La richiesta congiunta III.A e III.E non è valida se i nuovi generatori servono le stesse utenze domestiche
Il GSE ha pubblicato una nuova FAQ sul Conto Termico 3.0 per chiarire il corretto utilizzo dell’agevolazione nel caso di sostituzione di una caldaia a gas combinata, ossia un generatore che produce sia riscaldamento sia acqua calda sanitaria.
La domanda riguarda una configurazione tecnica: è possibile presentare una richiesta di multi-intervento che preveda, contemporaneamente:
- la sostituzione della caldaia con una pompa di calore per il riscaldamento, riconducibile all’intervento III.A;
- l’installazione di uno scaldacqua a pompa di calore per la produzione di acqua calda sanitaria, riconducibile all’intervento III.E?
Prima di entrare nel dettaglio della risposta, vale la pena ricordare quanto sia importante impostare correttamente la pratica fin dall’inizio: la distinzione tra climatizzazione invernale e produzione di ACS può fare la differenza tra incentivo ammesso e spesa esclusa.
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Il caso: caldaia combinata sostituita da due generatori distinti
Il chiarimento riguarda l’ipotesi in cui l’impianto esistente sia una caldaia a gas combinata, quindi un unico generatore che serve sia la climatizzazione invernale sia la produzione di ACS.
In fase di sostituzione, il progetto potrebbe prevedere due apparecchi distinti:
- una pompa di calore dedicata al riscaldamento;
- uno scaldacqua a pompa di calore dedicato alla sola acqua calda sanitaria.
Secondo il GSE, però, questa configurazione non consente di cumulare i due interventi III.A e III.E nella medesima richiesta di incentivo, se i nuovi generatori servono le stesse utenze.
In tale circostanza, è ammissibile esclusivamente l’intervento III.A, perché lo scaldacqua a pompa di calore non è incentivabile come III.E.
Questa tipologia incentiva la sostituzione di scaldacqua elettrici o a gas con scaldacqua a pompa di calore. La condizione è quindi la rimozione di un generatore preesistente dedicato alla sola produzione di acqua calda sanitaria.
Nel caso della caldaia combinata, invece, il generatore rimosso non è uno scaldacqua per sola ACS, ma un impianto che svolge anche la funzione di climatizzazione invernale.
Per questo motivo la richiesta relativa all’intervento III.E non può essere ammessa.
Cosa rientra nell’intervento III.A?
L’intervento III.A riguarda la sostituzione di impianti di climatizzazione invernale esistenti con impianti di climatizzazione invernale dotati di pompe di calore elettriche o a gas.
La produzione di acqua calda sanitaria può essere presente solo quando è collegata a un impianto di climatizzazione invernale e non quando il nuovo generatore è dedicato esclusivamente all’ACS.
La FAQ precisa infatti che l’installazione di uno scaldacqua a pompa di calore, o di una pompa di calore dedicata solo all’acqua calda sanitaria, non è mai ammissibile nell’ambito dell’intervento III.A.
Il motivo è semplice: il Conto Termico non incentiva la sostituzione di impianti di riscaldamento con generatori destinati alla sola produzione di ACS, perché questi ultimi non possono essere considerati impianti di climatizzazione invernale.
Cos’è il multi intervento e cosa rientra?
Per multi intervento si intende la realizzazione contestuale sul medesimo edificio di più interventi di cui agli articoli 5 (interventi di incremento dell’efficienza energetica in edifici esistenti,
parti di edifici esistenti o unità immobiliari esistenti dotati di impianto di climatizzazione) e 8 (interventi di piccole dimensioni di produzione di energia termica da
fonti rinnovabili e di sistemi ad alta efficienza in edifici esistenti, in parti di edifici esistenti o unità immobiliari esistenti, dotati di impianto di climatizzazione) del D.M. 8 agosto 2025, progettati e pianificati come un unico progetto.
Requisiti, interventi e casi particolari: scarica la guida FAQ
Per orientarti tra requisiti, interventi ammessi, casi particolari e corretta compilazione delle pratiche, abbiamo raccolto in un’unica guida tutte le FAQ aggiornate sul Conto Termico 3.0. All’interno trovi i chiarimenti utili per interpretare correttamente le nuove regole, distinguere le diverse tipologie di intervento, evitare errori nella richiesta dell’incentivo e verificare quali spese possono essere effettivamente ammesse al contributo.
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Indirizzo articolo: https://biblus.acca.it/notizie/conto-termico-3-0-no-al-doppio-incentivo-per-pompa-di-calore-e-scaldacqua-se-sostituiscono-una-caldaia-combinata/
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Alfonso Roma
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