Filadelfia (Stati Uniti), 5 luglio 2026 – Da una parte una delle principali sorprese dei Mondiali 2026, il Paraguay che ai sedicesimi di finale ha eliminato la Germania, dall’altra una delle più grandi favorite per la vittoria finale, la Francia, che nel turno precedente ha invece avuto la meglio della Svezia: il Lincoln Financial Field di Filadelfia, con temperature da record nel giorno della ricorrenza del 250esimo anno dell’indipendenza degli Stati Uniti, è teatro dell’ottavo di finale che, per la vincente, mette in palio i quarti di finale contro il Marocco, che nel tardo pomeriggio italiano ha travolto i padroni di casa del Canada.
Kylian Mbappé con Michael Olise dopo la vittoria con il Paraguay
Il muro sudamericano, quasi un ‘catenaccio’ vero e proprio, regge bene fino al 70′, quando Mbappé trasforma un rigore concesso dopo on field review dall’arbitro Tantashev dopo un contatto tra Diego Gomez e Doué, la mossa indovinata dalla panchina di Deschamps per provare a spettinare il match. I sudamericani schiumano rabbia per una decisione a loro detta ingiusta ed eccessiva e il clima si infiamma, ma devono arrendersi al verdetto arrivato a causa di un rigore, quasi un contrappasso per la lotteria dal dischetto invece amica contro la Germania, che forse da casa si starà mangiando ancora di più le mani per l’eliminazione prematura e deludente. Fatto sta che, seppur con il minimo scarto e stavolta senza convincere pienamente, passa la Francia, che ai quarti dovrà vedersela con il Marocco, una delle sorprese più positive della rassegna iridata.
Le formazioni ufficiali
Alfaro sceglie un 5-4-1 aperto da Gill, protetto da Caceres, Velazquez, Gustavo Gomez, Alderete e Alonso: a centrocampo ci sono Diego Gomez, Cubas, Galarza e Almiron, mentre l’unica punta è Enciso. Deschamps replica con un 4-2-3-1 che tra i pali vede Maignan, con Koundé, Upamecano, Saliba e Digne in una difesa schermata da Koné e Rabiot: davanti c’è Mbappé, assistito da Dembélé, Olise e Barcola.
Primo tempo
Il copione che si presenta non sorprende particolarmente: la Francia prova a guadagnare il predominio del campo, mentre il Paraguay si chiude e cerca di rendersi pericoloso in ripartenza. Tanto basta a confezionare una prima parte di primo tempo avara di emozioni, per usare un eufemismo, con i transalpini a raccogliere solo qualche corner. Al 22′, appena prima dell’hydratation break (mai come oggi molto utile), Koné calcia dai venti metri: il suo mancino viene deviato in calcio d’angolo. La replica del Paraguay è affidata a una conclusione sbilenca di Diego Gomez dopo una precedente conclusione rimpallata di Cubas. Al 31′ Mbappé stacca a caccia di un cross dalla destra, ma la difesa sudamericana ha la meglio. Ci prova poi Rabiot con un mancino dalla distanza che però sorvola la traversa. L’assedio transalpino prosegue al 36′, quando dagli sviluppi dell’ennesimo corner per i suoi Koundé schiaccia male la palla, preda di Gill. Al 38′ una conclusione di Dembélé viene deviata, rischiando quasi di beffare Gill prima della segnalazione dei 3′ di recupero che non aggiungono nulla a un primo tempo che vede la Francia soffocata dal prevedibile ‘catenaccio’ del Paraguay.
Secondo tempo
Nell’intervallo non ci sono cambi: dopo un’altra velleitaria conclusione da fuori di Rabiot, a sorpresa il primo blitz offensivo è ad opera di Almiron, che dopo un corpo a corpo con Saliba, prima vinto e poi perso, guadagna un corner dai cui sviluppi un’uscita così così di Maignan genera altri pericoli per i suoi. Proprio da un rilancio del portiere francese la palla arriva a Mbappé, che galoppa fino al recupero di Caceres, che lamenta un tocco di mano del rivale (non ravvisato dalla squadra arbitrale): dagli sviluppi del calcio d’angolo, da zona impossibile, Dembélé cerca la porta ma trova solo l’esterno della rete. Al 54′ Koné ci riprova da fuori, un po’ il fondamentale scelto dagli uomini di Deschamps per abbattere il muro biancorosso: Gill è attento e alza in corner la conclusione di destro.
Intanto Alfaro perde Alderete, uno dei suoi baluardi difensivi, per infortunio: il rimpiazzo è Canale, ma poco dopo, con la beffa di dover consumare subito un altro slot per i cambi, si ferma anche Enciso, rilevato da Caballero. Anche Deschamps muove qualche pedina, ma per scelta tecnica: esce Barcola, l’unico ammonito della partita, ed entra Doué. Alla ripresa del gioco Mbappé esplode un destro da fuori che non inquadra il bersaglio. Poco dopo il match si infiamma per un contatto in area tra Diego Gomez e Doué che l’arbitro Tantashev, dopo averlo inizialmente giudicato regolare, va a vedere al monitor per poi assegnare il rigore: sul dischetto va Mbappé, che spiazza Gill. Sponda Paraguay escono proprio Diego Gomez ed Almiron ed entrano Mauricio e Avalos. Il match si è ormai infiammato e un contatto duro tra Cubas e Rabiot vede l’arbitro Tantashev non estrarre cartellini gialli: incredibile ma vero.
Quasi per spezzare il momento di tensione, che vede Koné finire sull’elenco dei cattivi del fischietto uzbeko, Deschamps inserisce Cherki per Dembélé. All’87’ Alonso tenta la sortita offensiva e scarica una conclusione a incrociare che prima di terminare sul fondo rischia quasi di diventare un suggerimento per un compagno. Sul ribaltamento di fronte Mbappé prova a chiudere i conti, ma la sua botta, pur potente, è centrale per spaventare Gill. Al 90′, seppur in caduta, va al tiro Mauricio, con Maignan che risponde presente.
I problemi per la Francia non sono finiti, perché il recupero è di ben 10′ che Olise, uno degli uomini in blu oggi più in ombra, cerca di ammortizzare subendo un prezioso fallo sulla trequarti offensiva. L’unico schema residuo al Paraguay (non che prima le idee fossero molto diverse) è il lancio lungo per le punte, con la speranza che succeda qualcosa, che al 96′ rischia di succedere nell’altra porta, quando Doué riparte in velocità e serve a rimorchio Mbappé, murato per ben due volte da Gill. La Francia non chiude la pratica ma non incassa alcuna beffa: al 100′, e non è un tempo supplemntare, Tantashev fischia tre volte, mandando i transalpini ai quarti contro il Marocco
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