Audiovisivo, IA e nuove regole: quale regolazione per i nuovi mercati digitali? Confronto tra istituzioni, autorità e imprese promosso da Techno Polis e Centro LEITAI


Audiovisivo, IA e nuove regole: quale regolazione per i nuovi mercati digitali?

Confronto tra istituzioni, autorità e imprese promosso da

Techno Polis e Centro LEITAI

 


L’evoluzione dell’intelligenza artificiale e la trasformazione dell’ecosistema dei media stanno ridefinendo gli equilibri del settore audiovisivo, ponendo nuove sfide ai legislatori europei e nazionali. In questo contesto si è svolto, il 3 luglio presso Palazzo Balestra, sede dell’Università Pegaso in Piazza dei Santi Apostoli 49 a Roma, il convegno Nuove regole per nuovi mercati? Scenari di regolamentazione in Europa e in Italia dell’audiovisivo e dei contenuti nell’era dell’IA, promosso da Techno Polis e dal Centro LEITAI.

L’iniziativa ha rappresentato un momento di confronto sugli scenari futuri della regolazione dell’audiovisivo e dei contenuti digitali, in una fase caratterizzata dalla rapida diffusione dell’intelligenza artificiale e dalla progressiva integrazione tra ecosistemi media tradizionali, piattaforme digitali e nuovi modelli di produzione e distribuzione dei contenuti.

Ad aprire i lavori sono stati Andrea Stazi, Direttore del Centro LEITAI e CEO e Co-founder di Techno Polis, e Stefano da Empoli, Co-founder di Techno Polis, i quali hanno presentato il Policy Brief dedicato alle prospettive della regolazione dell’audiovisivo nell’era dell’intelligenza artificiale. Il documento ha costituito la base di discussione per analizzare le trasformazioni in corso e i possibili sviluppi del quadro normativo europeo e italiano.

Il programma ha quindi ospitato il keynote “Un bilancio dello stato di attuazione dell’AMSD e possibili scenari futuri”, affidato a Giuseppe Abbamonte, Direttore per le Politiche Media della DG CONNECT della Commissione europea. Il contributo ha introdotto il confronto sulle prospettive della disciplina europea dei servizi di media audiovisivi, alla luce dei cambiamenti tecnologici e di mercato che stanno interessando il settore.


Da sinistra: il Dott. Stefano Da Empoli, il Prof. Andrea Stazi ed il Dott. Giuseppe Abbamonte

 

Il dibattito è proseguito con un dialogo con le aziende, al quale hanno partecipato Diego Ciulli, Head of Government Affairs and Public Policy di Google Italy, Rosario Donato, Direttore Generale di Confindustria Radio TV, e Livia Ferraro, Head of IT Digital Public Policy di Amazon. Il confronto ha approfondito le trasformazioni dell’industria audiovisiva e digitale, il ruolo delle piattaforme, le opportunità offerte dall’intelligenza artificiale e le nuove esigenze di equilibrio tra innovazione, competitività e tutela dei diritti.

Da sinistra: il Dott. Stefano Da Empoli, il Dott. Rosario Donato, la Dott.ssa Livia Ferraro ed il Dott. Diego Ciulli


 

Un ulteriore momento di confronto è stato dedicato al dialogo con le istituzioni, con la partecipazione di Benedetta Liberatore, Vice Segretario Generale e Direttrice della Direzione Servizi Digitali e Tutela dei Diritti Fondamentali di AGCOM, e Giacomo Vigna, Dirigente della Divisione Agroindustria, Industrie Culturali e Creative e Industria del Turismo del Ministero delle Imprese e del Made in Italy.

Da sinistra: il Dott. Giacomo Vigna e la Dott.ssa Benedetta Liberatore


Tra i temi al centro della discussione è emersa la necessità di valutare l’adeguatezza dell’attuale quadro regolatorio rispetto alla velocità dell’innovazione tecnologica. La revisione della direttiva sui servizi di media audiovisivi (AMSD) si inserisce infatti in un ecosistema normativo più ampio, nel quale interagiscono anche strumenti come l’AI Act, il Digital Services Act e l’European Media Freedom Act.

Il confronto ha evidenziato la complessità di costruire un sistema capace di accompagnare lo sviluppo dell’intelligenza artificiale mantenendo al contempo obiettivi fondamentali quali pluralismo, tutela dei diritti, sostenibilità economica della produzione audiovisiva europea e condizioni concorrenziali equilibrate tra operatori diversi.

Particolare attenzione è stata dedicata agli effetti dell’IA generativa sulla filiera dei contenuti, dalle nuove possibilità di produzione e valorizzazione dei prodotti audiovisivi fino alle questioni ancora aperte in materia di trasparenza, diritto d’autore, utilizzo dei dati e riconoscimento del valore della creatività.

Tra i nodi emersi con maggiore evidenza figura la progressiva ridefinizione dei rapporti tra broadcaster tradizionali, piattaforme di streaming, piattaforme di condivisione dei contenuti e produttori di dispositivi connessi. La convergenza dei mercati rende infatti sempre meno nette le distinzioni tra operatori che oggi competono per la stessa attenzione del pubblico, pur continuando a essere soggetti a regimi regolatori differenti.

In questo scenario assumono un rilievo crescente temi quali la prominence dei servizi di interesse generale e dei contenuti europei sulle smart TV e sulle altre interfacce digitali, il ruolo dei sistemi di raccomandazione algoritmica nella scoperta dei contenuti e la capacità delle nuove modalità di distribuzione di incidere concretamente sul pluralismo informativo e sulla competitività dell’industria audiovisiva europea. La sfida non riguarda soltanto la disponibilità dei contenuti, ma anche la loro effettiva visibilità e accessibilità all’interno degli ecosistemi digitali.


Parallelamente, l’intelligenza artificiale si conferma uno strumento destinato a incidere sull’intera filiera audiovisiva: dalla scrittura e produzione dei contenuti al doppiaggio, dalla post-produzione alla traduzione, fino ai sistemi di personalizzazione, raccomandazione e distribuzione delle opere. Se da un lato queste tecnologie offrono opportunità significative in termini di efficienza, accessibilità e valorizzazione delle produzioni europee, dall’altro evidenziano il rilievo di regole condivise sulla trasparenza dei contenuti generati o modificati dall’IA, sull’utilizzo dei dati per l’addestramento dei modelli, sulla tutela del diritto d’autore e sul riconoscimento del valore economico della creatività.

Dal confronto è emersa la fondamentale esigenza di un quadro normativo europeo più organico e maggiormente coordinato. La revisione della direttiva sui servizi di media audiovisivi si inserisce infatti accanto a strumenti quali AI Act, Digital Services Act, Digital Markets Act ed European Media Freedom Act, rendendo sempre più evidente la necessità di ridurre sovrapposizioni e frammentazioni regolatorie che rischiano di aumentare gli oneri per imprese e autorità senza migliorare l’efficacia complessiva del sistema. In questa prospettiva, il principio della neutralità tecnologica si conferma uno degli elementi chiave per accompagnare l’evoluzione dei modelli di business senza privilegiare specifiche tecnologie o categorie di operatori.

L’incontro ha confermato come il futuro dell’audiovisivo europeo dipenderà dalla capacità di costruire regole sufficientemente flessibili da adattarsi a un mercato in continua evoluzione, garantendo al tempo stesso innovazione, concorrenza leale, pluralismo e tutela dei diritti. Il dialogo tra istituzioni, autorità indipendenti, imprese e mondo della ricerca si conferma quindi uno strumento essenziale non solo per governare l’impatto dell’intelligenza artificiale, ma anche per definire un modello europeo capace di coniugare sviluppo tecnologico, sostenibilità dell’industria culturale e interesse pubblico.

 


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 Redazione DIMT

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