Vertenza CallMat il 10 al Mimit.Ma servono proposte e concretezza.


Il nodo è sempre lo stesso per i 350 dipendenti del call center CallMat di Matera alle prese con l’ennesimo tavolo nazionale per uscire da una situazione di attesa(il 1 luglio) è alle porte, che rischia di portare a licenziamenti se non ci saranno progetti concreti in grado di partire per quella data e in grado di sopperire a un drastico taglio di commesse che è finora l’unica certezza con la quale fare i conti. Sul tavolo ci sono le ”disponibilità” di risorse della Regione Basilicata e del Poligrafico per una alternativa lavorativa.E qui occorre mettere nero su bianco sulle cose da fare, quando, come e chi le fa? Governo, Regione, privati che vadano a sintesi. I lavoratori di CallMat attendono chiarezza. L’incontro di Roma deve servire a questo. Le polemiche, come riportano le note dei Sindacati oggi, e dell’assessore Cupparo di ieri, non servono a risolvere i problemi. Anzi…

Comunicato Stampa.
Vertenza CallMat Matera: basta speculazioni e accuse infondate, il momento richiede responsabilità.
La vertenza CallMat rappresenta oggi una delle crisi occupazionali più complesse e delicate della Basilicata. Parliamo del futuro di centinaia di lavoratrici e lavoratori e delle loro famiglie, non di una passerella politica o di un terreno di scontro utile a raccogliere consenso. Il prossimo 10 giugno il sindacato SLC-CGIL, FISTEL-CISL, UILFPC-UIL e UGL Telecomunicazioni sarà presente al tavolo insieme alla Regione Basilicata e al Ministero delle Imprese e del Made in Italy. Saremo lì, come siamo sempre stati, al fianco dei lavoratori, per confrontarci con tutte le parti coinvolte e per tentare di riportare a casa soluzioni concrete in una vertenza che tutti sanno essere di difficile soluzione e che richiede il massimo livello di attenzione istituzionale. Proprio per questo riteniamo grave e irresponsabile che, alla vigilia di un appuntamento così importante, qualcuno scelga di alimentare polemiche, diffondere accuse diffamatorie o lanciare messaggi che non producono alcun beneficio ai lavoratori. Da Matera non deve partire una campagna di delegittimazione, ma una richiesta forte e unitaria di interventi e risposte. Il problema è serio, complesso e di alto livello: affrontarlo con slogan, insinuazioni o attacchi personali significa mancare di rispetto a chi rischia il posto di lavoro. Come organizzazioni sindacali, SLC-CGIL, FISTEL-CISL, UILFPC-UIL e UGL Telecomunicazioni siamo impegnati nella vertenza CallMat dal 2016. Da anni ci battiamo per la tutela dei diritti, dell’occupazione e della dignità delle lavoratrici e dei lavoratori, affrontando tavoli, crisi, confronti istituzionali e momenti difficili senza mai arretrare di un passo. Questo è un dato di fatto che nessuno può cancellare o riscrivere per convenienza politica. Troppo spesso, invece, la politica si è ricordata delle vertenze soltanto nei momenti di maggiore crisi, utilizzandole come strumento di visibilità e lasciando poi che la polvere si posasse una volta spenti i riflettori.

Oggi non è il tempo delle strumentalizzazioni, delle ricostruzioni fantasiose o delle accuse reciproche. Oggi è il tempo della responsabilità. Chi ha proposte concrete le porti ai tavoli istituzionali. Chi vuole dare una mano lo faccia con serietà e spirito costruttivo. Chi pensa di utilizzare la sofferenza dei lavoratori per alimentare polemiche o costruire consenso sappia che sta facendo un danno alla vertenza e alle possibilità di trovare una soluzione. In questa fase non bisogna demolire ciò che è stato costruito con anni di lavoro sindacale e istituzionale. Bisogna invece mantenere aperto ogni spazio di confronto e costruire un percorso credibile di salvaguardia occupazionale che possa garantire prospettive reali ai lavoratori CallMat. Noi SLC-CGIL, FISTEL-CISL, UILFPC-UIL e UGL Telecomunicazioni, continueremo a fare ciò che abbiamo sempre fatto: stare accanto ai lavoratori, difendere il lavoro e pretendere risposte dalle istituzioni e dalle aziende. Con serietà, determinazione e senso di responsabilità. Su una questione così importante non servono protagonismi. Servono risultati. E il 10 giugno saremo al tavolo per cercarli, insieme ai lavoratori e nell’interesse esclusivo dei lavoratori.
Le Segreterie Regionali Basilicata
Slc-Cgil, Fistel Cisl, Uil Fpc, Ugl Telecomunicazioni.
La Rsu aziendale
Potenza, 06 giugno 2026

Dichiarazione Assessore Sviluppo Economico Francesco Cupparo
“Leggo con stupore le dichiarazioni del Movimento 5 Stelle sulla vertenza CallMat. Comprendo la necessità dell’opposizione di svolgere il proprio ruolo, ma quando si parla del futuro di oltre 320 lavoratori e delle loro famiglie sarebbe opportuno attenersi ai fatti ed evitare rappresentazioni strumentali della realtà.
La Regione Basilicata non ha mai promesso soluzioni miracolistiche né ha mai smesso di lavorare per individuare percorsi concreti a tutela dell’occupazione. Tutte le iniziative intraprese sono state condivise nei tavoli istituzionali con il Governo nazionale, le organizzazioni sindacali e le parti interessate.
I circa 10 milioni di euro richiamati dal M5S non sono uno slogan né un annuncio propagandistico, ma risorse individuate per sostenere processi di innovazione, digitalizzazione e attrazione di investimenti capaci di generare nuova occupazione e consolidare quella esistente. Si tratta di percorsi complessi che richiedono procedure amministrative, verifiche e tempi tecnici che non possono essere compressi da slogan politici.
È altrettanto fuorviante sostenere che l’Avviso Basilimpresa Investimenti rappresenti uno “smantellamento” di CallMat. Al contrario, l’obiettivo della misura è favorire nuove opportunità occupazionali sul territorio e creare le condizioni affinché il maggior numero possibile di lavoratori possa trovare continuità lavorativa. Nessun intervento pubblico può sostituirsi alle scelte industriali di un’impresa privata, ma il compito della Regione è mettere in campo tutti gli strumenti disponibili per attenuarne gli effetti sociali ed economici.
Sorprende, inoltre, che si tenti di decretare il fallimento di un avviso pubblico quando la procedura è ancora in corso. Un bando si giudica alla sua conclusione, sulla base degli investimenti realizzati, delle imprese coinvolte e dei posti di lavoro generati, non attraverso valutazioni preventive dettate da convenienze politiche. La Regione ha messo a disposizione uno strumento concreto, nel pieno rispetto delle norme nazionali ed europee. Chi oggi lo definisce inutile o inidoneo dovrebbe almeno attendere gli esiti finali prima di emettere sentenze definitive.
Per quanto riguarda le decisioni assunte da TIM e dalla governance aziendale, è evidente che esse non dipendono dalla Regione Basilicata. Proprio per questo continuiamo a chiedere responsabilità a tutti gli attori coinvolti, a partire dai committenti nazionali, affinché non venga disperso un patrimonio di competenze costruito in anni di attività.

Risulta pertanto singolare attribuire alla Regione responsabilità che appartengono a scelte industriali autonome delle aziende interessate. Così come appare improprio utilizzare il tema dell’intelligenza artificiale per alimentare allarmismi che nulla aggiungono alla ricerca di soluzioni concrete per i lavoratori.
Il rinvio del tavolo presso il MIMIT non è una scelta della Regione, che continua a sollecitare il confronto istituzionale e a sostenere ogni iniziativa utile alla salvaguardia dei posti di lavoro. In queste settimane abbiamo lavorato con senso di responsabilità, lontano dai riflettori e dalle polemiche, perché i lavoratori hanno bisogno di soluzioni e non di slogan.
Su una vertenza così delicata servirebbe l’impegno di tutti, maggioranza e opposizione, per rafforzare il peso della Basilicata nei confronti del Governo e delle aziende coinvolte. Alimentare tensioni, diffondere ricostruzioni parziali o trasformare una crisi occupazionale in terreno di scontro politico non aiuta i lavoratori e non avvicina alcuna soluzione.
La Regione continuerà a fare la propria parte, con serietà, trasparenza e determinazione, come ha fatto fin dall’inizio della vicenda. I lavoratori meritano risposte concrete e risultati. È su questi che saremo giudicati, non sulle polemiche”.


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 Franco Martina

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