aggiornamenti anche su scuola Collodi e asilo in via Milano


Il sindaco chiarisce il contenuto dello studio dell’Università di Bologna, corregge il riferimento allo zinco e ripercorre l’iter della bonifica in vista della Conferenza dei Servizi di settembre. Poi il punto sui due principali cantieri scolastici della città.

Il sindaco di Porto Sant’Elpidio torna sulla vicenda della “Cattedrale” dopo il confronto con il Coordinamento: «L’ateneo era chiamato a valutare la possibilità di bonificare le murature, non a pronunciarsi sulla demolizione». Corretto anche il riferimento allo zinco: «È stata un’inesatezza, i contaminanti sono arsenico, piombo e cromo». Aggiornamenti anche sulle principali opere pubbliche della città.

La Conferenza dei Servizi di settembre sarà il prossimo passaggio decisivo per il futuro dell’Ex FIM, la storica “Cattedrale” che domina il lungomare di Porto Sant’Elpidio.

Dopo il confronto con il Coordinamento a tutela dell’area, il sindaco Massimiliano Ciarpella è tornato sull’argomento per chiarire il contenuto dello studio affidato all’Università di Bologna, correggere un’imprecisione contenuta in un precedente aggiornamento e fare il punto sul percorso amministrativo che dovrà portare all’approvazione del nuovo progetto di bonifica.


Nel corso dello stesso intervento il primo cittadino ha illustrato anche lo stato di avanzamento di due opere considerate strategiche per la città: la nuova scuola Collodi e il nuovo asilo nido di via Milano.

Ex FIM, «l’Università non era chiamata a decidere sulla demolizione»

Al centro della vicenda c’è la cosiddetta “Cattedrale”, l’edificio industriale dei primi del Novecento dove un tempo venivano stoccati i concimi, oggi sottoposto a vincolo della Soprintendenza quale importante testimonianza di archeologia industriale costiera.

Dopo le osservazioni del Coordinamento, che aveva contestato alcune affermazioni dell’amministrazione sul contenuto della relazione tecnica dell’Università di Bologna, Ciarpella ha voluto precisare il ruolo svolto dall’ateneo. «Non accetto che venga messo in dubbio il lavoro dei tecnici e di tutti coloro che stanno collaborando per risolvere una vicenda che si trascina da decenni», ha affermato il sindaco.

Il primo cittadino ha spiegato che all’Università non era stato chiesto di esprimersi sull’eventuale demolizione dell’edificio.


«Il quesito formulato durante la Conferenza dei Servizi riguardava esclusivamente la possibilità di individuare tecniche di bonifica in grado di recuperare in maniera certa e definitiva le murature contaminate dell’ex fabbrica», ha spiegato.

Secondo quanto riferito da Ciarpella, la risposta dell’ateneo è stata chiara: allo stato attuale non esistono metodologie scientificamente validate che consentano una bonifica definitiva delle murature interessate dalla contaminazione.

La decisione sull’eventuale demolizione non spetta quindi all’Università di Bologna, ma sarà assunta nell’ambito della Conferenza dei Servizi, chiamata a valutare il progetto aggiornato che la proprietà dovrà presentare.

L’ indirizzo condiviso nell’ultimo tavolo tecnico prevede infatti la richiesta di un piano di bonifica che contempli la demolizione controllata delle strutture esistenti e la successiva ricostruzione dell’area.

L’obiettivo dell’amministrazione è riconvocare la Conferenza dei Servizi nelle prime settimane di settembre, per arrivare a una decisione definitiva su una delle più complesse operazioni di rigenerazione urbana della città.


La precisazione sugli inquinanti

Nel corso dell’aggiornamento il sindaco ha inoltre corretto un’imprecisione contenuta nel precedente video. Il riferimento alla presenza di zinco tra gli agenti contaminanti è stato definita un’inesatezza.

Gli elementi individuati nelle analisi sono infatti arsenico, piombo e cromo. Una puntualizzazione che arriva dopo le osservazioni del Coordinamento, che aveva evidenziato come nella relazione dell’Università di Bologna non fosse riportata la presenza di concentrazioni anomale di zinco.

Scuola Collodi, lavori in avanzamento: investimento salito a 3,7 milioni

Il sindaco ha aggiornato la cittadinanza anche sull’avanzamento della nuova scuola Collodi, un’opera rimasta ferma dal 2016 e ripartita grazie alla collaborazione tra Comune, Ufficio Speciale per la Ricostruzione ed il Commissario Straordinario Guido Castelli.


Conclusa la realizzazione delle fondazioni, il cantiere è pronto ad affrontare la fase di elevazione dei pilastri. Il finanziamento iniziale di 2,3 milioni di euro è stato incrementato di ulteriori 1,4 milioni, portando il valore complessivo dell’intervento a 3,7 milioni di euro.

Le risorse aggiuntive consentiranno di migliorare il progetto originario con nuovi laboratori didattici, aule dedicate all’inclusione, l’ampliamento della mensa e uno spazio coperto destinato all’attività motoria. L’obiettivo dell’amministrazione è completare e consegnare il nuovo edificio scolastico entro il 2027.

Asilo in via Milano apertura confermata il 21 settembre

È ormai nella fase conclusiva anche il cantiere del nuovo asilo nido in via Milano, nel quartiere Faleriense.

L’intervento, finanziato con 1,3 milioni di euro del PNRR, è stato integrato con risorse comunali destinate al completamento delle aree esterne, alla rifinitura del piano interrato e alla realizzazione dell’impianto fotovoltaico.


Un ulteriore stanziamento sarà dedicato agli arredi, con l’obiettivo di rendere la struttura completamente operativa fin dall’avvio delle attività educative.

L’inaugurazione del nuovo asilo e l’apertura del servizio sono confermate per il prossimo 21 settembre.

Per leggere il precedente articolo sull’argomento Ex Fim:

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