Punti chiave
- Bessent afferma che il CLARITY Act rafforza gli standard di conformità per gli intermediari nel settore delle criptovalute.
- Il capo del Tesoro ha difeso le tutele per gli sviluppatori di soluzioni non custodiali e ha citato il sostegno delle forze dell’ordine.
- I leader del Senato devono affrontare crescenti pressioni politiche affinché il disegno di legge venga sottoposto al voto dell’Aula.
Bessent spinge il Senato a votare il CLARITY Act
Il 30 luglio il segretario al Tesoro Scott Bessent ha intensificato il dibattito sulla regolamentazione delle criptovalute negli Stati Uniti, descrivendo il CLARITY Act come un quadro bipartisan che ha già superato importanti tappe legislative. Ha sottolineato che la Camera ha approvato il disegno di legge più di un anno fa, seguito da migliaia di ore di negoziati bipartisan che hanno coinvolto legislatori e personale del Congresso, mentre le commissioni del Senato per le questioni bancarie e l’agricoltura hanno portato avanti le rispettive parti della legislazione.
Secondo Bessent, i repubblicani del Senato hanno messo a punto un testo pronto per essere discusso in aula, in attesa di essere votato. Criticando l’opposizione democratica, Bessent ha scritto:
«È deludente — ma non sorprendente — che i democratici al Senato stiano privilegiando la politica proprio alla vigilia di una grande vittoria per la leadership americana».
Passando alla posta in gioco economica, il segretario al Tesoro ha sostenuto che il Congresso ha l’opportunità di stabilire un quadro normativo per gli asset digitali piuttosto che consentire al settore di espandersi all’estero. Si è chiesto se i legislatori abbiano mai scelto di spingere un settore emergente fuori dagli Stati Uniti invece di regolamentarlo e ha avvertito che la mancata approvazione della legislazione minerebbe la leadership americana in un mercato globale in rapida crescita.
La sua critica si è estesa anche ai democratici che hanno contestato le disposizioni della proposta in materia di tutela dei consumatori e antiriciclaggio, sostenendo che diversi legislatori hanno ricevuto milioni di dollari in sostegno alla campagna elettorale dal settore delle criptovalute pur opponendosi al quadro normativo negoziato.
Il segretario al Tesoro difende le tutele per i consumatori e le protezioni per gli sviluppatori
Respingendo le accuse secondo cui la legislazione sarebbe carente, Bessent ha sostenuto che il CLARITY Act include protezioni significative contro le frodi, i danni ai consumatori e la finanza illecita. Ha affermato che i Titoli II e III rafforzerebbero in modo significativo gli obblighi normativi e di conformità per gli intermediari di asset digitali, sottoponendoli a standard paragonabili a quelli applicati alle istituzioni finanziarie tradizionali.
Il capo del Tesoro ha inoltre difeso il «Blockchain Regulatory Certainty Act», affermando che esso si limita a codificare una politica di lunga data del Tesoro secondo cui gli sviluppatori di software non custodiale non sono soggetti agli obblighi di registrazione previsti dal «Bank Secrecy Act», poiché non assumono mai la custodia delle risorse dei clienti. Ha aggiunto che i critici avevano interpretato erroneamente la disposizione nonostante la sua portata limitata.
Bessent ha inoltre sottolineato il sostegno da parte della Fraternal Order of Police, osservando che l’organizzazione, pur avendo in precedenza contestato alcune parti della normativa, ora appoggia il disegno di legge rivisto a seguito dei negoziati. Ha presentato tale appoggio come prova del fatto che le preoccupazioni delle forze dell’ordine sono state affrontate attraverso gli emendamenti apportati al quadro normativo.
Il voto del Senato deve affrontare crescenti pressioni politiche
Sette senatori democratici continuano a chiedere disposizioni più rigorose in materia di etica, tutela dei consumatori, conflitti di interesse, integrità del mercato e finanziamenti illeciti. Galaxy Research ha recentemente abbassato la sua stima della probabilità di approvazione dal 50% al 30%, mentre il presidente della Securities and Exchange Commission (SEC) degli Stati Uniti, Paul Atkins, si è detto ottimista sul fatto che il Congresso approverà alla fine la legge e ha offerto assistenza tecnica durante il processo.
La pressione politica si è intensificata con l’avvicinarsi delle elezioni di medio termine e la riduzione del calendario del Senato. Stand With Crypto intende valutare il voto di ogni senatore per conto dei suoi 3 milioni di sostenitori, mentre i sondaggi indicano che quasi il 70% dei possessori di criptovalute tiene conto della politica sulle risorse digitali nella scelta dei candidati. Chiedendo un intervento immediato, Bessent ha scritto:
“Il Senato deve votare SUBITO su questa legge storica. La verità è che i democratici al Senato hanno paura di portare avanti il CLARITY Act perché temono la senatrice Warren e l’‘esercito anti-criptovalute’ che lei una volta ha promesso di creare.”
Il disegno di legge aggiornato amplia la supervisione federale sulle criptovalute
La senatrice statunitense Cynthia Lummis (R-WY) ha pubblicato il 22 luglio il testo legislativo aggiornato, che integra il lavoro svolto sia dalla Commissione bancaria che da quella agricola del Senato. La proposta, di 616 pagine, stabilisce percorsi di registrazione per le società che operano nel settore degli asset digitali, ripartisce la vigilanza tra la SEC e la Commodity Futures Trading Commission (CFTC), rafforza la tutela dei beni dei clienti, amplia gli obblighi di informativa e affronta tematiche quali l’autocustodia, le stablecoin, gli sviluppatori di software e il trattamento in caso di fallimento.
La Commissione del Senato degli Stati Uniti per le questioni bancarie, l’edilizia abitativa e gli affari urbani ha approvato la proposta di legge con un voto bipartisan di 15 a 9 il 14 maggio, dopo mesi di negoziati, trasferendo il CLARITY Act all’aula del Senato per la discussione.
Bessent ha concluso inquadrando il dibattito come una scelta determinante per la competitività degli Stati Uniti, affermando:
«L’America sarà all’avanguardia oppure no. Non è più complicato di così».
Richiamandosi al creatore di bitcoin, Satoshi Nakamoto, il segretario al Tesoro ha aggiunto: «Credo che Satoshi una volta l’abbia detto nel modo migliore: “Se non mi credete o non capite, non ho tempo per cercare di convincervi, mi dispiace.”»
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Alan Inman
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