Nei suoi quasi ottant’anni di vita, Dominique Vivant Denon è stato un uomo abituato alla bellezza e alla grandiosità. Diplomatico, scrittore, incisore, fu il primo direttore del Museo del Louvre. Eppure anche lui, davanti all’Etna, aveva dovuto arrendersi all’evidenza: “Tutto ciò che la natura ha di grande, – ha scritto nel suo Voyage en Sicilie, nel 1785 – tutto ciò che ha di piacevole, tutto ciò che ha di terribile, si può paragonare all’Etna e l’Etna non si può paragonare a nulla”.
Ed eccolo qua l’Etna, un gigante in perenne movimento, un vulcano capace di trasformare in pochi giorni il paesaggio attorno a sé, con una portata minacciosa sempre presente e al tempo stesso una rara bellezza. Il simbolo della Sicilia orientale è percorso da sentieri che attraversano foreste di pino laricio, distese di lava solidificata, grotte sotterranee e crateri ormai spenti. Ogni stagione ha la sua magia, ma l’estate è tra queste un momento assai particolare, dove il vulcano è capace di risplendere contro l’azzurro potente del cielo terso della Trinacria.
Il Parco dell’Etna: come arrivare
Il Parco dell’Etna, istituito nel 1987 per volontà della Regione Siciliana, si estende sulla costa orientale dell’isola, nel territorio della città metropolitana di Catania. Con una superficie di circa 58mila ettari complessivi e un perimetro di base di circa 135 chilometri è uno dei parchi regionali più grandi d’Italia.
Il vulcano, che ne costituisce il cuore, raggiunge oggi i 3.329 metri di altitudine. La notazione cronologica è data dal fatto che la quota varia nel tempo, poiché le eruzioni possono modificare l’altezza del cono sommitale. Sono venti i comuni che ricadono all’interno dell’area protetta, da Randazzo a Zafferana Etnea, da Bronte a Linguaglossa, con una popolazione residente di circa 250mila abitanti che vive fino a una quota massima di 950 metri.
La città di Catania è nella maggior parte dei casi la base da cui si parte per esplorare il Parco dell’Etna. Qui si trova infatti l’aeroporto più vicino, Catania Fontanarossa. Da Catania si raggiunge il Rifugio Sapienza, sul versante sud del vulcano, base di tante escursioni, in circa un’ora e mezza di auto, percorrendo la strada che sale da Nicolosi. Il versante nord, invece, con base a Piano Provenzana, si raggiunge da Linguaglossa, in circa due ore da Catania. Per chi non dispone di un’auto privata, dal capoluogo etneo parte un servizio di autobus dell’AST fino al Rifugio Sapienza, operativo anche d’estate.
L’Etna patrimonio dell’umanità
Il 21 giugno 2013, durante la XXXVII sessione del Comitato UNESCO riunita a Phnom Penh, in Cambogia, l’Etna è stato inserito nella lista del Patrimonio Mondiale dell’Umanità.
Il sito riconosciuto comprende oltre 19 mila ettari della zona A del Parco, corrispondente alla porzione più elevata del vulcano, quella priva di insediamenti permanenti. Il criterio adottato dall’UNESCO per inserire l’Etna nella lista è stato quello riservato ai luoghi che rappresentano straordinari esempi di processi geologici e formazioni naturali di eccezionale valore. L’Etna, si legge nella motivazione, è uno dei vulcani più iconici e attivi del mondo, con una documentazione continua dell’attività eruttiva che risale ad almeno 2700 anni fa.
Alcune statistiche aiutano a capire perché l’Etna sia così importante e unico: è il vulcano attivo più alto d’Europa e il più grande vulcano basaltico composito presente sulla placca euroasiatica. La sua struttura attuale è il risultato di una storia eruttiva complessa, che affonda le radici in oltre 500mila anni di storia, con un’alternanza di eruzioni effusive ed esplosive che hanno modellato il paesaggio e creato ambienti geologici unici.
Tra questi spicca la Valle del Bove, una gigantesca depressione che si trova sul versante est, con pareti che si alzano fino a 1.000 metri: si tratta di quanto rimane del vulcano primordiale Trifoglietto, crollato su se stesso decine di migliaia di anni fa.
Oltre a ciò, il Parco dell’Etna custodisce una biodiversità sorprendente. Nelle aree boschive, che si estendono fino a circa 2mila metri di altitudine, vivono querceti, castagneti e boschi di betulla dell’Etna (Betula aetnensis), una specie endemica che cresce solo sulle pendici di questo vulcano. Salendo di quota la vegetazione si fa più rada, quasi assente ad eccezione di rare specie particolare che si sono adattate ai suoli lavici e quasi lunari della zona più alta. Dal punto di vista della fauna si trovano nel Parco il gatto selvatico, la martora, l’istrice e la volpe, il falco pellegrino e l’aquila reale.
Trekking: le escursioni più belle nel Parco dell’Etna
L’offerta escursionistica del Parco dell’Etna è straordinariamente varia, adatta a tutti i livelli di preparazione e a tutte le aspirazioni di esplorazione.
Esiste, però, una regola fondamentale da conoscere: oltre i 2.750 metri di quota l’accesso è consentito esclusivamente in compagnia di una guida autorizzata. Una norma di sicurezza necessaria, non una limitazione: il vulcano è attivo e le condizioni possono cambiare rapidamente.
Una passeggiata molto semplice, adatta alle famiglie con bambini piccoli è quella ai Crateri Silvestri. Situati sul versante sud, a breve distanza dal Rifugio Sapienza, questi due coni vulcanici si sono formati durante l’eruzione del 1892, durata sei mesi. Il sentiero che li percorre è breve, circa un chilometro e mezzo, con un dislivello minimo e un fondo agevole. Dal percorso, nelle giornate limpide, lo sguardo spazia fino al golfo di Catania e al Mar Ionio.
Per un livello leggermente più impegnativo ma comunque alla portata dei più, il percorso consigliato è il sentiero panoramico chiamato Schiena dell’Asino, uno dei più belli del versante sud. Si segue il sentiero 737 a partire dal bordo della Valle del Bove. A questo punto, si risale ammirando il paesaggio brullo e lavico, caratterizzato da una sabbia grigio-nera. Il sentiero sale in maniera piuttosto decisa fino alla cima de La Montagnola a 2.648 metri sul livello del mare: si tratta di un enorme cratere creatosi nel 1763, dal quale è possibile godere di una meravigliosa vista. La lunghezza dell’itinerario 737 è di 2 chilometri e mezzo sola andata per un dislivello di quasi 600 metri, ma si potrebbe dover aggiungere un percorso di avvicinamento.
Per i più audaci c’è il trekking ai Crateri sommitali del vulcano, un’escursione da affrontare con uno dei numerosi servizi di guida dedicati. Solitamente, si cammina solo a partire dai 2.900 metri di quota, raggiunti con una combinazione di funivia e fuoristrada. Da qui si raggiungono effettivamente i crateri, che si trovano circa 400 metri più in alto.
Il percorso a piedi, sempre in compagnia della guida, dura tra le cinque e le sei ore e offre panorami che nelle giornate più limpide abbracciano contemporaneamente il Mar Ionio a est e il Mar Tirreno a ovest, la Calabria, le Isole Eolie e tutta la costa della Sicilia orientale.
Per gli escursionisti più allenati e con esperienza, la sfida definitiva è la cosiddetta Traversata dell’Etna, dal versante sud a quello nord. È considerata l’escursione più completa e spettacolare dell’intero vulcano, con una lunghezza di circa 14 chilometri, quasi tutti in altitudine e per questo doppiamente impegnativi. Anche in questo caso è necessario l’accompagnamento di una guida. In ogni caso, è un’avventura che attraversa entrambe le anime dell’Etna, da nord a sud, passando per il tetto dell’Europa meridionale, per ricordare ancora le parole di Vivant Denon: tutto si può paragonare all’Etna e l’Etna non si può paragonare a nulla.
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