Certo che Matera e i materani sarebbero contenti, eccome, quando arriverà l’ambito di riconoscimento della commissione Unesco per l’inserimento tra i beni immateriali dell’Umanità dopo aver esaminato il dossier di candidatura, che va fatto conoscere ai cittadini pubblicandolo sul sito web dell’Associazione. E del resto i materani veraci, quelli che alla Festa della Protettrice Maria Santissima della Bruna ci tengono, non ne dimenticano storia, tradizione, fede. Spazio all’innovazione,quanto basta, ma senza forzature, derive identitarie che ne farebbero ”altro” e lo diciamo dopo aver raccolto e continuiamo a sentirne e a riceverne,https://giornalemio.it/, prese di posizioni di cittadini, che invitano alla riflessione. Lo diciamo dopo aver descritto per quasi 40 anni le vicissitudini dei rioni Sassi,dal percorso preparatorio per il riconoscimento , avvenuto il 9 dicembre 1993 avvenuto a Cartagena (Colombia) durante la consigliatura del sindaco Francesco Saverio Acito. Tanta soddisfazione, associata al finanziamento avviato dei 100 miliardi di lire della legge 771/86 per il riuso e il recupero degli antichi rioni, studi, scambi internazionali ( MaterAvana per esempio) regolamenti e codici di pratica e poi…la deriva dell’innovazione…con quel patrimonio dell’Umanità, insieme al parco delle chiese rupestri, che ha lasciato spazio a forzature funzionali, all’insediamento di attività produttive di vario tipo e alla graduale ridimensionamento delle presenze di cittadini, fino al capitolo delle subconcessioni. Effetto turismo? Situazione sfuggita di mano? Con il riconoscimento Unesco occorre andare cauti con l’innovazione. E questo capita quando si dimentica la storia dei rioni Sassi e la necessità di rispettarne anima e presenza-rapporto con l’uomo, struttura architettonica, urbanistica e manutenzione dei servizi. L’etichetta o brand(anglicismo da marketing consolidato spesso usato impropriamente) Unesco frutta un ritorno di immagine ed economico. Ci sta, ma si eviti la commercializzazione del bene, con tutte le problematiche che la cosa comporta sul piano gestionale, soprattutto quando non si hanno risorse umane e finanziarie per affrontarle. Non vorremmo, e auspichiamo che non accada, possa accadere anche alla Festa in onore della Patrona di Matera, Maria Santissima della Bruna. Occorre vigilare e attivare strumenti di controllo perché non diventi altro, capodanno compreso… Apprezziamo,comunque,l’auspicio del parlamentare Fabrizio Benzoni( Azione) in città per il 2 luglio e che auspica, nel comunicato che segue, il riconoscimento Unesco per la Festa della Bruna.
IL COMUNICATO STAMPA
Festa della Bruna, Benzoni: “Una tradizione che sa innovarsi, merita il riconoscimento UNESCO”
Matera, 4 luglio – “Per il terzo anno consecutivo ho avuto l’onore di partecipare alla Festa della Bruna a Matera, una delle manifestazioni religiose e popolari più straordinarie del nostro Paese.
Ogni anno torno a Matera con la consapevolezza di vivere qualcosa di unico, ma quest’edizione mi ha colpito in modo particolare. Ho avuto infatti la netta percezione di quanto la festa sia cresciuta, non solo dal punto di vista organizzativo, ma anche nella capacità di promuoversi e di coinvolgere persone provenienti da tutta Italia e dall’estero. I numeri registrati in ogni momento della celebrazione – dalla celebrazione della Santa Messa delle 4.30, alla Processione dei Pastori, fino al tradizionale Strazzo del carro trionfale – testimoniano una partecipazione straordinaria e sempre più ampia.
La ragione di questa crescita, a mio avviso, sta nella capacità di innovare senza tradire la propria identità. La Festa della Bruna non ha rincorso la modernità modificando la propria storia, ma ha scelto di utilizzare gli strumenti della modernità per raccontare meglio una tradizione che ha oltre seicento anni.
La nuova applicazione dedicata alla manifestazione rappresenta un esempio concreto di questa visione: aiuta chi arriva per la prima volta a orientarsi tra gli appuntamenti, a comprenderne il significato e a scoprirne la storia. Allo stesso modo, l’esperimento realizzato attraverso gli occhiali digitali, che hanno permesso di seguire la festa dal punto di vista dei suoi protagonisti ha dimostrato come la tecnologia possa diventare uno strumento per avvicinare le persone alle proprie radici e non per allontanarle da esse.
Nel corso della mia permanenza ho incontrato amministratori, rappresentanti delle istituzioni e organizzatori, proseguendo il lavoro di sostegno alla candidatura della Festa della Bruna a Patrimonio culturale immateriale dell’UNESCO. Un riconoscimento che, per storia, valore identitario e partecipazione popolare, questa manifestazione merita pienamente.
L’aspetto che più mi ha colpito, però, è stato osservare il ruolo delle nuove generazioni. In un tempo in cui troppo spesso si racconta di giovani lontani dalle tradizioni e dalla dimensione religiosa, a Matera ho visto esattamente il contrario. Ho visto ragazze e ragazzi trascorrere l’intera notte insieme e poi presentarsi, ancora stanchi ma presenti, alla celebrazione della Santa Messa delle 4.30, partecipando con convinzione a uno dei momenti più significativi della festa.
È un’immagine che vale più di tante analisi sociologiche. Significa che questa comunità è riuscita a fare ciò che molti ritengono impossibile: trasformare una tradizione in un’esperienza viva, capace di parlare alle nuove generazioni senza perdere il proprio significato religioso. La dimensione popolare non sostituisce quella mariana e cattolica, ma la accompagna e la rafforza. Il momento di festa conduce naturalmente al “Evviva Maria”, e quel passaggio avviene con spontaneità, perché è parte dell’identità stessa della Bruna.
Questa è la vera forza della Festa della Bruna. Non scegliere tra tradizione e innovazione, tra fede e partecipazione popolare, tra memoria e futuro. Ma dimostrare che tutto questo può convivere, se una comunità crede davvero nella propria storia e la trasmette con autenticità.
È questa la lezione che Matera offre all’Italia ed è anche la ragione per cui continuerò a sostenere con convinzione il percorso verso il riconoscimento della Festa della Bruna come Patrimonio culturale immateriale dell’UNESCO.”
Così Fabrizio Benzoni, deputato della Repubblica.
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Franco Martina
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