Pgt di Sirmione, le opposizioni presentano 180 emendamenti per correggerlo: non è ostruzionismo



Centottanta emendamenti per modificare la variante al Piano di Governo del Territorio di Sirmione che approderà in Consiglio comunale il 29 luglio. A presentarli sono i quattro consiglieri di opposizione Marcello Bertoldi e Andrea Volpi, del gruppo consiliare “Sìamo Sirmione”, insieme a Roberto Campagnola e Sofia Ermogene, del gruppo “Insieme per Sirmione”.

L’iniziativa arriva dopo il comunicato con cui le minoranze avevano denunciato un aumento di quasi 20 mila metri quadrati della superficie urbanizzata e urbanizzabile rispetto alla proposta illustrata prima delle elezioni di due anni fa.

«In vista del Consiglio abbiamo protocollato 180 emendamenti», dichiarano i consiglieri. «E vogliamo essere chiari sul perché sono così tanti. Non è ostruzionismo: è la conseguenza diretta di come l’Amministrazione ha gestito questo passaggio».

Al centro delle critiche c’è soprattutto il metodo seguito dall’Amministrazione. Secondo le opposizioni, la documentazione completa del piano, composta da migliaia di pagine e decine di tavole, sarebbe stata resa disponibile soltanto pochi giorni prima della seduta, nei tempi minimi previsti dalla legge e senza una fase preventiva di confronto.


«Ci sono state concesse le ore strettamente necessarie per legge, non un minuto di più», proseguono. «In quelle condizioni, esaminare un atto che deciderà dove e quanto si costruirà a Sirmione nei prossimi anni significa lavorare senza sosta. I 180 emendamenti sono il frutto di quel lavoro: se ce ne sono così tanti, è perché tanti erano gli errori e i punti da chiarire, e perché non ci è stato dato il tempo di discuterli prima, come sarebbe stato ragionevole per un atto di questa portata».

Le proposte di modifica, spiegano i consiglieri, sono state costruite come un intervento organico sul piano. Gli obiettivi dichiarati sono ridurre il consumo di suolo, correggere errori e incongruenze, rafforzare le tutele ambientali e paesaggistiche e rendere verificabili nel tempo le scelte urbanistiche.

Uno dei capitoli principali riguarda il bilancio ecologico e la richiesta di distinguere in modo netto le superfici urbanizzate, urbanizzabili e agricole. Le opposizioni chiedono inoltre che venga rappresentato il consumo lordo di suolo e non soltanto il saldo finale, con garanzie effettive sulle aree considerate compensative.

Sul fronte degli ambiti di trasformazione, gli emendamenti puntano a chiedere la dimostrazione del reale fabbisogno delle nuove edificazioni e una riduzione delle capacità edificatorie ritenute non giustificate. Tra gli aspetti da valutare vengono indicati il traffico, i servizi disponibili, i carichi urbanistici e il rischio idraulico.

Ampio spazio è dedicato anche alla rete ecologica e alla tutela di corridoi, varchi, siepi, filari e canneti. Tra le richieste figura il riconoscimento effettivo del Bosco della Colombarola, con compensazioni ecologiche vincolate e monitorate, anziché affidate a semplici monetizzazioni.


Altri emendamenti riguardano il reticolo idrico minore, il coordinamento con la polizia idraulica e la corretta rappresentazione delle fasce di rispetto. Vengono inoltre segnalate omissioni relative a chiese, nuclei antichi e aree archeologiche, tra cui Punta Grò e le zone considerate ad alto rischio archeologico.

Tra i casi più significativi viene indicato l’ambito A01 – Ex Hotel Brunella, per il quale le opposizioni chiedono di ridurre la capacità edificatoria, aumentata rispetto alla proposta del 2024, in un’area vicina alla chiesa di San Pietro in Mavino e ritenuta particolarmente delicata sotto il profilo paesaggistico.

Per l’ambito A17 – Colombarola, la contestazione riguarda la previsione di un nuovo quartiere da circa 480 abitanti, con edifici fino a quattro piani e senza servizi pubblici. I consiglieri chiedono che venga riconosciuto e tutelato il boschetto cresciuto spontaneamente, considerato una naturale isola contro il calore.

L’ambito A25, relativo a un’area di proprietà comunale, è al centro di un’altra richiesta di chiarimento: le opposizioni contestano la destinazione a nuova edificazione residenziale con indice 0,40 e chiedono che venga valutato un utilizzo pubblico, anche per servizi e finalità collettive.

Su Punta Grò, infine, la proposta è impedire che l’area dell’ex sede dei Volontari del Garda venga utilizzata come credito contabile per compensare nuovo consumo di suolo in altre zone del territorio, mettendo a rischio il progetto di riqualificazione.


«Non siamo contrari allo sviluppo», precisano i consiglieri. «Crediamo che il futuro di Sirmione debba passare dalla rigenerazione urbana, dal recupero degli edifici inutilizzati e dalla tutela delle poche aree libere rimaste. In un territorio già fortemente urbanizzato e sottoposto a una pressione turistica eccezionale, prima di consumare nuovo suolo il Comune deve dimostrare che le nuove previsioni sono davvero necessarie e sostenibili».

La richiesta rivolta alla maggioranza è di affrontare nel merito ciascun emendamento durante la seduta del 29 luglio, chiarendo pubblicamente quali proposte verranno accolte e quali respinte.

«Ci auguriamo un confronto vero», concludono. «Un Piano destinato a incidere sul futuro di tutta Sirmione non può essere adottato senza aver prima valutato nel merito proposte che nascono da un solo obiettivo: un piano più trasparente nei numeri, più rigoroso nelle regole, più attento ai residenti e realmente orientato al recupero dell’esistente. Non è ostruzionismo: è il tentativo concreto di migliorare un atto che presenta errori e scelte politiche molto discutibili».

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 Redazione BsNews.it

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