Roccella, presentato il libro di Danila Porta “Le mie vie senza tempo”



Nell’ambito dei festeggiamenti per i 50 anni di Radio Roccella, storica emittente libera del territorio, si è svolta ieri sera una serata intensa, raffinata e profondamente emozionante, capace di intrecciare musica, poesia, memoria e riflessione.

Nella prestigiosa cornice di Largo Colonne – Rita Levi Montalcini, si è tenuta la presentazione del libro “Le mie vie senza tempo. Una voce libera per un’epoca che cambia” della scrittrice e ingegnere Danila Porta, attraverso un originale format radiofonico dal vivo nel quale musica, parole e poesia si sono fuse in un’unica narrazione.

Per Danila Porta si è trattato di un ritorno particolarmente significativo a Roccella Ionica, a distanza di circa otto anni. La città conserva infatti un forte legame con l’autrice, che fu l’ingegnere responsabile del recupero di Palazzo Carafa – il Castello di Roccella Ionica, intervento realizzato attraverso l’impresa del padre, Antonio Porta. Negli stessi anni Danila Porta fu anche ideatrice e conduttrice della trasmissione culturale “Futura” su Radio Roccella, la stessa emittente che oggi, presieduta da Massimo Logozzo, ha voluto riportarla nella “casa” radiofonica dove nacque una parte importante del suo percorso umano e culturale.

Ad accompagnare il racconto dell’autrice è stata Manuela Cricelli, psicologa, artista e cantante, protagonista di un dialogo brillante, sensibile e ricco di spunti. La sua conduzione ha saputo alternare leggerezza e profondità, lasciando che la musica diventasse parte integrante della narrazione, trasformandosi in uno spazio di riflessione e di sedimentazione delle emozioni, a sostegno di parole profonde e autentiche.


La serata si è aperta con la proiezione dello storico video dedicato al recupero dell’antica Chiesa Matrice annessa al Castello, fortemente voluto da Sisinio Zito e realizzato in occasione dell’inaugurazione dell’opera. Un documento che ha riportato il pubblico agli anni in cui Danila Porta dirigeva il complesso cantiere di restauro.
Proprio il tema del cantiere ha rappresentato uno dei momenti più intensi dell’incontro. L’autrice ha raccontato la propria esperienza di donna alla guida di un cantiere edile, un ruolo ancora oggi inconsueto, illustrando il modello innovativo di gestione partecipativa introdotto nella conduzione della squadra di lavoro composta da undici operai, molti dei quali presenti in sala e visibilmente emozionati nel rivivere quell’esperienza condivisa.

Il libro diventa così il racconto di un viaggio che attraversa lavoro, cultura, impegno civile e diritti umani. Un percorso in cui l’autrice ripercorre il proprio impegno nella difesa della dignità delle donne e dei diritti fondamentali, intrecciando esperienze professionali e incontri che hanno segnato la sua crescita personale.
Particolarmente toccante è stato il momento dedicato ai versi della poetessa franco-siriana Maram al-Masri, conosciuta da Danila Porta proprio negli anni di Radio Roccella e da lei intervistata durante la trasmissione “Futura”. Le sue poesie, intense e di straordinaria forza espressiva, hanno dato voce alla condizione della donna sotto le stringenti leggi della Siria, restituendo attraverso la poesia una testimonianza potente di dolore, oppressione e resistenza, capace di toccare profondamente il pubblico presente.

Attraverso le pagine del libro hanno preso vita anche i numerosi protagonisti del mondo dell’arte, della letteratura e del cinema incontrati da Danila Porta nel corso del suo cammino, insieme ai legami autentici nati dal suo impegno sociale e culturale. Tra questi, il sodalizio con l’amica e poetessa Zappia, con la quale ha realizzato una videopoesia dedicata al futuro dei bambini e al tema dell’emigrazione, selezionata tra i primi tre finalisti del Premio Mondiale Nosside e proiettata nella Sala dei Musei di Reggio Calabria.

Uno dei momenti più significativi della serata è stato il dialogo sul tema della libertà nell’epoca contemporanea. Alla domanda posta da Manuela Cricelli: «In quest’epoca di algoritmi e pensieri omologati, quanto costa avere un’opinione fuori dal coro?» Danila Porta ha risposto con parole che hanno raccolto un lungo applauso del pubblico: «Per me significa avere il coraggio di scegliere ogni giorno la libertà e la verità. In un’epoca che cambia, la libertà più grande è quella di non lasciarsi cambiare l’anima. Il mio libro è un invito a riscoprire il proprio codice interno, che non è fatto di bit, ma di carne, sogni e memoria».

A fare da filo conduttore dell’incontro è stata la canzone “Futura” di Lucio Dalla, storica sigla della trasmissione radiofonica dell’autrice, affiancata da altri brani musicali che hanno scandito i diversi momenti della serata. Scritta in un periodo di profonde tensioni internazionali, Futura racconta il sogno di due giovani divisi dal Muro di Berlino che immaginano una figlia chiamata proprio Futura. Una scelta simbolica con cui Danila Porta ha voluto rilanciare un messaggio di speranza capace di andare oltre i muri, i confini e le divisioni del nostro tempo.


“Le mie vie senza tempo” guarda infatti al futuro indicando possibili percorsi per un’umanità spesso disorientata, nella convinzione che parole come umanesimo e rinascimento possano ancora rappresentare un orizzonte possibile.
Nel suo intervento conclusivo, Danila Porta ha rivolto ai lettori un invito semplice ma profondo: «Coltivate il vostro giardino interiore, fatto di bellezza e consapevolezza. Tornate a casa. Non quella fatta di mura, ma quella dell’anima, dove la luce è più importante della fiamma».

All’organizzazione dell’evento ha preso parte anche Anna Mazzaferro, collaboratrice dell’autrice nella realizzazione della trasmissione culturale “Futura”. La serata si è conclusa con l’intensa interpretazione, da parte della stessa Danila Porta, dei versi del poeta Giovanni Cacia, autore della prefazione del volume. Un testo che rappresenta un augurio rivolto alle donne: quello di riuscire sempre a ritrovare sé stesse quando la vita delude e mette alla prova, perché, nonostante tutto, «anche questo sarà amore».

Lungo e commosso l’applauso finale di un pubblico numeroso e partecipe, che ha condiviso ogni momento di un evento capace di trasformare la presentazione di un libro in un’esperienza culturale e umana, dove la radio dal vivo, la musica, la poesia e il dialogo hanno costruito un ponte tra memoria, libertà e futuro.


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