Il Nintendo 64 rinasce in 4K: disponibile la console che legge le cartucce originali


Il 28 luglio 2026 ModRetro ha aperto le vendite di M64 a 229,99 dollari e ha iniziato nello stesso giorno le spedizioni dalla California meridionale. È un rilancio concreto dell’esperienza Nintendo 64: la nuova macchina accetta le cartucce e i controller originali, ma sostituisce l’elettronica del 1996 con un FPGA aggiornabile e un’uscita HDMI fino al 4K Ultra HD a 60 fps. Non è una console Nintendo, né un prodotto approvato o sponsorizzato da Nintendo, ma riporta sul mercato la parte più materiale di quella generazione.

La domanda decisiva è semplice: che cosa torna davvero? M64 non riduce Nintendo 64 a un catalogo digitale o a una reinterpretazione estetica. Conserva la cartuccia, le quattro porte per controller e persino il rapporto con il caratteristico pad a tre impugnature. Supporta giochi originali NTSC e PAL, controller dell’epoca e diversi modelli moderni compatibili, elaborando le risoluzioni native comprese tra 256×224 e 640×480 pixel per display 720p, 1080p, 1440p o 4K.

Il cuore è un FPGA AMD Artix UltraScale+ a 16 nm, impiegato per realizzare un’emulazione hardware della console. L’uscita video HDMI arriva a 4K e 60 fps, mentre l’audio è PCM non compresso a 48 kHz e 16 bit. Filtri scanline e CRT permettono di adattare la resa ai pannelli moderni, mentre una modalità standard di overclock è già disponibile al lancio. M64 è inoltre fanless, riceve aggiornamenti tramite Wi-Fi o USB e include una scheda microSD da 16 GB.

La confezione, però, chiarisce subito il posizionamento del prodotto: a 229,99 dollari si ricevono console, microSD, alimentatore multiregione e cavo di alimentazione, ma non un controller né un cavo HDMI. Il controller M64 Pro costa separatamente 89,99 dollari. Expansion Pak e Controller Pak sono integrati, mentre l’overclock avanzato e il supporto Transfer Pak attraverso Chromatic restavano in roadmap; anche l’adattatore per televisori CRT era ancora in preordine.


Il ritorno passa ancora dalle cartucce

Al debutto ModRetro ha pubblicato anche quattro edizioni fisiche: Buck Bumble, Xeno Crisis, Xibalba 64 ed Extreme-G: Turbo Fusion. Costano 49,99 dollari ciascuna oppure 179,99 dollari in bundle. Non sono quattro opere interamente inedite: la selezione comprende riedizioni, conversioni e una raccolta dei primi due Extreme-G. Le cartucce funzionano anche sui Nintendo 64 originali NTSC, ma non sulle console PAL.

Questa scelta è importante perché il Nintendo 64 nacque intorno alla cartuccia. Nel 1993 Nintendo e Silicon Graphics annunciarono Project Reality, una collaborazione destinata a trasferire nel salotto tecnologie grafiche tridimensionali associate alle workstation SGI. La piattaforma definitiva si affidò a una CPU MIPS RISC a 64 bit da 93,75 MHz, affiancata da un coprocessore RCP da 62,5 MHz dedicato a grafica e audio e da 36 Mbit di Rambus D-RAM.

Il debutto avvenne in Giappone il 23 giugno 1996 con Super Mario 64, Pilotwings 64 e Saikyō Habu Shōgi. Gli Stati Uniti seguirono il 29 settembre con i primi due titoli, mentre i principali mercati europei, Italia compresa, dovettero attendere il 1° marzo 1997. Nel primo anno europeo furono vendute 2,3 milioni di console: numeri che aiutano a spiegare perché cartucce e controller originali siano ancora oggi il centro della proposta M64.

La decisione di restare sulle ROM cartridge, mentre PlayStation e Saturn adottavano il CD-ROM, definì opportunità e limiti della macchina. L’accesso ai dati era rapido, ma capacità inferiore e costi di produzione più elevati resero più difficile competere per quantità e varietà del software di terze parti. M64 non cancella quel compromesso: lo trasforma nel proprio punto di accesso, rivolgendosi direttamente alle cartucce sopravvissute e affiancandovi nuove produzioni fisiche.

L’altra identità del Nintendo 64 fu costruita dal controllo tridimensionale e dal multiplayer locale. Super Mario 64 rese il Control Stick centrale nell’esplorazione 3D; Mario Kart 64, GoldenEye 007 e Super Smash Bros. sfruttarono le quattro porte integrate. Nel 1997 il Rumble Pak portò la vibrazione al controller, consolidando un modo di giocare che dipendeva tanto dal software quanto dalla forma insolita del pad e dalla presenza fisica di più persone davanti allo stesso televisore.


Nel 1998 The Legend of Zelda: Ocarina of Time divenne uno dei titoli simbolo della macchina, mentre l’Expansion Pak da 4 MB raddoppiò la memoria disponibile. Il catalogo accolse anche Banjo-Kazooie, Perfect Dark, Paper Mario e The Legend of Zelda: Majora’s Mask. Il 64DD, espansione a dischi magnetici commercializzata nel 1999, rimase confinato al Giappone. Nintendo GameCube succedette poi al Nintendo 64 tra il 2001 e il 2002, anno delle ultime pubblicazioni con licenza per la console.

Il bilancio finale raggiunse 32,93 milioni di console e 224,97 milioni di giochi venduti nel mondo. Non furono soltanto i numeri a fissarne il carattere: cartucce, Control Stick analogico, vibrazione e quattro ingressi integrati formarono un sistema riconoscibile. È precisamente questo insieme che M64 prova a ricomporre, invece di limitarsi a riprodurre i singoli giochi.

Una nuova macchina, con una maturazione ancora aperta

Il percorso di M64 è iniziato pubblicamente il 24 luglio 2025, quando ModRetro presentò il progetto annunciando inizialmente un prezzo di 199,99 dollari. Il 28 novembre la console fu mostrata in modo completo, con scocca trasparente, FPGA AMD, controller a tre impugnature e impostazione open source. Il 1° giugno 2026 venne fissato al 28 luglio il lancio di console, controller e quattro cartucce; il prezzo definitivo della macchina è poi salito a 229,99 dollari.

Il lancio non coincide comunque con la fine dello sviluppo. Le prove condotte su hardware di preproduzione avevano rilevato problemi residui con alcuni giochi, rendendo gli aggiornamenti del firmware una parte importante della maturazione del prodotto. Wi-Fi e USB non sono quindi dettagli accessori: sono gli strumenti con cui una piattaforma basata sulla compatibilità con un catalogo storico potrà ricevere correzioni e nuove funzioni.

Per chi possiede già cartucce e controller, M64 offre una risposta molto precisa: usare il Nintendo 64 su un televisore moderno senza rinunciare ai supporti originali, scegliendo risoluzioni fino al 4K, filtri CRT o scanline e una modalità di overclock standard. Per chi parte da zero, il conto comprende invece controller, cavo HDMI e giochi separati, mentre alcune funzioni annunciate non erano ancora disponibili al lancio.


Il punto, dunque, non è sostenere che il Nintendo 64 sia semplicemente tornato. È tornato il suo modo di funzionare: inserire una cartuccia, collegare fino a quattro controller e giocare sul divano, ora attraverso HDMI e un FPGA aggiornabile. M64 appare più convincente quando preserva questi gesti concreti; molto dipenderà però dalla qualità degli aggiornamenti e dalla compatibilità effettiva con i giochi. A 229,99 dollari non è un acquisto da affidare soltanto alla nostalgia, ma una proposta da valutare per ciò che riesce davvero a mantenere vivo.

Dove trovarlo: pagina ufficiale M64


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