la sfida del settore asparagi nei prossimi anni


“In questa stagione il mercato degli asparagi ha mostrato un andamento simile al previsto, anche se domanda e offerta non sono state del tutto in equilibrio”, esordisce Will Teeuwen, direttore dell’azienda olandese di asparagi Teboza. La primavera è arrivata in anticipo e, sebbene la produzione sia rimasta al di sotto delle aspettative a causa del meteo instabile, la domanda ha comunque registrato una ripresa.

© Teboza

“Sembrava che potessimo offrire volumi prima del solito, grazie ad alcune belle settimane tra febbraio e marzo. Poi il tempo è tornato imprevedibile, con notti fredde, e così, avvicinandosi alla Pasqua, i volumi si sono rivelati alla fine deludenti. La domanda è poi cresciuta in modo significativo e i volumi sono aumentati”.

Il vantaggio dell’integrazione di filiera
Teboza si posiziona deliberatamente come operatore di filiera, dalla pianta al consumatore. Secondo Teeuwen, questo approccio si traduce in vantaggi concreti nella gestione quotidiana. “Conosci l’intera catena, da ciò che finisce nel piatto del consumatore a ciò che accade ai produttori in tutto il mondo. Occupandoti anche delle piante, entri in contatto con molti coltivatori, sia locali che esteri, e vieni a sapere di ogni tipo di situazione: le difficoltà, i problemi”.

L’azienda trasforma queste informazioni direttamente in strategie commerciali. “Lavorando a diretto contatto con i clienti, puoi affrontare le loro esigenze con maggiore tempestività. Penso che siamo bravi in questo. Riusciamo a rispondere in modo più efficace al mercato, alle richieste dei clienti e alle sfide che emergono”, afferma Teeuwen, indicando proprio in questo la principale leva competitiva di Teboza.

© Teboza

“Nel settore degli asparagi, la dimensione aziendale sta diventando sempre più determinante”, sottolinea Teeuwen. “Non come fine a sé stessa, ma come base necessaria per sostenere gli investimenti. È talmente importante da condizionare la stessa sopravvivenza dell’impresa. Gli investimenti sono sempre più ingenti: quando si parla di robotizzazione e macchine di selezione con intelligenza artificiale, le cifre in gioco sono tali da giustificarsi solo con volumi sufficienti”.

Quella dimensione è indispensabile anche per mantenere la flessibilità nei confronti della grande distribuzione. “Bisogna investire per continuare a offrire velocità e flessibilità agli acquirenti. Per restare presenti nella GDO come stiamo facendo, la scala è imprescindibile”, spiega Teeuwen. Anche le linee di imballaggio e la capacità di lavorazione richiedono risorse considerevoli. “Comportano investimenti enormi, e senza una certa dimensione non è possibile sostenerli”.

Il diserbo meccanico prende piede
Teboza sta investendo in modo significativo anche nella meccanizzazione e nell’innovazione colturale, e il settore si sta progressivamente allontanando dall’uso di prodotti chimici. “Investiamo molto nella meccanizzazione all’interno del processo colturale e abbiamo eliminato il diserbo chimico: lo facciamo interamente con le macchine”, prosegue Teeuwen. Questo cambiamento è in parte legato alle restrizioni sugli agrofarmaci. “Ce ne sono sempre meno disponibili. Coltiviamo asparagi biologici da 15, 16 anni e abbiamo accumulato un patrimonio di conoscenze importante.”

Quel know-how viene ora applicato su scala più ampia. “Abbiamo usato la coltivazione biologica come laboratorio per trovare soluzioni sostenibili anche per la nostra produzione convenzionale, e ha funzionato”, afferma Teeuwen. L’approccio si estende anche oltre i confini olandesi. “Facciamo lo stesso nelle nostre sedi estere, utilizzando le stesse macchine e gli stessi metodi sia in Spagna sia nei Paesi Bassi”. Questa uniformità facilita la rapida diffusione delle innovazioni. “Ciò che sviluppiamo qui, possiamo implementarlo là senza modifiche”.

La produzione si sposta verso Sud
Secondo il direttore, la domanda di asparagi in Europa è stabile, mentre le superfici coltivate si riducono da anni, creando uno squilibrio strutturale tra offerta e domanda. “Il calo delle superfici non dipende tanto dalla domanda. Ci troviamo di fronte a una situazione strutturale in cui l’offerta è semplicemente inferiore”. Anche la composizione della domanda sta cambiando: in particolare, l’asparago verde sta guadagnando terreno.

“Cinque anni fa coltivavamo forse il 5% di asparagi verdi; oggi siamo oltre il 40%. È un cambiamento significativo in un tempo relativamente breve”, dice Teeuwen. Le ragioni sono molteplici. “L’asparago verde è più facile da commercializzare a livello internazionale durante tutto l’anno, e le tendenze salutistiche giocano un ruolo importante: si inserisce meglio in quel contesto”. Anche i cambiamenti demografici incidono. “Una società multiculturale ha meno familiarità con l’asparago bianco, mentre quello verde è più universalmente accettato”.

Le vendite di Teboza sono fortemente orientate alla Grande distribuzione. “La GDO ha chiaramente il peso maggiore e rappresenta circa il 70%, il foodservice circa il 30”. Secondo Teeuwen, le maggiori opportunità non risiedono in nuovi concept di prodotto, ma nella continuità dell’offerta. “Bisogna essere in grado di far fronte ai cambiamenti climatici, alle condizioni economiche e alle normative in evoluzione”.

L’azienda si concentra quindi nel rendere le proprie colture più resilienti alle condizioni meteorologiche imprevedibili causate dai cambiamenti climatici. “Cerchiamo di coltivare in modo da avere un maggiore controllo sull’uniformità dell’offerta. È fondamentale poter continuare a consegnare. Affidabilità e disponibilità del prodotto: è tutto qui”.

© Teboza

Dai Paesi Bassi all’Europa meridionale
Una chiara svolta strategica riguarda lo spostamento della coltivazione dell’asparago bianco verso il Sud Europa. “Stiamo eliminando progressivamente la coltivazione in tunnel riscaldati nei Paesi Bassi e puntando ad espandere le superfici all’estero”, afferma l’esperto. La scelta è dettata sia da ragioni economiche che di sostenibilità. “Con i prezzi dell’energia e le condizioni climatiche attuali, coltivare asparagi in tunnel riscaldati nei Paesi Bassi a febbraio non è più sostenibile”.

La Spagna è al centro di questa strategia. “Lì possiamo raccogliere da febbraio a ottobre con metodi e tecniche diversi, senza consumo di energia elettrica”, spiega Teeuwen. Anche l’Italia è al vaglio. “Vediamo potenziale anche lì”. Si prevede che questa tendenza continui. “Penso che entro quattro o cinque anni avremo superfici simili in Spagna e nei Paesi Bassi, anche se là il focus sarà più sull’asparago verde e qui su quello bianco”.

Nonostante tutti gli sviluppi tecnologici, il lavoro rimane il principale problema del settore. “La sfida principale è trovare personale qualificato in numero sufficiente. Le normative cambiano continuamente e il costo del lavoro è aumentato vertiginosamente”, sottolinea Teeuwen. L’incremento è stato considerevole. “In quattro, cinque anni si parla di un aumento di 8 euro all’ora. È assurdo. Per molte aziende è quasi impossibile stare al passo”. Secondo lui, ciò spiega in parte la corsa al consolidamento dimensionale nel settore. “È difficile tradurlo in redditività concreta”, osserva Teeuwen.

© Teboza

Raccolta meccanica e intelligenza artificiale in sviluppo
Teboza sta attualmente testando diversi sistemi di raccolta meccanica. “Si va dagli ausili alla raccolta che facilitano il lavoro dei raccoglitori ai robot completamente automatici, passando per tutte le soluzioni intermedie”. L’azienda intende prendere una decisione a breve.

“Speriamo di poter trarre conclusioni concrete il prossimo anno. A quel punto sapremo: questo è il sistema che utilizzeremo per i prossimi cinque-dieci anni”, afferma Teeuwen, che si aspetta anche un ruolo crescente dell’intelligenza artificiale. “Penso che avrà un peso sempre maggiore nella raccolta, nella selezione e nell’imballaggio. Questo sviluppo sta procedendo rapidamente”.

“C’è un’urgenza evidente – sottolinea Teeuwen – Ridurre i costi, principalmente attraverso una minore dipendenza dal lavoro manuale, che rappresenta oltre il 60% dei costi. Deve diminuire per mantenere la competitività”. Per questo motivo l’attenzione è rivolta all’automazione su più fronti. “Dobbiamo usare meccanizzazione, intelligenza artificiale e supporto tecnologico per abbattere quei costi del lavoro”.

Orgoglio e prospettive future
Nonostante tutte queste sfide, Teeuwen è prima di tutto orgoglioso della sua azienda. “Stiamo andando bene su tutti i fronti. Buone persone, clienti soddisfatti, ottima coltivazione sia nei Paesi Bassi sia in Spagna. Tutto si incastra perfettamente”. Per i prossimi cinque-dieci anni prevede un’ulteriore crescita dimensionale e un’accelerazione tecnologica.

“Le aziende diventano più grandi e alcune scompaiono senza successori. L’intelligenza artificiale avrà un ruolo sempre più rilevante nel nostro settore”. Un aspetto rimane però cruciale. “Il settore deve tenere i costi sotto controllo. Questa sarà la sfida determinante per gli anni a venire”, conclude Teeuwen.

Per maggiori informazioni:
Teboza
Zandberg 14B
5988 NW Helden – Paesi Bassi
+31 (0)77 307 14 44
[email protected]
www.teboza.nl


#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link
 

Source link

Di