Mfe, Berlusconi: fusione EI Towers-Rai Way sfumata, 160 milioni di sinergie dal polo tv europeo


Pier Silvio Berlusconi parla di occasione persa su EI Towers-Rai Way, 160 milioni di sinergie dal polo tv europeo Mfe e conferma Prosieben ancora in Borsa.


9 Luglio 2026 alle 12:21





Preferisci ascoltare il riassunto audio?


Pier Silvio Berlusconi definisce la mancata integrazione tra EI Towers e Rai Way “una grande opportunità persa per il Paese” e, allo stesso tempo, rivendica il percorso di costruzione del polo televisivo paneuropeo guidato da Mfe-Mediaset, con sinergie attese quest’anno per 160 milioni di euro, in netto anticipo rispetto ai target comunicati al mercato.

EI Towers-Rai Way, l’operazione che non è mai decollata

Nel corso di un incontro con la stampa negli studi televisivi di Mediaset a Cologno Monzese, il presidente e amministratore delegato di Mfe-Mediaset è tornato sul dossier delle torri di trasmissione televisiva. EI Towers, operatore delle infrastrutture di rete di cui Mfe detiene il 40% (il restante 60% fa capo al fondo infrastrutturale F2i), è da anni indicata come partner industriale naturale di Rai Way, la società che gestisce le torri e gli impianti di diffusione del segnale della Rai.

Berlusconi ha ricordato come Mfe avesse tentato in passato di spingere verso un’integrazione: “Noi ci abbiamo provato con un’Opa e ci ha stoppato la politica, ora hanno stoppato le richieste di Rai Way: noi guardiamo a lungo termine, altri guardavano ai piccoli numeri e alla contabilità”. Con Opa (offerta pubblica di acquisto) si indica l’operazione con cui un soggetto si offre di comprare, a un determinato prezzo, le azioni di una società quotata per acquisirne il controllo o aumentare la propria partecipazione.

Berlusconi ha aggiunto che “ora stiamo valutando tutte le alternative possibili, ce ne sono varie”, lasciando intendere che sul fronte delle infrastrutture di trasmissione sono aperti diversi scenari, pur senza entrare nei dettagli.


Mfe, niente nuove acquisizioni nel breve: focus sull’integrazione

Guardando al perimetro del gruppo, il numero uno di Mfe ha chiarito che al momento non sono sul tavolo nuove operazioni straordinarie: “Un passo alla volta, non sono previste operazioni di Mergers and acquisitions a breve. Essersi mossi per primi farà tutta la differenza”. Con l’espressione mergers and acquisitions (fusioni e acquisizioni) si intendono le operazioni di crescita esterna con cui una società si fonde con un’altra o ne acquista il controllo, per rafforzare la propria presenza sul mercato, espandersi in nuovi Paesi o generare sinergie operative e di costo.

Mfe, che controlla il Biscione (lo storico gruppo televisivo Mediaset), negli ultimi anni ha integrato nel proprio perimetro il grande gruppo tedesco Prosieben e ha assunto una quota di minoranza nella portoghese Impresa, anch’essa attiva nel settore dei media. Con queste mosse il gruppo ha dato vita a un progetto di polo paneuropeo dei media, puntando su un’offerta di contenuti e pubblicità che si estende oltre il mercato italiano.

Sinergie oltre le attese e ricavi in crescita, ma con razionalizzazione

Secondo quanto illustrato da Berlusconi, la creazione del gruppo paneuropeo con l’integrazione di Prosieben consentirà a Mfe-Mediaset di registrare nel 2024 160 milioni di euro tra efficienze e sinergie, un risultato in forte anticipo rispetto alle previsioni iniziali. Le stime comunicate al mercato indicavano infatti 30 milioni di sinergie nel 2026, 60 milioni l’anno prossimo e 110 milioni nel 2028.

Le sinergie, in questo contesto, sono i risparmi di costo o i maggiori ricavi ottenuti mettendo insieme attività di più società: ad esempio, unificando acquisti, tecnologia, contenuti o strutture commerciali.

Sul fronte dei conti, Berlusconi ha ricordato che i ricavi del gruppo sono saliti da 2,6 miliardi di euro nel 2020 a 6,5 miliardi nel 2023. “Ora saremo leggermente in discesa perché stiamo semplificando le moltissime partecipazioni di Prosieben: sei sono state già vendute. Ma alziamo i margini”, ha spiegato il manager. In termini economico-finanziari, alzare i margini significa puntare a una maggiore redditività, cioè a un rapporto più elevato tra profitti e ricavi, anche a fronte di un fatturato complessivo un po’ più contenuto.


Prosieben resta quotata: niente leverage buy out e niente delisting

Uno dei temi più sensibili per il mercato riguarda il futuro di Prosieben sulla Borsa di Francoforte. Mfe detiene oggi oltre il 75% del capitale del gruppo media tedesco con sede in Baviera, una quota che in molti hanno ritenuto preludio a un possibile ritiro del titolo dalla quotazione.

Interpellato sulla possibilità che Mfe lanci un’operazione di leverage buy out (LBO) su Prosieben, Pier Silvio Berlusconi ha frenato. A una domanda sull’ipotesi di acquistare tutte le azioni in circolazione per arrivare al delisting (cioè alla revoca della quotazione in Borsa), il manager ha risposto: “Ci abbiamo pensato, ma in questo momento varie opportunità ci fanno evitare” questa opzione.

Il leverage buy out è un’operazione in cui un’azienda viene acquisita in larga parte ricorrendo al debito, che viene poi rimborsato con i flussi di cassa generati dalla stessa società acquistata. Il delisting, invece, è l’uscita di una società dalla Borsa, con il conseguente ritiro delle proprie azioni dal mercato regolamentato.

Berlusconi ha quindi aggiunto: “In breve termine non penso a un delisting”, confermando così l’intenzione di mantenere Prosieben quotata almeno nel futuro prossimo, pur in presenza di un controllo ormai largamente consolidato da parte di Mfe.

Questo scritto è redatto a solo scopo informativo, può essere modificato in qualsiasi momento e NON può essere considerato sollecitazione al pubblico risparmio. Il sito web non garantisce la correttezza e non si assume la responsabilità in merito all’uso delle informazioni ivi riportate.



#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link
 aigc-n-ansa

Source link

Di