MODENA – Dopo l’esibizione di Moby davanti a 7mila persone, ieri sera in piazza Roma, Jazz Open prosegue questa sera 15 luglio con un doppio concerto, sempre in piazza Roma, che promette di trasformare il festival in un gigantesco dancefloor a cielo aperto: apre la techno marching band Meute alle 20, mentre alle 22.15 salirà sul palco il re dell’elettro swing Parov Stelar
Amati da mostri sacri come Laurent Garnier e Trentemøller, celebrati con entusiasmo dalla stampa di tutto il mondo, i MEUTE sono una Techno Marching Band tedesca, originaria di Amburgo, che ha conquistato il mondo reinterpretando techno, house e deep house esclusivamente con strumenti acustici, con l’obiettivo di fondere l’energia ipnotica della musica elettronica con la forza fisica, acustica e collettiva di una marching band. Undici musicisti – riconoscibili dalle iconiche giacche rosse – fra percussioni e fiati, fondono la techno ipnotica e pulsante con la forza espressiva della musica da banda, strappando il clubbing dalla consolle per sprigionare l’energia direttamente sul palco o in mezzo al pubblico. Trasformare ciò che nasce in digitale in analogico, riarrangiare con strumenti acustici brani cult della scena techno, non è cosa da tutti. E infatti Billboard parla di “fervore tale da alterare il clima” e DJ Mag di “concept rivoluzionario e musica unica”.
A seguire il pioniere assoluto dell’Electro Swing, Parov Stelar, uno degli artisti elettronici europei di maggior successo internazionale. Ha collaborato con artisti del calibro di Tony Bennett, Lady Gaga, Lana Del Rey, Lukas Graham, Marvin Gaye, Bryan Ferry e Klingande, tra gli altri. Con oltre mille concerti in tutto il mondo, si è esibito sui palchi dei più importanti festival internazionali, dal Coachella al Glastonbury fino al Lollapalooza, collezionando sold out in venue iconiche come l’Alexandra Palace di Londra e lo Zenith Paris. Solo un mese fa Parov Stelar ha conquistato il pubblico internazionale dell’Eurovision presentando in anteprima mondiale live il nuovo brano “Black Lilies” insieme alla ORF Radio Symphony Orchestra di Vienna.
Una performance grandiosa che ha visto sul palco 30 ballerini, 18 archi, visual spettacolari e un finale scenografico con una piramide umana culminata con l’artista in cima, in perfetto equilibrio tra teatralità, elettronica e immaginario cinematografico. Con milioni di ascoltatori mensili su Spotify, oltre 500 milioni di visualizzazioni su YouTube e brani diventati veri cult globali come All Night – la hit che nel 2017 lo ha fatto conoscere al grande pubblico italiano grazie al celebre spot TIM diventando uno dei brani più riconoscibili dell’anno https://youtu.be/x6O5RXPoKak?
“Black Lilies” prosegue il percorso creativo aperto da Artifact, il recente album che segna un nuovo capitolo nella carriera dell’artista. Un lavoro ispirato a frammenti di memoria, mondi paralleli e alla natura effimera del tempo, dove suoni elettronici, orchestrazioni classiche, beat pulsanti e melodie grandiose convivono in un linguaggio aperto ed emotivo. Nell’universo sonoro di Artifact, Parov Stelar abbandona le strutture più convenzionali per costruire atmosfere immersive e cinematografiche, capaci di fondere dance, pop, folk ed elettronica in una forma contemporanea e personale. Anche dal punto di vista visivo, Artifact amplia ulteriormente la ricerca dell’artista: i videoclip realizzati attraverso sperimentazioni con strumenti di intelligenza artificiale diventano vere e proprie opere autonome, tra estetiche rétro, suggestioni sci-fi e scenari surreali.
Il Baluardo
Parallelamente prosegue anche la programmazione al Baluardo, storico e affascinante edificio della Cittadella fortificata di Modena, che ospita la programmazione più propriamente jazz del festival, con alcuni tra i protagonisti più interessanti della scena internazionale contemporanea: questa sera, 15 luglio, ci sarà Andrea Sabatino, trombettista capace di coniugare tradizione jazz e sensibilità contemporanea. Mentre al Giardino Ducale Estense, con i suoi viali alberati e la scenografica Palazzina Vigarani, luogo degli Open Stages – concerti gratuiti degli artisti che spingono maggiormente l’acceleratore sul piano dell’innovazione, della ricerca, della contaminazione – ci saranno gli Sleap-e con il loro cortocircuito sonoro tra bossa nova, anti-folk ed egg punk.
Il programma di giovedì 16 luglio
Jazz Open Modena prosegue domani 16 luglio, con un altro doppio concerto targato UK e altre due uniche date italiane: apre alle 20 Joss Stone, tra le più iconiche soul singer del nuovo millennio, erede contemporanea della grande tradizione soul e rhythm & blues, prosegue alle 22.15 il cantante, autore e polistrumentista Jamie Cullum.
Una voce inconfondibile e una straordinaria versatilità, capace di fondere soul, R&B e funk: sono queste le qualità che hanno consacrato Joss Stone tra le interpreti più amate della scena internazionale, con oltre 15 milioni di album venduti nel mondo, un Grammy Award e due Brit Awards. Dopo l’esordio nel 2003, a soli 16 anni, conquista le classifiche internazionali con il suo album di debutto The Soul Sessions, certificato disco di platino, imponendosi fin da subito come una delle voci britanniche più rappresentative della sua generazione. Pur ispirandosi a leggende della musica come Aretha Franklin, ha costruito un’identità artistica unica, fatta di una presenza scenica magnetica e di travolgenti performance dal vivo, autentici rituali collettivi e intergenerazionali in cui groove e intensità emotiva si fondono in un’esperienza coinvolgente. Dopo anni di tournée e registrazioni nei principali palcoscenici internazionali, continua a portare la sua musica in tutto il mondo, rinnovando costantemente il proprio percorso artistico. Anche le produzioni più recenti conservano il calore e la profondità che ne hanno fatto una delle grandi interpreti del soul contemporaneo, capace di unire pubblici di ogni età attraverso il linguaggio universale della musica.
Capace di abbattere i confini tra jazz, pop e rock, Jamie Cullum è uno degli artisti più originali e carismatici della scena musicale contemporanea. Pianista virtuoso, cantante e compositore, ha rivoluzionato il linguaggio del jazz rendendolo accessibile a un pubblico trasversale senza mai rinunciare alla libertà dell’improvvisazione. Il suo stile fonde swing, blues, soul, elettronica e songwriting pop, dando vita a un’identità musicale unica. Sul palco sprigiona un’energia contagiosa che lo ha reso celebre in tutto il mondo: tra improvvisazioni, reinterpretazioni sorprendenti, pianoforte suonato con impeto e un rapporto diretto con il pubblico, ogni suo concerto è un’esperienza diversa, intensa e imprevedibile.
Portato alla ribalta grazie a Twentysomething – uno degli album jazz più venduti di sempre nel Regno Unito con oltre 1,2 milioni di copie – si è esibito sui leggendari palchi di oltre quaranta Paesi, partecipando a festival come Glastonbury, Coachella e Fuji Rock in Giappone, fino alla Casa Bianca e a Buckingham Palace, su invito rispettivamente del Presidente Barack Obama e della Regina Elisabetta II.
Dopo un tour di 14 date nel Regno Unito completamente sold out nel 2024, a dicembre 2026 tornerà nella prestigiosa Royal Albert Hall di Londra con The Pianoman at Christmas, spettacolo in cui riproporrà in chiave orchestrale e festosa i suoi brani natalizi più celebri.
Accanto alla carriera discografica, che conta nove album in studio, Jamie Cullum è anche un autorevole divulgatore musicale. Da oltre quattordici anni conduce il pluripremiato programma settimanale su BBC Radio 2, attraverso il quale ha intervistato alcuni dei più grandi protagonisti della musica internazionale, da Paul McCartney a Billy Joel, da Paul Simon a Norah Jones fino a Lars Ulrich.
Il Baluardo ospiterà i Mammal Hands, il trio inglese che ha ridefinito i confini del jazz intrecciandolo con minimalismo ed elettronica; mentre per gli Open Stages al Giardino Ducale Estense le architetture elettroacustiche della sassofonista Laura Agnusdei
Il programma di venerdì 17 luglio
Il 17 luglio a Jazz Open Modena salirà sul palco di Piazza Roma alle 22.15 Luca Carboni mentre in apertura alle 20.30 i Tankus. Aaron Parks sarà con il suo jazz contemporaneo sul palco del Baluardo mentre Godblesscomputer porterà le sue esplorazioni tra house, hip hop e black music al Giardino Ducale Estense.
Il programma di sabato 18 luglio
Gran finale sabato 18 luglio con Jean-Michel Jarre, per l’unica data italiana del suo tour europeo; Hervé Samb & Band, il chitarrista senegalese pioniere del jazz sabar, originale punto d’incontro tra la libertà dell’improvvisazione jazz e le tradizioni musicali dell’Africa occidentale al Baluardo e i C’Mon Tigre, collettivo di culto capace di fondere elettronica, jazz, afrobeat e ricerca visiva in un linguaggio unico e riconoscibile sul palco degli Open Stages.
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Paolo Pergolizzi
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