Filadelfia (Stati Uniti), 23 giugno 2026 – Dopo la convincente vittoria all’esordio contro il Senegal, la Francia sogna di chiudere la pratica qualificazione nell’ambito del Gruppo I battendo l’Iraq, reduce invece dalla netta sconfitta contro la Norvegia. La gara si apre al meglio per i transalpini quando poco prima del quarto d’ora di gioco un mancino di Mbappé trafigge di potenza Basil, forse non esente da colpe. Per il numero 10 in maglia blu è il terzo sigillo ai Mondiali 2026, il 15esimo totale, arrivato sotto la pioggia battente del Lincoln Financial Field di Filadelfia. Proprio le avverse condizioni meteo e il rigido protocollo anti-fulmini in vigore negli Stati Uniti ritardano l’inizio della ripresa di oltre due ore, che avviene alle 2 (ora italiana). Si riprende da dove si era lasciato, perché al 54′ Mbappé raddoppia su cioccolatino offerto da Dembélé ma, ancora di più, da un pasticcio di Basil in costruzione dal basso: per il numero 10 arriva così il 16esimo sigillo in un Mondiale (come Klose e a -1 da Messi), il quarto in quello in corso. La Nazionale di Arnold, che chiuderà affrontando il Senegal, insiste con una discutibile costruzione dal basso che, al 66′, alimenta il recupero alto targato Rabiot-Olise (con quest’ultimo che poco prima aveva colpito la traversa) e, soprattutto, il successivo diagonale vincente di Dembélé. La formazione di Deschamps, che chiuderà il girone contro la Norvegia, stacca il pass per i sedicesimi e lo fa grazie alle stelle più luminose: su tutte Mbappé, un fulmine tra i fulmini.
Le formazioni ufficiali
Deschamps sceglie un 4-2-3-1 aperto da Maignan, protetto da Koundé, Upamecano, Saliba e Digne, a loro volta schermati da Koné e Rabiot: davanti c’è Mbappé, assistito da Olise, Dembélé e Barcola. Arnold si schiera a specchio, con Basil tra i pali e la difesa composta da Ali, Tahseen, Hashem e Doski, mentre a centrocampo ci sono Al Ammari e Ismaeel: l’unica punta è Hussein, assistito da Bayesh, Iqbal e Qasem.
Primo tempo
Passa 1′ e un tiro diventato poi quasi un assist di Koné per Mbappé (che aveva avviato l’azione con una sortita a sinistra respinta dalla difesa irachena) per poco non beffa Basil. Al 7′ c’è il primo momento thriller quando Upamecano, in proiezione offensiva, va giù nell’area avversaria: per l’arbitro Fischer è tutto regolare e così tocca a Mbappé chiudere l’iniziativa dei suoi con una conclusione al volo che termina fuori dopo che la botta di Olise era stata rimpallata. L’assedio dei transalpini prosegue senza sosta fino al 14′, quando Mbappé, sempre lui, ricevuta la palla da Olise scaglia un gran diagonale mancino da fuori che sorprende un forse non perfetto Basil, che poco prima aveva già rischiato di combinarla grossa su una palla calciata da Dembélé che si era impennato nell’area piccola. Il dominio della Francia viene rallentato solo dall’hydratation break, dopo il quale l’Iraq è costretto al primo cambio: esce l’infortunato Hussein ed entra Al Hamadi, che su suggerimento di Qasem ci prova subito con una conclusione dal limite che viene respinta. Al 28′ un cross di Doski è invece un invito per la testa ancora di Al Hamadi, che non impatta al meglio, pur confermando l’ottimo approccio al match. Complice la pioggia sempre più battente i ritmi calano, ma al 38′ Barcola imbuca per Olise per vie centrali, ma in qualche modo la retroguardia asiatica si chiude. Al 42′ Mbappé si esibisce in una gran ruleta che manda in tilt la difesa avversaria ma non Hashim, che recupera la sfera. Il recupero è di 3′ che scorrono via senza ulteriori sussulti: a metà match la Francia è avanti con il minimo sforzo grazie alla sua stella più luminosa.
Secondo tempo
Le avverse condizioni meteo ritardano di oltre due ore l’inizio della ripresa: pesa il protocollo anti-fulmini in vigore negli Stati Uniti, che ritarda la ripresa del gioco di almeno 30′ dopo ogni evento avverso. Alle 2, ora italiana, incredibile ma vero, si riparte. Nonostante la lunga pausa, il match riprende dal medesimo spartito: Francia padrona del campo e Iraq pronto all’occorrenza a ripartire. Tanto per restare in tema, la prima fiammata è di Mbappé, che prova a guadagnare il fondo ma senza riuscirci. Al 54′ proprio il numero 10 raddoppia mandando nel sacco il suggerimento di Dembélé: un gioco da ragazzi per entrambi dopo un grossolano errore degli iracheni in costruzione dal basso, con Basil che manca incredibilmente il controllo del pallone. Al 58′ è la traversa a dire di no a Olise e al suo pallonetto dopo suggerimento di Mbappé (di chi se no?) con una pregevole piroetta. La Francia si diverte e diverse e al 59′ Rabiot manca il tap-in di testa dopo la respinta così così di Basil sulla conclusione di Dembélé. I prim cambi sono mossi da Arnold, che inserisce Amyn e Sulaka per Ismaeel e Tahseen. Al 66′ ci prova Saliba di testa dagli sviluppi di un corner, guadagnando un altro giro dalla bandierina dopo che una botta di Dembélé era stata respinta. Al 66′ proprio Dembélé cala il tris, ancora grazie a un recupero palla alto della Francia su un’altra costruzione dal basso horror dell’Iraq: Rabiot va da Olise (che poi lascia il campo a Cherki), che a sua volta apparecchia per il diagonale chirurgico di Dembélé, rilevato poi da Doué. Sponda asiatica, si vedono invece Sher e Farji per Al Ammari e Bayesh. Al 74′ si vedono in attacco quelli in bianco quando, dagli sviluppi di un corner, Sulaka va al tiro da fuori, regalando però la palla alla curva. Ben più invitante è la chance capitata poco dopo a Al Hamadi, che in estirada sfiora il secondo palo su cross di Farji. All’80’ Mbappé, fresco di protesta per un contatto in area dubbio, va al tiro al volo su scucchiaiata dalle retrovie, ma la palla finisce out. Finisce poi la partita di Barcola e Koundé, rimpiazzati da Akliouche e Gusto nel contesto di una Francia ormai in surplace. All’88’ Mbappé si esibisce in una pregevole girata al volo, ma viziata da posizione di fuorigioco e comunque preda di Basil. Il numero 10 non è pago e sfiora la rete poco dopo, ma il suo sinistro finisce sul fondo: è poi proprio lui all’alba dei 2′ di recupero a lasciare il posto a Thuram, rimandando così il sogno di agganciare subito Messi. Poco male per lui e per la Francia, che accade al migliore dei modi alla fase successiva dopo una partita eterna.
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