Punti chiave
- Il 10 luglio 2026 il Bitcoin Policy Institute ha presentato istanza di intervento in qualità di convenuto nel caso del portafoglio da 293 miliardi di dollari.
- Il 7 luglio l’avvocato di Noah Doe ha chiesto al tribunale di negare a Ian Cohen lo status di amicus curiae e di revocare la sospensione del procedimento.
- La giudice Kathy J. King terrà un’udienza il 14 luglio per esaminare le istanze presentate dal BPI, da Cohen e da John Doe 33.
L’istanza rientra nel procedimento ABC Company, XYZ Company e Noah Doe contro John Does 1-39.069, n. di registro 153119/2026, dinanzi alla giudice Kathy J. King presso la Corte Suprema della Contea di New York. I ricorrenti chiedono al tribunale di dichiararli legittimi proprietari di 39.069 indirizzi Bitcoin ai sensi della legge dello Stato di New York sui beni smarriti, sostenendo che le monete siano state abbandonate poiché sono rimaste inutilizzate per almeno cinque anni.
BPI afferma che i propri bitcoin sono ora a rischio
Conner Brown, amministratore delegato di BPI, ha illustrato la posta in gioco in una dichiarazione giurata. Ha affermato che BPI detiene una parte della propria tesoreria in quella che definisce una «Riserva a lungo termine», ovvero bitcoin conservati in custodia propria senza alcuna intenzione di spostarli per anni.
Tale riserva, ha dichiarato Brown, «presenta le stesse caratteristiche dei cosiddetti “portafogli abbandonati”» citati nella causa. Se i ricorrenti dovessero vincere, ha avvertito Brown, la BPI sarebbe costretta ad abbandonare del tutto l’autocustodia e a consegnare i propri bitcoin a un custode terzo, al solo scopo di evitare future rivendicazioni.
La risposta proposta da BPI, depositata insieme alla mozione di intervento, nega quasi tutte le accuse sostanziali contenute nella denuncia modificata e solleva quindici eccezioni difensive. Tra queste: gli indirizzi bitcoin non costituiscono «beni» ai sensi della Legge sui beni mobili dello Stato di New York, il tribunale non ha giurisdizione personale sui titolari di portafogli globali anonimi e Noah Doe non è mai diventato un «scopritore» semplicemente consegnando alla polizia un elenco di indirizzi pubblici.
Rachel Rodman, partner dello studio White & Case, che rappresenta la BPI, ha dichiarato al tribunale nella propria dichiarazione giurata che la BPI desidera ottenere l’autorizzazione a presentare un’istanza di rigetto prima di depositare una risposta formale.
Una dichiarazione conferma la mossa
La BPI ha confermato il deposito direttamente ai propri follower su X. L’organizzazione ha affermato di essere intervenuta «per proteggere i bitcoin della BPI, che deteniamo a lungo termine come tanti altri HODLer di bitcoin», e ha indicato Rodman e Prat Vallabhaneni, socio di White & Case, come propri consulenti legali. La BPI ha dichiarato che continuerà a pubblicare aggiornamenti man mano che il caso procede.
L’avvocato dei querelanti spinge per escludere Cohen
Mentre BPI preparava il proprio ricorso, l’avvocato di Noah Doe stava combattendo una battaglia separata contro l’avvocato Ian Cohen, il quale a maggio aveva chiesto al tribunale il permesso di presentare un parere di amicus curiae in opposizione alla causa. Lo studio legale dei ricorrenti ha depositato un memorandum il 7 luglio sostenendo che il parere di Cohen non offre nulla di utile al tribunale. Secondo il documento, il testo di trentacinque pagine cita solo dodici decisioni giudiziarie e si basa su argomentazioni politiche prive di fondamento piuttosto che su autorità giuridiche. L’avvocato dei ricorrenti ha inoltre sostenuto che la presunta competenza di Cohen non sia altro che un hobby personale, non il tipo di conoscenza specialistica che i tribunali si aspettano da un «esperto imparziale».
Il memorandum va oltre, accusando Cohen di utilizzare il contenzioso per autopromozione. A sostegno di tale affermazione sono allegati documenti che mostrano Cohen mentre discute il caso durante la partecipazione a un podcast, registrata circa dieci minuti dopo la presentazione della sua istanza di amicus curiae, oltre a post sui social media che pubblicizzano un evento con intervento pubblico e esortano il pubblico a partecipare all’udienza del 14 luglio.
Il legale dei ricorrenti ha chiesto al tribunale di negare a Cohen lo status di amicus curiae, di revocare la sospensione causata dal suo ricorso e di stralciare una memoria di opposizione non autorizzata che Cohen ha presentato il 19 giugno senza aver prima chiesto il permesso al tribunale.
Altre voci intervengono nel caso
BPI non è l’unica parte esterna a intervenire. La Digital Chamber, un’associazione di categoria nel settore degli asset digitali, ha depositato una notifica di comparizione il 9 luglio tramite l’avvocato Stephen D. Palley dello studio Brown Rudnick, manifestando il proprio interesse per l’esito del procedimento.
Separatamente, il titolare di un portafoglio che usa lo pseudonimo di John Doe 33 è diventato il primo convenuto nominato a contestare formalmente la causa, presentando una mozione di archiviazione il 30 giugno. Anche l’attività on-chain ha complicato la teoria dell’abbandono avanzata dai ricorrenti, con diversi portafogli identificati che hanno trasferito bitcoin nelle settimane successive a quando il caso ha attirato l’attenzione dell’opinione pubblica, compreso un trasferimento di 500 BTC avvenuto il 2 luglio.
Cosa succederà ora
Ogni filone del caso converge su un’unica data. Il giudice King ascolterà le argomentazioni orali il 14 luglio alle ore 10:30 al 60 di Centre Street, affrontando la richiesta di amicus curiae di Cohen, la sospensione in corso, l’istanza di archiviazione di John Doe 33 e ora la richiesta di intervento di BPI.
Una delle sfide più importanti che i ricorrenti dovranno probabilmente affrontare è la mozione di archiviazione presentata da John Doe 33 e il fatto che il giudice venga informato di tutti i BTC trasferiti dopo la presentazione della causa. Bitcoin.com News ha dato la notizia di diversi trasferimenti on-chain relativi al caso Noah Doe, così come hanno fatto Sani di timechainindex.com e Galaxy Research.
L’udienza non risolverà la richiesta di sentenza dichiarativa alla base della causa, ma determinerà chi avrà voce in capitolo man mano che il caso andrà avanti. Con la BPI, la Digital Chamber e un vero e proprio titolare di portafoglio che ora oppongono resistenza, i ricorrenti si trovano ad affrontare un’aula di tribunale molto più affollata di quanto avessero previsto quando il caso sembrava inizialmente destinato a concludersi con una sentenza in contumacia.
#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link
Alan Inman
Source link


