Acquisiti 42.197 ETH mentre Bitmine costituisce una riserva di criptovalute da 11,1 miliardi di dollari e Strategy vende


Punti chiave

Strategy rompe con la sua strategia di accumulo di Bitcoin

All’inizio della giornata, Strategy ha annunciato di aver venduto 3.588 BTC per circa 216 milioni di dollari, segnando la sua più grande vendita di bitcoin da quando ha ripreso le cessioni limitate negli ultimi anni. Secondo il cofondatore Michael Saylor, i proventi hanno finanziato i dividendi trimestrali legati alle azioni privilegiate STRF, STRE, STRK e STRD della società, insieme al dividendo mensile di giugno per STRC.

A seguito della transazione, la riserva di bitcoin di Strategy è scesa a 843.775 BTC, mentre la società ha dichiarato riserve di liquidità pari a circa 2,55 miliardi di dollari. La vendita ha rappresentato un notevole allontanamento dall’approccio incentrato sull’accumulo che ha caratterizzato l’identità aziendale di Strategy per anni.

Sebbene Strategy rimanga il più grande detentore aziendale di bitcoin al mondo, l’operazione ha dimostrato che gli obblighi relativi alle azioni privilegiate svolgono ora un ruolo significativo nelle decisioni di gestione del capitale della società. Numerosi sostenitori e detrattori delle criptovalute hanno commentato la notizia. Peter Schiff, critico di bitcoin e di Strategy, ha scritto su X:

«MSTR ha ora un modello di business completamente diverso. Invece di vendere azioni ordinarie e privilegiate ed emettere debito per acquistare bitcoin, la nuova strategia consiste nel vendere bitcoin per pagare interessi e dividendi, estinguere il debito, riacquistare le azioni vendute e sperare che il prezzo del bitcoin salga alle stelle.»

Bitmine accelera l’accumulo di Ethereum

Mentre Strategy ha ridotto le proprie partecipazioni in bitcoin, Bitmine ha reso noto di aver continuato ad ampliare la propria riserva di ethereum, riportando un valore complessivo di criptovalute, liquidità, titoli negoziabili e altri investimenti pari a circa 11,1 miliardi di dollari.


La società ha dichiarato di detenere attualmente 5.742.237 ETH, che rappresentano circa il 4,8% dell’offerta circolante stimata di Ethereum, pari a 120,7 milioni di ether. Bitmine ha inoltre dichiarato di detenere 206 BTC, circa 527 milioni di dollari in contanti e titoli negoziabili, oltre a partecipazioni azionarie che includono quote in Beast Industries ed Eightco.

Il presidente Tom Lee ha dichiarato che Bitmine ha acquisito altri 42.197 ETH nel corso dell’ultima settimana, mantenendo quello che ha descritto come un ritmo costante di accumulo per tutto il 2026. «Continuiamo a mantenere un ritmo costante di accumulo per tutto il 2026», ha osservato Lee. Il dirigente di Bitmine ha aggiunto:

“Riteniamo di trovarci nelle prime fasi della ‘primavera delle criptovalute’. Si prevede che Bitmine raggiunga l’‘alchimia del 5%’ nel corso del 2026.”

La strategia di staking va oltre la crescita della riserva

La strategia di Bitmine va oltre la semplice detenzione di ether.

L’azienda ha riferito che 4.879.157 ETH, per un valore di circa 8,8 miliardi di dollari (considerando un prezzo dell’ETH pari a 1.800 dollari), sono già in staking tramite la sua rete Made in America Validator Network (MAVAN) e altri partner di staking. Lee ha spiegato che tale cifra rappresenta circa l’85% delle partecipazioni totali di Bitmine in Ethereum. Secondo l’azienda, i ricavi annualizzati da staking ai tassi attuali potrebbero raggiungere circa 277 milioni di dollari quando la sua riserva di ether sarà completamente distribuita tramite MAVAN e i validatori affiliati. Bitmine prevede attualmente ricavi annualizzati da staking pari a circa 235 milioni di dollari sulla base dell’attuale implementazione. La società ha inoltre sottolineato la sua recente inclusione nell’indice Russell 1000 e ha affermato che le sue azioni privilegiate di serie A, negoziate con il ticker BMNP, pagano dividendi settimanali.

Due strategie di gestione della riserva di Ether sotto i riflettori

Gli annunci illustrano due approcci istituzionali nettamente distinti alla gestione della tesoreria degli asset digitali.


Strategy ha utilizzato parte della propria riserva di bitcoin per soddisfare gli obblighi derivanti dalle offerte di azioni privilegiate, pur continuando a mantenere una delle più grandi posizioni aziendali in bitcoin al mondo. La società di gestione della tesoreria in bitcoin è ancora anni luce avanti rispetto a qualsiasi società privata o pubblica, nonché ai fondi negoziati in borsa (ETF), in termini di BTC detenuti.

Bitmine, nel frattempo, ha continuato a destinare capitali all’accumulo di Ethereum, espandendo al contempo le proprie operazioni di staking e posizionando i proventi da staking come una componente sempre più importante del proprio modello di tesoreria.

Lee ha inoltre sottolineato il miglioramento delle prospettive relative alla proposta di legge Clarity Act, sostenendo che una maggiore certezza normativa potrebbe favorire una più ampia adozione delle piattaforme di smart contract. Ha citato il ruolo di Ethereum nell’infrastruttura dei pagamenti e nelle reti di secondo livello come esempi di utilizzo pratico della blockchain che potrebbero trarre vantaggio da una maggiore chiarezza normativa.

Cosa significa questo per gli investitori in criptovalute

Le rivelazioni di lunedì potrebbero attirare l’attenzione perché riflettono come le strategie di tesoreria istituzionali stiano iniziando a divergere man mano che le società maturano.

Strategy ha dimostrato che il mantenimento dei dividendi sulle azioni privilegiate può richiedere vendite selettive di bitcoin, anche per uno dei detentori a lungo termine più convinti del mercato. Bitmine, al contrario, continua a misurare i progressi attraverso l’accumulo di ethereum e l’espansione dello staking, con il management che punta a detenere circa il 5% dell’offerta totale di ethereum.


Anziché segnalare un ampio allontanamento istituzionale dal bitcoin, gli annunci evidenziano che le società di gestione patrimoniale nel settore delle criptovalute quotate in borsa perseguono sempre più spesso obiettivi, strutture di finanziamento e modelli di reddito diversi, man mano che i mercati degli asset digitali continuano a evolversi.


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 Alan Inman

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