L’accordo è stato firmato martedì 21 luglio, a Varsavia, dal ministro dell’Interno polacco, Marcin Kierwiński, e dal commissario europeo per la Difesa e lo Spazio, Andrius Kubilius. Varsavia investirà 656 milioni di euro provenienti dal dispositivo europeo per la ripresa e la resilienza nella realizzazione di un proprio modulo di connettività satellitare sicura, integrato nella costellazione europea IRIS². La Polonia diventa così uno dei sei principali contributori, insieme a Spagna, Ungheria, Francia, Germania e Italia, al progetto da 10,6 miliardi di euro.
L’accordo si inserisce nella strategia della Commissione europea volta a utilizzare maggiormente i fondi ancora disponibili nell’ambito dei piani nazionali di ripresa per investimenti nei settori della sicurezza, della difesa e dello spazio.
“Oggi la Polonia aderisce a un importante programma europeo per la costruzione di comunicazioni sicure”, ha dichiarato Kierwiński. “Si tratterà di un sistema completamente indipendente che garantirà la nostra sicurezza e la nostra piena autonomia”.
Durante la conferenza stampa, Kierwiński ha sottolineato l’impegno della Polonia nei confronti dei progetti spaziali europei e la necessità di concentrarsi su nuove soluzioni in grado di rafforzare la sicurezza degli Stati membri. Secondo il ministro, le tecnologie spaziali dovrebbero svolgere un ruolo chiave in questo senso.
Una dimostrazione di leadership
Durante la cerimonia, il commissario UE Kubilius ha definito la decisione polacca “una vera dimostrazione di leadership” e un passo strategico per rafforzare la sicurezza del fianco orientale dell’Unione europea.
“Questa è una giornata importante per la Polonia, per il fianco orientale e per l’intera Unione europea”, ha dichiarato Kubilius. “La Polonia sta dimostrando una vera leadership: investendo nello spazio, investe nella sua sicurezza, nella sua economia e nel suo futuro”.
Come sottolineato dal commissario UE, l’investimento sarà finanziato attraverso i fondi del Piano nazionale polacco di ripresa e resilienza, dal quale Varsavia ha ricevuto complessivamente circa 60 miliardi di euro.
Secondo Kubilius, la scelta consentirà alla Polonia di disporre di capacità satellitari aggiuntive e, al tempo stesso, di accrescere le risorse a disposizione di tutti gli Stati membri. “La Polonia avrà maggiori capacità e tutta l’Europa avrà maggiori capacità”, ha spiegato il commissario, sottolineando il valore dell’approccio modulare adottato da Varsavia.
IRIS² sarà composto da 290 satelliti e fornirà all’Europa connettività sicura e, in prospettiva, internet ad alta velocità per i cittadini. La nuova infrastruttura potrà essere utilizzata tanto per finalità civili quanto per esigenze di sicurezza e difesa.
Tra gli obiettivi indicati da Kubilius figurano la protezione delle comunicazioni governative e diplomatiche dallo spionaggio straniero, il controllo delle frontiere, il contrasto alla criminalità e il sostegno alle operazioni di ricerca e soccorso in mare.
“La connettività sicura dallo spazio è la nostra ancora di salvezza in tempi di crisi e di guerra”, ha affermato il commissario, sostenendo che le comunicazioni satellitari siano particolarmente difficili da penetrare o interrompere da parte di attori ostili.
Il progetto prevede inoltre la realizzazione, sul territorio polacco, di una stazione di terra aggiuntiva, un cosiddetto “gateway”, che consentirà a Varsavia di gestire autonomamente alcune delle capacità nazionali integrate nella rete europea. L’infrastruttura dovrebbe generare occupazione qualificata e contribuire alla crescita dell’industria spaziale polacca.
Secondo Kubilius, l’investimento renderà la Polonia un vero e proprio hub di connettività per il fianco orientale, aumentando la disponibilità di comunicazioni satellitari sicure nell’area più direttamente esposta alle minacce provenienti dalla Russia.
Nel suo intervento, il commissario ha ricordato anche altri progetti portati avanti da Varsavia nel settore spaziale, tra cui la costellazione di osservazione terrestre CAMILA, anch’essa finanziata attraverso il Fondo europeo per la ripresa, e il nuovo Centro per la sicurezza civile e la resilienza, annunciato insieme all’Agenzia spaziale europea.
Le prossime tappe per le comunicazioni satellitari
Kubilius ha illustrato anche le prossime tappe della strategia europea per le comunicazioni satellitari. Nel corso del 2026 sono state avviate le prime operazioni di GOVSATCOM, il sistema attraverso il quale gli Stati membri mettono in comune e condividono capacità di comunicazione satellitare sicura.
Dal prossimo anno dovrebbero essere aggiunti servizi commerciali, mentre il programma IRIS² sarà accelerato con l’obiettivo di rendere operative le prime capacità entro il 2029.
Kubilius ha insistito soprattutto sulla necessità di evitare la proliferazione di sistemi nazionali separati, giudicati più costosi, meno interoperabili e meno efficienti rispetto a una rete europea comune.
“È meglio sviluppare un unico sistema europeo che possa crescere nel tempo, piuttosto che moltiplicare sistemi nazionali separati”, ha affermato. “Unendo le forze in Europa possiamo disporre di sistemi e servizi spaziali più numerosi, più economici e di migliore qualità”.
Come sottolineato da Kubilius, la decisione di Varsavia rappresenta un modello da seguire per gli altri Stati membri: utilizzare risorse europee per sviluppare capacità nazionali integrate in un’infrastruttura comune, riducendo la frammentazione e rafforzando la sovranità tecnologica e strategica dell’Unione.
Salvaguardare le comunicazioni critiche dalla minaccia russa e dalla dipendenza dagli Stati Uniti
Proposto dalla Commissione UE nel febbraio 2022, IRIS² dovrebbe vedere i primi lanci dei satelliti della costellazione nel 2029, secondo l’ESA, mentre i primi servizi dovrebbero iniziare nel 2030. Il progetto riflette la crescente determinazione dell’Europa a salvaguardare le comunicazioni critiche dopo l’invasione russa dell’Ucraina e nel contesto delle tensioni geopolitiche con l’amministrazione di Donald Trump negli Stati Uniti. Sono inoltre aumentate le preoccupazioni per la dipendenza dai servizi satellitari privati, dopo che all’inizio di quest’anno Musk ha suggerito la possibilità di limitare l’accesso di Starlink all’Ucraina.
Sebbene sia percepito come un’alternativa a Starlink, sul piano tecnico IRIS² presenta una configurazione profondamente diversa. Sarà composto da 290 satelliti in orbita terrestre bassa e media (LEO e MEO), rispetto agli oltre 10.000 satelliti Starlink attualmente in orbita bassa (LEO), gestiti da SpaceX. A differenza di Starlink, la cui configurazione punta sulla densità della rete, IRIS² mira a integrare capacità già esistenti degli operatori europei SES, Eutelsat e Hispasat.
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