Tra i nuovi consiglieri comunali di Fermo, c’è anche Giacomo Alesiani. In questa e con questa campagna elettorale, Fratelli d’Italia sembra aver dato l’avvio ad un rafforzamento, se non addirittura ricambio, della classe dirigente del partito in città e in provincia.
A Giacomo chiediamo di presentarsi da solo.
Mi chiamo Giacomo Alesiani, ho 29 anni e sono nato e cresciuto a Fermo. Ho frequentato il Liceo Classico “Annibal Caro” e successivamente mi sono trasferito a Roma per gli studi universitari, conseguendo una laurea triennale in Scienze Politiche e una laurea magistrale in Management presso la LUISS Guido Carli. Terminato il percorso di studi, ho intrapreso la mia esperienza professionale che mi ha portato a lavorare oggi per una multinazionale operante nel comparto alimentare.
Come arrivi alla politica?
La passione per la politica nasce durante gli anni delle scuole medie, grazie allo studio della storia del Novecento. Comprendere gli eventi che hanno segnato il secolo scorso, approfondire la conoscenza dei leader politici e il ruolo delle istituzioni mi ha affascinato fin da ragazzo e da allora questo interesse non mi ha più abbandonato. Negli anni del Liceo ho iniziato a impegnarmi nella politica studentesca, fino ad avere l’onore di essere eletto rappresentante d’istituto. È stata un’esperienza importante perché mi ha insegnato il valore dell’ascolto, del confronto e della rappresentanza. Da questa passione è nata anche la scelta di intraprendere gli studi in Scienze Politiche, con l’obiettivo di comprendere più a fondo il funzionamento delle istituzioni, i processi decisionali e le dinamiche che regolano la vita delle comunità.
Perché hai scelto Fratelli d’Italia?
Fratelli d’Italia è il partito nel quale ho ritrovato i valori e la visione politica che mi rappresentano, in particolare mi riconosco nella tradizione della destra sociale, attenta ai temi della comunità, della solidarietà, dell’identità e della partecipazione. La fiamma all’interno del nostro simbolo rappresenta una storia politica di cui sento forte la responsabilità, fatta di donne e uomini che hanno mantenuto vivi valori, identità e speranze anche in tempi in cui farlo voleva dire correre il rischio di pagare prezzi personali elevati. Il mio percorso è iniziato in Gioventù Nazionale, il movimento giovanile di Fratelli d’Italia, dove ho conosciuto tanti ragazzi della mia generazione animati anche loro dagli stessi sogni: per questo la candidatura con Fratelli d’Italia è stata una scelta naturale.
Cosa ti ha spinto a candidarti?
Ho sempre concepito la politica come atto di dono, seguendo quell’insegnamento dannunziano che dice “io ho quel che ho donato”. Mi ha spinto a candidarmi l’amore che provo per la mia città, il desiderio di mettermi a disposizione per la comunità alla quale appartengo. Decisiva è stata la candidatura a Sindaco di Leonardo [Leonardo Tosoni, ndr] che oltre ad essere un carissimo amico è una delle persone che stimo di più… da ragazzini speravamo arrivasse il giorno in cui finalmente avremmo avuto l’opportunità di trasformare quei sogni di gioventù in azione, e quel giorno è arrivato.
Quali proposte e idee forti porterai in consiglio comunale?
Le proposte che porterò in Consiglio comunale sono quelle contenute nel programma elettorale che ho condiviso e sottoscritto insieme a tutta la coalizione. Tuttavia, se devo indicare ciò a cui tengo maggiormente, non parlerei di una singola proposta ma di un metodo. Credo che la buona politica debba anzitutto saper ascoltare. Essere vicini ai bisogni concreti delle persone, comprendere le necessità delle famiglie, delle attività economiche, delle associazioni e dei territori. Amministrare significa avere sensibilità, capacità di studio e conoscenza dei problemi prima ancora che formulare soluzioni.
Cosa vorresti si facesse subito a Fermo?
Partirei dall’ascolto del territorio e dalle questioni più concrete che incidono sulla vita quotidiana delle persone. Penso alla manutenzione urbana, al decoro, alla sicurezza, alla viabilità e al rapporto con quartieri e frazioni. Credo inoltre che sia arrivato il momento di aprire una riflessione seria sul futuro del centro storico, affinché torni ad essere vissuto ogni giorno da residenti, studenti, professionisti e attività economiche. Fermo ha bisogno di scelte strutturali e di una programmazione chiara.
Quando pensi la città come la vedi?
Vedo una Fermo autorevole nel suo ruolo di capoluogo, capace di dialogare con tutto il territorio provinciale e di attrarre opportunità. Una città che valorizza la propria storia e la propria identità ma che allo stesso tempo investe sui giovani, sulla formazione, sulla cultura e sull’innovazione. Immagino una città più curata, più sicura, con un centro storico vivo e con periferie e frazioni che non si sentano più marginali ma parte integrante di un progetto comune.»
Un punto di forze e uno di debolezza di Fermo?
Il punto di forza è la sua straordinaria identità. Fermo possiede una storia secolare, un patrimonio culturale importante, una posizione geografica strategica e una qualità della vita che molte città ci invidiano. Il punto di debolezza, invece, è la difficoltà che talvolta abbiamo nel fare sistema e nel valorizzarci pienamente. Dobbiamo avere maggiore ambizione e maggiore capacità di pensare in grande, senza accontentarci dell’esistente.
Cosa ti senti di dire ai “compagni” di opposizione?
Che l’opposizione è luogo di controllo e di proposte. Ognuno manterrà naturalmente la propria identità politica e la propria visione della città, ma credo che su alcuni temi strategici per Fermo si possa lavorare con serietà e rispetto reciproco. I cittadini ci hanno affidato il compito di controllare l’operato della maggioranza e di avanzare alternative credibili. Da parte mia ci sarà sempre disponibilità al confronto sui contenuti, senza pregiudizi ma anche senza rinunciare alle nostre idee e ai nostri valori.
Buon lavoro
Lunedì, 8 giugno 2026
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