Borse europee in rosso, ma corrono microchip e Stellantis: Milano -0,5%


Borse europee in calo a metà seduta: giù banche, brillano Asml e Stellantis. Petrolio e gas in rialzo, spread Btp-Bund vicino a 79 punti.


15 Luglio 2026 alle 14:21






Metà seduta in chiaroscuro per le Borse europee, che viaggiano in territorio negativo nonostante l’indicazione moderatamente positiva che arriva dai future su Wall Street.

Listini europei in calo, solo Amsterdam si distingue

Sul fronte azionario del Vecchio Continente prevalgono le vendite. Madrid e Francoforte lasciano sul terreno circa lo 0,7%, mentre Piazza Affari registra un calo di circa lo 0,5%.

Andamento più cauto per Londra e Parigi, entrambe in flessione intorno allo 0,2%. L’unica vera eccezione è Amsterdam, che sale di circa lo 0,84%, sostenuta dal forte rialzo di Asml Holding (oltre +3,3%) dopo la diffusione dei conti semestrali e delle stime sull’intero esercizio.

Asml Holding è uno dei principali produttori mondiali di macchinari per la produzione di microchip: il settore dei semiconduttori è considerato strategico perché fornisce componenti essenziali per tecnologia, automotive e industria avanzata. Buoni risultati o indicazioni positive da parte di un gruppo come Asml tendono quindi a sostenere l’intero comparto tecnologico europeo.

Materie prime energetiche in rialzo: petrolio e soprattutto gas

Prosegue il movimento al rialzo delle materie prime energetiche. Il prezzo del petrolio WTI (West Texas Intermediate, il greggio di riferimento per il mercato Usa) avanza di circa lo 0,61% e si porta intorno a 79,83 dollari al barile.


Ancora più accentuato l’aumento del gas naturale, che sale di circa il 3% a 54,55 euro al MWh. Il MWh, megawattora, è l’unità di misura utilizzata per esprimere il prezzo all’ingrosso dell’energia. Il rialzo del gas è collegato alle tensioni tra Stati Uniti e Iran nello stretto di Hormuz, snodo cruciale per i traffici energetici globali: qualsiasi rischio percepito per i flussi di approvvigionamento tende a tradursi in maggior volatilità e rialzi dei prezzi.

Più contenuto il movimento dell’oro, tradizionale bene rifugio nei momenti di incertezza: il metallo giallo avanza di circa lo 0,26%, intorno a 4.038,8 dollari l’oncia.

Cambi e spread: euro stabile, Btp-Bund poco sopra 79 punti

Sul mercato valutario il dollaro appare sostanzialmente stabile: il cambio si mantiene intorno a 1,14 sull’euro e a 1,34 sulla sterlina. Il mercato dei cambi riflette le attese degli investitori sulle prossime mosse delle banche centrali e sulla forza relativa delle diverse economie.

Per quanto riguarda i titoli di Stato dell’Eurozona, lo spread tra Btp e Bund decennali tedeschi sfiora i 79 punti base. Lo spread misura il differenziale di rendimento tra il Btp italiano e il Bund tedesco a 10 anni e rappresenta un indicatore del rischio percepito sul debito pubblico italiano rispetto a quello tedesco.

Il rendimento annuo del Btp decennale è in rialzo di circa 4,3 punti base al 3,92%. In aumento anche il rendimento del Bund tedesco di circa 2,2 punti al 3,13% e quello del decennale francese di circa 3,3 punti al 3,2%. Il rendimento obbligazionario rappresenta il tasso di interesse richiesto dal mercato per detenere un certo titolo di Stato: quando sale, significa che il prezzo del bond scende.


Banche in affanno tra Germania e Spagna, Piazza Affari mista

Il comparto bancario europeo mostra debolezza. A soffrire sono in particolare alcune grandi banche tedesche e spagnole: Commerzbank cede circa il 2,1%, mentre tra gli istituti iberici arretrano Bbva (circa -1,15%) e Santander (circa -1,3%).

Andamento più variegato per i titoli del credito a Milano e nell’Eurozona. In Italia risultano in lieve calo Unicredit (circa -0,44%) e Banco Bpm (circa -0,32%). In flessione anche la francese Bnp Paribas (circa -0,15%). Piccoli rialzi invece per Intesa Sanpaolo (intorno a +0,1%), Mps (circa +0,57%) e Mediobanca (circa +0,9%).

Le banche sono tra i titoli più sensibili alle variazioni dei tassi d’interesse e alle prospettive economiche: aspettative su crescita, inflazione e politica monetaria della Banca centrale europea incidono direttamente sulla loro redditività attesa e quindi sulle quotazioni.

Il lusso brilla dopo i conti Richemont

Segnali positivi dal comparto del lusso, sostenuto dai risultati trimestrali di Richemont, gruppo svizzero attivo in gioielleria, orologi e beni di alta gamma. Il titolo avanza di circa il 4,53% e trascina il settore in Europa.

In scia recuperano terreno anche Kering (circa +2,4%) e Burberry (circa +2,53%). A Piazza Affari, invece, l’andamento è più cauto: Ferragamo riduce i guadagni a circa +0,3%, Brunello Cucinelli si muove sulla parità con un marginale +0,02%, mentre Moncler inverte la rotta e passa in territorio negativo con un calo di circa lo 0,6%.


Il lusso è un settore ciclico ma spesso più resiliente, perché si rivolge a consumatori ad alta capacità di spesa; tuttavia, i conti dei singoli gruppi e l’andamento di mercati chiave come Cina, Stati Uniti ed Europa restano determinanti per le valutazioni in Borsa.

Stellantis accelera, bene anche Renault, Ferrari in calo

Tra i titoli industriali spicca Stellantis, il gruppo automobilistico nato dalla fusione tra FCA e PSA, che corre in Borsa con un rialzo di circa il 2%. Il movimento è legato ai dati sulle consegne del secondo trimestre e a quanto emerso dal tavolo con il ministero delle Imprese.

Positiva anche Renault, in rialzo di circa l’1,5%, mentre risulta più debole Ferrari, che segna un calo di circa lo 0,37%. Il settore auto è fortemente influenzato sia dall’andamento dei consumi che dalle politiche industriali e dagli incentivi, oltre che dalla transizione verso l’elettrico.

Petroliferi contrastati tra progetti Gnl e prese di profitto

Quadro contrastato per i petroliferi europei. Shell guadagna circa lo 0,84%, sostenuta anche dalla notizia di nuovi investimenti nel Gnl alle Bahamas (Gnl, gas naturale liquefatto, è gas raffreddato e trasportato via nave, chiave per la diversificazione delle forniture energetiche).

Si muovono invece in lieve calo Bp (circa -0,3%), TotalEnergies (circa -0,5%) ed Eni (circa -0,75%). Il comparto oil & gas resta legato all’andamento delle quotazioni internazionali di petrolio e gas e alle aspettative sugli utili futuri, spesso molto sensibili alla volatilità geopolitica.


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