Energia, utili giù ma investimenti e Borsa in rialzo: i numeri 2025


Energia, bilanci 2025: utili in calo del 14,9%, debito in crescita ma più investimenti, occupazione e capitalizzazione per 18 società quotate.


22 Luglio 2026 alle 14:51





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Il 2025 consegna un quadro a luci e ombre per le società dell’energia quotate a Piazza Affari. Secondo l’ultima analisi del Centro Studi di CoMar, diretto da Massimo Rossi, i conti delle principali 18 società del comparto mostrano utile in calo e debiti in aumento, ma anche una crescita decisa di investimenti, occupazione e capitalizzazione di Borsa.

I numeri chiave: ricavi stabili, utili in calo, debito in crescita

Sui bilanci consolidati 2025, il settore nel suo complesso ha registrato ricavi per 226,8 miliardi di euro, in lieve flessione dello 0,49% rispetto ai 227,9 miliardi del 2024. La sostanziale stabilità del fatturato si accompagna però a un peggioramento della redditività.

Gli utili complessivi delle società analizzate sono infatti scesi a 13 miliardi di euro, in diminuzione del 14,9% sui 15,3 miliardi del 2024. In pratica, a parità quasi di ricavi, le aziende hanno guadagnato sensibilmente meno.

Nel frattempo, è aumentato l’onere del debito finanziario: l’indebitamento complessivo è salito a 134,7 miliardi di euro, con una crescita del 4,3% rispetto ai 129,1 miliardi registrati nel 2024.


Per aiutare a leggere questi numeri, CoMar calcola due indicatori chiave:

  • il rapporto utili/ricavi (un indicatore di margine netto) è sceso dal 6,74% del 2024 al 5,76% del 2025;
  • il rapporto debiti/ricavi è peggiorato, salendo dal 56,69% al 59,41%.

In pratica, per ogni 100 euro di fatturato, le società del settore nel 2025 hanno generato meno utili e, allo stesso tempo, si sono trovate con un peso del debito più elevato rispetto all’anno precedente.

Più investimenti e più occupazione nel settore energia

Accanto a margini sotto pressione e indebitamento in crescita, l’analisi evidenzia però una spinta importante sugli investimenti. Nel 2025 gli investimenti complessivi sono saliti a 32,7 miliardi di euro, in crescita del 3,8% rispetto ai 31,5 miliardi del 2024.

Per un lettore non specializzato, si tratta delle risorse che le aziende destinano a nuovi impianti, reti, infrastrutture, tecnologie e manutenzioni straordinarie. Un aumento di questi importi, pur pesando sul debito e sugli utili nel breve termine, rappresenta spesso un rafforzamento strutturale in ottica futura.

In crescita anche l’occupazione. Il numero complessivo dei dipendenti delle 18 società considerate è aumentato da 183.892 nel 2024 a 190.501 nel 2025, pari a un incremento del 3,6%.


Il maggiore datore di lavoro del settore è Enel – la principale utility elettrica italiana, attiva nella produzione, distribuzione e vendita di energia – con 61.634 dipendenti. Seguono:

  • Eni (gruppo energetico integrato attivo in oil&gas ed energia) con 32.349 addetti;
  • Saipem (ingegneria e servizi per l’energia e le infrastrutture) con 30.409 dipendenti;
  • A2a (multiutility attiva in elettricità, gas, ambiente) con 14.879 persone;
  • Iren (multiutility operante in energia, gas, acqua e ambiente) con 11.908 dipendenti.

La Borsa premia il comparto: capitalizzazione oltre 250 miliardi

Nonostante il calo degli utili e l’aumento del debito, il mercato azionario ha mostrato un atteggiamento positivo verso le società energetiche. A inizio luglio 2026 la loro capitalizzazione complessiva – cioè il valore in Borsa dato dalla somma delle capitalizzazioni delle singole società – ha raggiunto 250,5 miliardi di euro.

Nell’ultimo semestre considerato si registra una crescita di oltre 30,3 miliardi di euro, pari a un aumento del 13,76%. In altri termini, l’insieme delle società dell’energia quotate a Milano vale sul mercato azionario oltre 250 miliardi, e ha guadagnato più del 13% di valore in sei mesi.

La capitalizzazione di Borsa è un indicatore sintetico di come gli investitori valutano il presente e il futuro delle aziende: il dato suggerisce che il mercato guarda con una certa fiducia al settore, pur in presenza di utili in contrazione.

Chi sono le 18 società analizzate da CoMar

Lo studio, giunto alla sua quinta edizione, prende in esame il bilancio consolidato di 18 società dell’energia quotate a Piazza Affari:


A2a, Acea, Acinque, Alerion, Ascopiave, Ecosuntek, Edison R, Enel, Eni, Erg, Eviso, Gasplus, Hera, Iren, Italgas, Saipem, Snam, Terna.

Si tratta di un perimetro che include le principali multiutility, i grandi gruppi integrati dell’energia, le società specializzate nelle reti gas, nella trasmissione elettrica e nelle rinnovabili.

Ricavi: Eni ed Enel in vetta, Italgas e Gasplus crescono di più

Sul fronte dei ricavi, l’analisi di CoMar rileva che tra il 2024 e il 2025 le vendite sono aumentate per tutte le società, con tre eccezioni: Ecosuntek, Eni e Hera, che hanno registrato un calo.

Per dimensione, la classifica dei ricavi vede in testa:

  • Eni, con oltre 82,1 miliardi di euro di ricavi;
  • Enel, con 80,3 miliardi;
  • Saipem, con 15,4 miliardi;
  • A2a, con 14 miliardi;
  • Hera, con 12,8 miliardi;
  • Terna, con 4 miliardi;
  • Snam, con 3,8 miliardi.

I maggiori incrementi percentuali di ricavi tra 2024 e 2025 si registrano per:


  • Italgas (gestore di reti di distribuzione del gas), con un aumento del 39,7%;
  • Gasplus, con un incremento del 23%;
  • Terna (gestore della rete di trasmissione elettrica nazionale), in crescita del 9,6%;
  • A2a, con un +9,4%;
  • Snam (infrastrutture per il trasporto e lo stoccaggio del gas), in aumento dell’8,9%.

Utili, debito e investimenti: le differenze tra le singole società

Passando alla redditività, CoMar segnala che gli utili sono in diminuzione per A2a, Enel, Eni ed Erg. Al contrario, i maggiori aumenti degli utili si registrano per Acea, Ascopiave, Italgas e Snam.

Sul versante dell’indebitamento finanziario, la situazione è a macchia di leopardo. Il debito è in crescita per dieci società, tra cui in misura più marcata Ascopiave, Erg, Italgas, Saipem e Terna. Il quadro migliora invece soprattutto per A2a ed Eni, che registrano un miglioramento di questo capitolo.

Gli investimenti risultano particolarmente in aumento per A2a, Acea, Alerion, Italgas e Terna. In un settore come quello energetico, dove sono cruciali le infrastrutture di rete, gli impianti di produzione e lo sviluppo delle rinnovabili, la crescita degli investimenti è un elemento centrale per la competitività di lungo periodo.

L’insieme dei dati raccolti da CoMar delinea quindi un comparto energetico quotato che nel 2025 ha visto margini e utili sotto pressione, ma ha continuato a investire, assumere e creare valore in Borsa, in un anno di transizione per il profilo finanziario e industriale delle utility e dei grandi gruppi italiani dell’energia.

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