di Sara Ferrari |Quando pensiamo alle “code in movimento” della nostra provincia, la mente corre subito a cani, gatti o al massimo alla fauna dei nostri parchi storici. Eppure, c’è un’altra comunità di cittadini con le ali che popola i cieli di Brescia, dotata di un’intelligenza e di una struttura sociale che nulla ha da invidiare ai mammiferi più evoluti: i corvidi.
Grandi, fieri e dal piumaggio lucente, i corvi (principalmente cornacchie grigie nel nostro territorio) sono tra gli animali più fraintesi e, al tempo stesso, più affascinanti che un bresciano possa incrociare passeggiando in Castello o lungo le mura di via Turati. Molti bresciani parlano genericamente di “corvi”, ma quelli osservati più frequentemente in città sono in realtà cornacchie grigie (Corvus cornix), riconoscibili dal piumaggio grigio cenere con testa e ali nere. Si sono adattate perfettamente agli ambienti urbani.
PIÙ INTELLIGENTI DI UN BAMBINO DI 7 ANNI? LA SCIENZA DICE DI SÌ
Da counsellor lo studio del comportamento e della cognizione è pratica quotidiana ed è proprio per questo che i corvidi mi affascinano. Gli studi di etologia cognitiva hanno dimostrato che questi uccelli possiedono una “massa cerebrale” in proporzione al corpo simile a quella di uno scimpanzé.
Sono in grado di:
* Riconoscere i volti umani: se fate un torto a un corvo in Piazza Vittoria, statene certi: si ricorderà della vostra faccia per anni ( mantengono il ricordo per almeno 2,7 anni, secondo la ricerca condotta nel 2010 Marzluff J.M. et al. ‘Lasting recognition of threatening people by wild American crows’, Animal Behaviour, Volume 79) e comunicherà il pericolo a tutto il suo stormo.
* Utilizzare e fabbricare utensili: sanno piegare ramoscelli a mo’ di uncino per estrarre il cibo dalle fessure.
* Capire il principio di causa-effetto: non è raro vederli appoggiati sui semafori di viale Venezia mentre aspettano che il semaforo diventi rosso per i pedoni; il motivo? Lanciano le noci sulla carreggiata per farle schiacciare dalle auto e scendono a consumare il pasto solo quando il traffico è fermo. Ingegno bresciano al 100%!
IL “MENU” BRESCIANO: DI COSA SI CIBANO IN CITTÀ?
I corvidi sono opportunisti e onnivori d’eccellenza, veri e propri “spazzini ecologici” urbani. A Brescia la loro dieta varia moltissimo a seconda della zona di frequentazione:
* Nei parchi (Ducos, Castelli, Campo Marte): si nutrono di insetti, larve, lombrichi, piccole lucertole, ma anche di bacche, frutta caduta dagli alberi e semi.
* In centro storico e nelle aree commerciali: sfruttano i residui alimentari umani (briciole, piccoli scarti di cibo), dimostrando un’incredibile abilità nell’aprire i sacchetti della spazzatura o nel ripulire i cestini pubblici dopo il mercato di Piazza Loggia, ad esempio.
* Lungo le tangenziali e le strade di periferia: consumano carogne di piccoli animali investiti dalle auto, svolgendo un ruolo igienico fondamentale per il nostro ecosistema.
COSA DISTURBA LA LORO ROUTINE A BRESCIA?
Nonostante siano animali estremamente adattabili, la vita in città presenta forti elementi di stress per i corvidi. I loro principali fattori di disturbo sul territorio sono:
* L’inquinamento acustico estremo: i rumori improvvisi dei cantieri stradali o il traffico pesante disturbano le loro complesse comunicazioni vocali (i famosi “dialetti” di stormo).
* I fuochi d’artificio e i botti: le esplosioni festive provocano in loro, ma è meglio dire in tutti gli animali, attacchi di panico notturni, portandoli a perdere l’orientamento e a impattare violentemente contro i palazzi.
* I gabbiani reali: negli ultimi anni, l’arrivo massiccio dei gabbiani a Brescia (attratti dai rifiuti) ha scatenato una vera e propria guerra per il territorio e per le risorse alimentari, disturbando i siti di nidificazione storici dei corvi.
IL “GOSSIP” AD ALTA QUOTA: LA STRUTTURA SOCIALE
I corvidi non si muovono mai a caso. Le comunità che vediamo interagire nei parchi cittadini hanno gerarchie ferree e legami di coppia che durano per tutta la vita. Sono animali profondamente empatici tra di loro: praticano la consolazione post-combattimento (se un corvo perde una sfida, i compagni vanno a “confortarlo” con piccoli colpi di becco) e hanno complessi sistemi di richiamo.
IL CONSIGLIO DI LETTURA: PER ANDARE OLTRE LA SUPERFICIE
Potete trovare varie informazioni anche nella mia guida base e se volete esplorare la mente di questi straordinari animali attraverso gli occhi della scienza, vi consiglio un libro pilastro dell’etologia moderna: “Menti piumate. Il mondo segreto dei corvi” (The Crowage) di John Marzluff e Tony Angell.
In questo saggio, Marzluff spiega con un linguaggio accessibile ma rigoroso come questi uccelli abbiano sviluppato una cultura complessa, una memoria strabiliante e una capacità di convivenza con l’essere umano che ridefinisce completamente il concetto stesso di intelligenza animale. Un testo che, nella libreria di chi ama gli animali, non può assolutamente mancare.
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CHI SONO?
Sara Ferrari… Laurea alla Facoltà di Medicina dell’Università di Brescia come educatore e specializzazione in colloqui clinici ed attività consultoriali presso l’Università Cattolica passando per il corso di perfezionamento in Psicologia Clinica perinatale. La formazione professionale improntata agli studi psico-socio-educativi è stata applicata lavorando in servizi formativi ed educativi, in particolare in centri rivolti a minori per prevenzione del disagio ed alle famiglie per interventi di riduzione dell’abbandono scolastico. Parlo di animali con gli animali. Sono preda di amore folle per forme canine e gattose. Mi propongo di contribuire ad aiutare vite pure che spesso hanno zampe o ali.
PER SEGNALAZIONI, PROPOSTE E SUGGERIMENTI SCRIVETE A: codeinmovimento.contatti@ gmail.com
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Redazione BsNews.it
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