore di dura ascesa, il rifugio Spilios Agapitos, a 2100 metri di altitudine. Si tratta del punto d’appoggio più popolare per salire verso le cime della montagna, un’ampia struttura con oltre 100 posti letto che si trova su uno spuntone di roccia tra grandi conifere, soprannominato il Balcone. La prima tappa, nel suo complesso, misura solo quattro chilometri e mezzo, ma si sale un dislivello di circa 1000 metri che la rende tosta.
Il secondo giorno di escursione regala l’esperienza più emozionante, ma altrettanto impegnativa. Dal rifugio, il sentiero risale rapidamente sopra il limite della vegetazione, aprendosi su panorami che spaziano fino all’orizzonte azzurro del mare. In un paio d’ore di salita si raggiunge la prima delle tre cime più celebri, Skala, a 2882 metri di quota. Si prosegue, dunque, lungo una cresta stretta fino a Skolio, la cima a 2911 metri, la seconda vetta più alta del massiccio.
Mytikas, invece, la più alta, si raggiunge deviando dal sentiero E4 lungo un impervio tratto che si imbocca da Skala. È un percorso difficile, con alcuni passaggi di arrampicata semplice ma esposta, che richiede piede fermo e una certa esperienza. Serve circa un’altra ora per raggiungerla.
È questa, in ogni caso, la via della prima, mitica ascesa documentata, nel 1913, compiuta da Christos Kakalos, alpinista di Litochoro, insieme agli svizzeri Frédéric Boissonnas e Daniel Baud-Bovy. Kakalos diventò poi la prima guida alpina ufficiale della montagna, continuando a scalarla fino a novant’anni.
Dalla vetta di Mytikas si può proseguire fino a raggiungere il rifugio Giosos Apostolidis e da qui ridiscendere verso Prionia. Chi invece prosegue lungo il sentiero E4 può trovare un punto d’appoggio al bivacco Christakis, 500 metri più in basso, al cospetto dell’omonima cima (2707 metri).
Altre escursioni sul Monte Olimpo
Non tutti i sentieri dell’Olimpo puntano necessariamente a raggiungere le vette più alte: la montagna degli dei è un tesoro multiforme, come l’ingegno di Odisseo. Pertanto, offre tante altre escursioni nelle quali impegnarsi per scoprire luoghi meno frequentati, ma altrettanto meritevoli.
Un esempio è quello del sentiero che dal bivio di Gortsia, poco fuori Litochoro, conduce al rifugio Petrostrouga, attraverso un sentiero ben segnalato che attraversa splendide faggete e passa accanto ad alcuni tra gli esemplari più imponenti di pino bosniaco dell’intero massiccio. È un percorso ideale per chi vuole assaporare l’atmosfera della montagna e al contempo godersi bei colpi d’occhio sul mar Egeo. Il percorso è lungo circa cinque chilometri, con un dislivello impegnativo (circa 950 metri) e un tempo di percorrenza intorno alle 3 ore.
Se avete tempo e gambe, l’escursione può proseguire fino allo splendido Altopiano delle Muse, un pianoro roccioso con una vista pazzesca sulle cime circostanti. Circondato da pareti rocciose e attraversato da sentieri che si intrecciano tra le diverse cime del massiccio, regala uno dei colpi d’occhio più suggestivi di tutto l’Olimpo, con vista sulla imponente sagoma di Mytikas che domina l’orizzonte. La salita all’altopiano può terminare ai rifugi Christos Kakalos, a quota 2650 metri, o al Giosos Apostolidis, che con i suoi 2700 metri rappresenta la struttura all’altitudine più elevata dell’intera Grecia. Ci si trova sul versante opposto delle vette più alte dell’Olimpo rispetto al sentiero E4, ma anche da questi rifugi è possibile salire fino alla cima di Mytikas. Peraltro lo si fa passando dalla vetta Stefani, il Trono di Zeus.
Una bella escursione, più semplice e alla portata di tutti, è quella che da Prionia porta alla Grotta di San Dionisio. Ci si lascia alle spalle Prionia camminando nella direzione opposta alle vette del Monte Olimpo, percorrendo un sentiero che costeggia il torrente Enipeas. Si incontrano per prime le magnifiche Cascate di Enipeas, con delle belle polle di acqua cristallina che invitano a farsi un tuffo.
Il sentiero prosegue arrivando all’antico Monastero di San Dionisio, un luogo spirituale eccezionale, pittoresco, dove la pietra dell’Olimpo diventa un elemento architettonico perfetto. Costruito nel Cinquecento, è stato più volte danneggiato, in modo più grave durante la Seconda Guerra Mondiale.
Si arriva infine alla Grotta, il luogo di eremitaggio di San Dionisio, santo della chiesa ortodossa greca, che qui si segregava nel XVI secolo. La grande cavità naturale contiene un piccolo edificio votivo. È un luogo suggestivo dal quale ammirare il lato orientale del Monte Olimpo, con una sorgente vicina. Questo percorso fa parte del sentiero E4, nel tratto che collega Litochoro a Prionia.
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