Industria del vetro in Italia: nel 2025 produzione oltre 5,5 milioni di tonnellate, fatturato a 9 miliardi ed export bottiglie +23,8%. Le sfide per il 2026.
L’industria italiana del vetro archivia il 2025 con numeri in crescita e conferma il proprio ruolo di asset strategico per l’economia nazionale. Nonostante il contesto segnato da crisi geopolitiche e dall’incognita dazi, il settore ha infatti registrato una produzione totale superiore a 5,5 milioni di tonnellate e un fatturato complessivo di circa 9 miliardi di euro.
I dati – presentati in occasione dell’Assemblea generale di Assovetro, l’Associazione italiana degli Industriali del Vetro – mostrano anche una bilancia commerciale in attivo per tutti i comparti e un ulteriore miglioramento delle performance ambientali. Nel corso dell’assemblea è stato inoltre nominato il nuovo presidente dell’associazione, Vitaliano Torno.
Produzione, fatturato e bilancia commerciale: il quadro del 2025
Secondo il rapporto illustrato da Assovetro, nel 2025 la produzione complessiva del vetro in Italia ha superato 5,5 milioni di tonnellate. Si tratta dell’insieme dei principali segmenti del settore, che vanno dal contenitore in vetro (bottiglie, vasetti e imballaggi per alimenti e bevande) al vetro cavo per uso industriale e farmaceutico, fino al vetro piano impiegato, ad esempio, nell’edilizia e nell’automotive.
Il fatturato complessivo del comparto ha raggiunto circa 9 miliardi di euro, a conferma del peso industriale della filiera del vetro nel sistema manifatturiero italiano.
Particolarmente significativo il dato sulla bilancia commerciale, ovvero la differenza tra valore delle esportazioni e delle importazioni: per tutti i settori del vetro il saldo è risultato positivo, grazie a un aumento dell’export e a una diminuzione dell’import.
Spicca in particolare il boom delle esportazioni di bottiglie in vetro, che hanno registrato un incremento del 23,8%. Questo segmento è strettamente legato a filiere chiave del Made in Italy, come vino, spirits, bevande e prodotti alimentari confezionati.
Riciclo in crescita: l’82,1% del vetro torna a nuova vita
Accanto ai dati industriali ed economici, Assovetro segnala anche un’evoluzione positiva sul fronte ambientale. Il tasso di riciclo del vetro – cioè la quota di rifiuti in vetro effettivamente recuperata e reimmessa nel ciclo produttivo – continua a crescere e ha raggiunto l’82,1%.
Il vetro è un materiale riciclabile all’infinito senza perdere le sue caratteristiche chimico-fisiche. Un tasso di riciclo elevato consente di ridurre il consumo di materie prime vergini (come sabbia e soda) e di contenere i consumi energetici necessari alla fusione, con effetti positivi su costi di produzione e impatto ambientale.
Vetro piano in difficoltà per la crisi dell’automotive
Nel quadro complessivamente positivo emerge però un’area di criticità: il vetro piano. Questo tipo di vetro è utilizzato, tra l’altro, per finestre, facciate, parabrezza e cristalli per auto. Proprio il legame con l’industria automobilistica sta pesando sui volumi produttivi.
Assovetro segnala infatti che, a causa della crisi dell’automotive, la produzione di vetro piano ha registrato nel 2025 un calo di oltre il 3%. La domanda in questo segmento risente direttamente delle difficoltà di uno dei principali settori manifatturieri europei, impegnato in una complessa transizione tecnologica ed energetica.
Le parole di Ravasi: risultati positivi ma sfide complesse
Nel suo intervento all’assemblea, il presidente uscente di Assovetro, Marco Ravasi, ha sintetizzato così l’andamento del settore: “Il 2025 ha visto risultati positivi per l’industria nazionale“.
Ravasi ha però richiamato con forza anche il quadro di incertezza che caratterizza l’attuale fase congiunturale: “Ma ci troviamo di fronte a sfide industriali, ambientali e strategiche del settore complesse, e in questa prima metà del 2026 emergono segnali non rassicuranti: il conflitto nel Golfo Persico ha causato il rialzo dei prezzi di petrolio e gas e i prezzi energetici, materia prima della nostra industria, sono tornati a salire a livelli tra i più alti degli ultimi anni, mettendo a rischio competitività e transizione energetica.”
Per l’industria del vetro, l’energia è infatti un fattore di costo cruciale: la fusione del vetro richiede temperature molto elevate e quindi un uso intensivo di gas ed elettricità. L’aumento dei prezzi energetici riduce i margini e può indebolire la competitività internazionale delle imprese italiane rispetto ai concorrenti di altri paesi con costi più bassi.
Vitaliano Torno alla guida di Assovetro
L’Assemblea generale ha segnato anche l’avvicendamento alla guida dell’associazione: Vitaliano Torno è stato eletto nuovo presidente di Assovetro.
Nelle sue prime dichiarazioni, Torno ha ribadito la tenuta del settore rispetto al contesto europeo: “Il settore della produzione del vetro in Italia ha dimostrato una solidità maggiore che in altri paesi europei, sorretta da una maggiore competitività“.
Allo stesso tempo, il nuovo presidente non ha minimizzato le difficoltà che attendono la filiera: Torno ha sottolineato che “le sfide che ci attendono sono significative ed impegnative, soprattutto perché la manifattura italiana dovrà scontare condizioni di contesto non competitive rispetto ad energia e esposizione ai commerci internazionali che ci devono assolutamente trovare pronti”.
Con “condizioni di contesto non competitive” si fa riferimento, in particolare, a costi energetici elevati e alla forte esposizione ai mercati globali, che rendono il settore del vetro italiano sensibile a shock esterni come crisi geopolitiche, dazi e tensioni nei flussi commerciali internazionali.
Il quadro che emerge è quindi quello di un’industria che entra nel 2026 con fondamentali solidi e una forte vocazione all’export, ma che dovrà gestire una fase complessa sul fronte dei costi energetici e della competitività internazionale.
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