I mercati delle ciliegie stanno seguendo traiettorie differenti in tutto l’emisfero settentrionale, mentre la raccolta procede nei vari Paesi. Le favorevoli condizioni di crescita registrate in molte aree di produzione hanno determinato raccolti più abbondanti e una maggiore disponibilità di prodotto, esercitando una pressione al ribasso sui prezzi in diversi mercati europei. Allo stesso tempo, eventi meteorologici, tra cui ondate di caldo e grandinate, hanno creato difficoltà localizzate per i produttori, mentre in alcune regioni la produzione continua a rimanere inferiore ai livelli attesi.
© Viola van den Hoven-Katsman | FreshPlaza.it
Anche la domanda di esportazione varia a seconda dei mercati di destinazione. Gli acquirenti europei continuano ad assorbire volumi consistenti provenienti da Paesi come la Turchia, mentre la concorrenza tra le diverse origini influenza la formazione dei prezzi in tutto il continente. Al di fuori dell’Europa, la raccolta sta avanzando in Nord America; il Sudafrica continua a espandere la propria industria cerasicola, mentre Australia e Nuova Zelanda hanno registrato andamenti stagionali contrastanti. In Cina, infine, l’indebolimento della domanda ha esercitato un’ulteriore pressione sui prezzi delle ciliegie importate.
Italia: i prezzi scendono grazie all’aumento della produzione
Per le ciliegie, nella settimana 26 del 2026, sui mercati all’ingrosso italiani si sono registrate quotazioni particolarmente convenienti. Rispetto alla scorsa stagione, caratterizzata da una grave mancanza di prodotto che aveva bloccato i prezzi tra 5,00 e 10,00 euro/kg, quest’anno non si registrano criticità legate al maltempo. I listini sono in forte calo e partono da 2,00 euro/kg per il prodotto italiano di pezzatura piccola, fino ad arrivare ai 5,00 euro/kg per i calibri maggiori.
Il comparto delle ciliegie in Puglia ha dovuto affrontare una stagione estremamente complessa. La produzione della varietà precoce Bigarreau ha subito danni significativi, con una perdita stimata del 60% del raccolto totale. Per quanto riguarda la ciliegia Ferrovia, se da un lato le condizioni climatiche hanno favorito una qualità organolettica superiore e rese per ettaro sopra la media, dall’altro la massiccia concorrenza di Grecia e Turchia ha drasticamente limitato le esportazioni a partire dalla seconda metà di giugno. La Bigarreau non ha superato i confini delle Alpi, la Ferrovia è stata anche destinata alla Grande distribuzione organizzata di Germania, Svizzera, Austria, Paesi Bassi e Belgio. “Dagli ultimi giorni di giugno siamo impegnati nella raccolta della varietà più tardiva, la Staccato, che sta confermando risultati molto positivi sia in termini di resa per ettaro sia sotto il profilo commerciale. I prezzi, infatti, sono in ripresa, soprattutto sul mercato italiano”, dichiara un imprenditore pugliese.
E’ iniziata, inoltre, la campagna 2026 delle ciliegie di montagna in Trentino Alto-Adige. La stagione commerciale è caratterizzata quest’anno da volumi in crescita a fronte di un mercato che, negli ultimi anni, ha saputo premiare le specificità organolettiche di questi frutti. C’è molta attesa per il raccolto di ciliegie, che saranno disponibili fino a metà agosto.
Paesi Bassi: il caldo incide su frutti e domanda
La stagione delle ciliegie nei Paesi Bassi è ormai nel pieno. “Le rese sono eccellenti e anche la pezzatura dei frutti è soddisfacente”, afferma un produttore. Tuttavia, l’ondata di caldo della scorsa settimana ha provocato alcuni danni da scottature solari. “Il fenomeno ha interessato soprattutto le ciliegie pronte per la raccolta, anche se l’impatto varia a seconda della varietà. Abbiamo imbiancato tutte le coperture antipioggia, ma contro temperature di un tale livello si può fare ben poco”.
Le elevate temperature hanno avuto ripercussioni anche sulle vendite. “La scorsa settimana quasi nessuno è uscito in bicicletta, quindi la domanda è rimasta piuttosto debole. Abbiamo dovuto contare soprattutto sui consumatori che si spostavano in auto con l’aria condizionata. Questa settimana le previsioni indicano condizioni meteo più favorevoli per andare in bicicletta, quindi mi aspetto una ripresa delle vendite”, aggiunge il produttore.
L’azienda commercializza prevalentemente le ciliegie con prezzi stagionali, ma il produttore osserva che le quotazioni registrate nelle aste sono state deludenti. “La realtà è che non possiamo produrre ciliegie a 4,50 euro al chilogrammo. Solo il costo della manodopera è di 32 euro l’ora, il che significa che la raccolta incide già per circa 3 euro/kg sul costo del prodotto. I produttori hobbisti, che raccolgono con l’aiuto di familiari e amici, possono forse permettersi tali quotazioni, ma noi dobbiamo venderle a un prezzo superiore. In caso contrario, la nostra attività non sarebbe sostenibile”.
Francia: il picco dell’offerta mette sotto pressione i prezzi
Dopo un avvio positivo all’inizio di maggio, il mercato francese delle ciliegie è entrato in una fase più complessa a partire dalla metà di giugno. Il picco produttivo, registrato intorno al 10 giugno, unito all’assenza di significative perturbazioni meteorologiche, ha determinato un forte aumento dei volumi immessi sul mercato. Le elevate temperature hanno accelerato la raccolta, concentrando l’offerta nell’arco di circa due settimane. Poiché la domanda non è stata sufficiente ad assorbire tali quantitativi, l’eccesso di offerta ha esercitato una pressione al ribasso sui prezzi, compromettendo l’equilibrio del mercato.
Da questa settimana, tuttavia, la situazione ha iniziato a migliorare, grazie al calo delle temperature e al progressivo avvio delle campagne promozionali nella distribuzione, che stanno contribuendo a ristabilire un migliore equilibrio tra domanda e offerta. Nonostante le difficoltà commerciali, la qualità complessiva delle ciliegie è rimasta buona.
La produzione francese di ciliegie è ora stimata in 30.800 tonnellate nel 2026, con un calo del 4% rispetto al 2025, dovuto principalmente ai danni causati dalla grandine nel mese di maggio nella regione dell’Alvernia-Rodano-Alpi. Anche la riduzione delle superfici coltivate, insieme alle condizioni meteorologiche sfavorevoli della primavera, caratterizzate da piogge e vento, ha penalizzato le varietà precoci. Nonostante la flessione su base annua, il raccolto dovrebbe comunque attestarsi a un livello superiore dell’8% rispetto alla media delle cinque campagne precedenti.
A livello europeo, la produzione di ciliegie si prospetta nel complesso abbondante, sostenuta dalla ripresa produttiva in Italia e da un buon raccolto in Spagna. La campagna spagnola è iniziata con circa tre settimane di anticipo rispetto al 2025, aumentando la concorrenza sul mercato francese nelle prime fasi della stagione.
Germania: il raccolto supera le stime precedenti
Secondo le prime stime, il raccolto tedesco di ciliegie dovrebbe raggiungere circa 40.300 tonnellate nel 2026, con un incremento del 20,5% rispetto alla media degli ultimi dieci anni e dell’8,2% rispetto all’abbondante raccolto dello scorso anno. Su una superficie coltivata di circa 5.600 ettari, la resa media è prevista a 7,1 tonnellate per ettaro, il 23,9% in più rispetto alla media decennale di 5,8 tonnellate per ettaro.
Il Baden-Württemberg, principale Land produttore di ciliegie in Germania, dovrebbe raccogliere 19.200 tonnellate su una superficie di 2.600 ettari, con un aumento del 9,2% rispetto all’anno precedente. La Bassa Sassonia dovrebbe produrre 5.100 tonnellate su 500 ettari (+2,0%), mentre la Renania-Palatinato è attesa a un raccolto di circa 3.800 tonnellate su 660 ettari, in crescita del 2,4%.
Sul fronte della commercializzazione, stanno gradualmente aumentando le forniture verso la Grande distribuzione in sacchetto con manico. I prezzi sono generalmente inferiori rispetto allo scorso anno e dovrebbero mantenersi su questi livelli per tutta la stagione. “L’anno scorso siamo stati fortunati perché la Turchia era quasi assente dal mercato a causa dei gravi danni provocati dalle gelate, mentre in Germania avevamo a disposizione un raccolto soddisfacente”, spiega un distributore. “Anche quest’anno disponiamo di una buona produzione, ma purtroppo stiamo risentendo dell’aumento della concorrenza sul fronte dei prezzi”.
Svizzera: il raccolto cresce del 6% rispetto allo scorso anno
Le ciliegie svizzere presentano una buona qualità in questa stagione. La Swiss Fruit Association prevede un raccolto di circa 2.400 tonnellate, in aumento del 6% rispetto allo scorso anno. È attualmente in corso il periodo di raccolta principale, della durata di circa tre settimane, con volumi settimanali compresi tra 400 e 600 tonnellate.
Austria: condizioni favorevoli sostengono la produzione
Sul mercato all’ingrosso austriaco, l’approvvigionamento di ciliegie proviene principalmente da Italia, Spagna e Turchia, mentre la produzione nazionale svolge un ruolo complementare. In Stiria, la principale regione austriaca per la coltivazione delle ciliegie, è aumentato il ricorso a sistemi di protezione dal gelo, reti antigrandine e coperture in plastica. Secondo l’Associazione dei frutticoltori professionali, le condizioni meteorologiche di questa stagione sono state favorevoli alla produzione di ciliegie, senza che siccità o gelate incidessero sul raccolto. “L’anno scorso abbiamo avuto un buon raccolto e quest’anno possiamo parlare di una produzione eccellente”.
La raccolta dovrebbe proseguire ancora per circa tre settimane. Le ciliegie sono coltivate su una superficie di 120 ettari, principalmente nella Stiria orientale, dove la produzione è stimata in 240 tonnellate.
Turchia: un buon raccolto mantiene equilibrati i prezzi all’esportazione
La produzione è stata abbondante in tutte le principali aree cerasicole della Turchia in questa stagione e la raccolta si è ormai conclusa. Anche nelle zone di produzione a maturazione media e tardiva il quadro è stato altrettanto positivo, senza particolari criticità per quanto riguarda la qualità e la pezzatura dei frutti.
Come negli anni precedenti, l’Europa si conferma il principale mercato di destinazione delle ciliegie turche, mentre anche la domanda proveniente dalla Russia si è mantenuta sostenuta nel corso della stagione. Più contenuta, invece, la domanda dai mercati asiatici. I prezzi praticati dai Paesi concorrenti sono attualmente molto bassi, rendendo più difficile per le ciliegie turche competere su tali mercati.
Lo scorso anno il mercato era caratterizzato da una situazione di scarsità di prodotto, mentre in questa stagione lo scenario è completamente diverso. L’abbondanza del raccolto ha garantito una buona disponibilità di prodotto, contribuendo a mantenere quotazioni più equilibrate rispetto alla scorsa campagna. Questo ha inoltre rafforzato la competitività delle ciliegie turche sui mercati di esportazione.
Nord America: Washington in crescita, mentre altre aree registrano un calo produttivo
Dopo le condizioni meteorologiche variabili registrate nell’ultima settimana nelle principali aree cerasicole dello Stato di Washington, produttori ed esportatori continuano a prevedere un’intensa attività di raccolta e spedizione nei prossimi giorni. Le temperature elevate hanno accelerato la maturazione dei frutti all’inizio della settimana, mentre i rovesci sparsi e le raffiche di vento registrati successivamente hanno avuto un impatto limitato. La stagione è inoltre iniziata senza una significativa sovrapposizione con la produzione della California. Anche il raccolto delle ciliegie Rainier, cominciato con alcuni giorni di anticipo rispetto alla norma, dovrebbe concludersi con qualche giorno di anticipo.
La raccolta è iniziata la scorsa settimana anche nella Columbia Britannica, dove i produttori devono fare i conti con un raccolto decisamente più contenuto rispetto alla scorsa stagione. La distribuzione irregolare dei frutti è attribuita alle elevate temperature registrate durante il periodo di sviluppo. Anche in questa regione la raccolta è partita prima del consueto e le spedizioni dovrebbero proseguire fino alla fine di agosto.
Nel frattempo, il Michigan si prepara a una produzione di ciliegie inferiore alla media, con alcuni frutteti che segnalano volumi in calo fino al 50% a causa di una gelata tardiva e di una probabile impollinazione insufficiente in alcune aree dello Stato.
Sudafrica: il settore continua a espandersi nonostante le difficoltà climatiche
Nonostante le sfide legate alle condizioni meteorologiche nella provincia del Capo Occidentale, le ciliegie hanno contribuito alla crescita complessiva delle esportazioni sudafricane di drupacee nella scorsa stagione. Secondo Hortgro, le esportazioni di ciliegie, sia via mare sia per via aerea, sono aumentate del 111%, raggiungendo un totale di 309.467 cartoni equivalenti da 5 kg. Il Regno Unito si è confermato il principale mercato di destinazione, con 164.700 cartoni equivalenti da 5 kg esportati tra le settimane 40 e 52. Le esportazioni verso l’Estremo Oriente e l’Asia hanno raggiunto 57.400 cartoni, seguite da 45.500 cartoni destinati all’Unione europea e da quasi 38.000 cartoni diretti ai Paesi del Medio Oriente.
Lo sviluppo di varietà a basso fabbisogno in freddo ha sostenuto l’espansione del comparto cerasicolo sudafricano. Sono stati impiantati oltre 800 ettari di ciliegeti, principalmente nel Capo Occidentale, ma anche in aree di coltivazione non tradizionali come le province di Limpopo e del North West. Negli ultimi sette anni, la superficie nazionale investita a ciliegie è pressoché raddoppiata.
Oceania: l’ottima stagione australiana contrasta con le perdite registrate in Nuova Zelanda
Le precipitazioni localizzate non hanno compromesso una buona stagione delle ciliegie in Australia. Situazione ben diversa in Nuova Zelanda, dove i produttori hanno continuato a fare i conti con condizioni difficili e, secondo diverse segnalazioni, alcuni hanno abbandonato l’attività dopo una serie di raccolti deludenti.
Le favorevoli condizioni di crescita in Australia hanno dato origine a frutti molto richiesti, in particolare sui mercati di esportazione asiatici. Le ciliegie australiane occupano una nicchia di mercato, poiché gli elevati costi della manodopera limitano la loro capacità di competere sul prezzo. Il Vietnam si conferma una delle principali destinazioni dell’export e un produttore ha dichiarato a FreshPlaza che le sue ciliegie sono attese ogni anno con grande interesse da quel mercato.
La stagione si è ormai conclusa in Oceania, ma con risultati molto diversi nei due Paesi. I produttori australiani si sono dichiarati soddisfatti della produzione e hanno registrato una forte domanda sui mercati asiatici. In Nuova Zelanda, invece, le avverse condizioni meteorologiche hanno compromesso i raccolti, determinando una stagione produttiva deludente. Un produttore ha raccontato a FreshPlaza di conoscere tre aziende agricole vicine che hanno cessato l’attività.
Le ciliegie australiane continuano a puntare sui mercati premium, facendo leva sulla qualità piuttosto che sui volumi. La reputazione del comparto, fondata sulla produzione di frutti di elevata qualità secondo rigorosi standard produttivi, resta un elemento fondamentale, mentre cresce l’attenzione verso il fenomeno dell’appropriazione indebita della proprietà intellettuale (IP squatting) e verso la necessità di garantire una piena tracciabilità del prodotto.
Cina: prezzi in calo per l’indebolimento della domanda
Nella settimana 27 i prezzi delle ciliegie provenienti dallo Stato di Washington (Stati Uniti) sono diminuiti di circa il 30-40% rispetto ai sette giorni precedenti. Attualmente, la quotazione prevalente di mercato si aggira intorno ai 45 euro per cassetta, mentre le ciliegie di qualità superiore vengono commercializzate a oltre 47 euro per cassetta.
I prezzi delle diverse varietà si sono ormai allineati, con la qualità del prodotto che rappresenta il principale elemento di differenziazione. Anche quella delle ciliegie in arrivo continua a variare a seconda del marchio e del lotto di spedizione. Secondo alcuni operatori commerciali, i prezzi delle ciliegie di Washington registrati quest’anno sono tra i più bassi degli ultimi anni, poiché sia la qualità del prodotto sia la domanda complessiva del mercato si sono rivelate inferiori alle aspettative.
Anche il calo della domanda successivo al periodo festivo ha contribuito alla flessione dei prezzi, con una riduzione del numero di operatori attivi nelle contrattazioni.
#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link
Source link




