Con il decreto del Presidente del CSLP n. 169 del 18 giugno 2026 è stato approvato il testo di aggiornamento delle Linee guida dedicate all’identificazione, alla qualificazione e all’utilizzo di questi prodotti strutturali, con le relative procedure per il rilascio dell’autorizzazione all’impiego.
Le Linee guida hanno una funzione di presidio tecnico e procedurale. Servono a definire criteri omogenei per:
- identificare le travi tralicciate;
- classificarle in base alla tipologia strutturale;
- qualificarle ai fini dell’impiego;
- disciplinarne produzione, controllo e rintracciabilità;
- definire la documentazione di accompagnamento delle forniture;
- chiarire gli obblighi del fabbricante, del progettista, del direttore dei lavori e del costruttore;
- stabilire le procedure per il rilascio del “riconoscimento di appartenenza” o della “dichiarazione” di idoneità.
La logica del documento è duplice: da un lato ricondurre le travi tralicciate ai modelli normativi già previsti dalle NTC, dall’altro disciplinare i casi in cui il prodotto o il sistema costruttivo non sia pienamente riconducibile alle categorie ordinarie e richieda, quindi, una specifica valutazione di idoneità.
L’aggiornamento 2026 rafforza il presidio su questa tipologia di prodotto strutturale complessa, che si colloca tra prefabbricazione, carpenteria metallica, calcestruzzo armato e sistemi costruttivi non convenzionali.
Per i progettisti diventa essenziale classificare correttamente la trave e verificare il titolo di qualificazione. Per i fabbricanti cresce il peso della documentazione tecnica, del controllo di produzione e della rintracciabilità. Per i direttori dei lavori aumentano le responsabilità nella verifica documentale e nei controlli di accettazione in cantiere.
Il principio di fondo è chiaro: le travi tralicciate possono essere impiegate solo se correttamente identificate, qualificate, controllate e accompagnate da documentazione coerente con la categoria strutturale di appartenenza.
Cosa sono le travi tralicciate conglobate nel calcestruzzo
Le Linee guida definiscono le travi tralicciate in acciaio conglobate nel getto di calcestruzzo collaborante come prodotti di acciaio prefabbricati in stabilimento, posti in opera e successivamente inglobati nel getto di calcestruzzo.
Il documento disciplina non solo la trave come elemento lineare, ma anche il sistema costruttivo costituito da trave tralicciata e nodo trave-colonna, quando il nodo non rispetti pienamente le prescrizioni ordinarie previste per le strutture composte acciaio-calcestruzzo o per le strutture in calcestruzzo armato.
La finalità è garantire modalità uniformi di impiego e qualificazione, assicurando che il prodotto sia correttamente classificato, progettato, controllato, marcato e rintracciabile.
Le tre categorie di travi tralicciate
Il cuore delle Linee guida è la classificazione delle travi tralicciate in tre categorie:
- tralicciate in acciaio-calcestruzzo;
- tralicciate in calcestruzzo armato normale o precompresso e, infine;
- tralicciate non riconducibili alle prime due casistiche.
Per le prime due tipologie, calcolo e verifica sono disciplinati dalle Norme tecniche per le costruzioni; nel terzo, trattandosi di un sistema non disciplinato dalle norme tecniche in vigore, l’uso strutturale è subordinato al rilascio della dichiarazione del presidente del Consiglio superiore dei lavori pubblici che ne attesti l’idoneità all’utilizzo, come prescritto dal testo unico dell’Edilizia (art. 52, comma 2). Le prime due tipologie sono, invece, soggette alla dichiarazione di appartenenza rilasciata dal Servizio tecnico centrale.
Travi tralicciate di acciaio-calcestruzzo
Rientrano nel caso a) le travi realizzate con elementi di acciaio da carpenteria, come piatti e profilati, completate successivamente con getto in opera di calcestruzzo.
In una prima fase la trave metallica deve sostenere il peso del getto fino al raggiungimento della resistenza richiesta del calcestruzzo.
In una seconda fase la trave diventa una struttura composta acciaio-calcestruzzo. Le verifiche seguono quindi due regimi:
- per la fase transitoria si applicano le regole delle costruzioni in acciaio;
- per la configurazione finale si applicano le regole delle strutture composte acciaio-calcestruzzo.
Particolare attenzione è richiesta per la connessione tra acciaio e calcestruzzo, per la verifica a taglio, per l’eventuale torsione e per la corretta giustificazione dell’uso di staffe integrative.
Travi tralicciate di calcestruzzo armato normale o precompresso
Nel caso b) rientrano le travi tralicciate costituite da prodotti di acciaio da cemento armato o, se autoportanti, anche da elementi di carpenteria metallica.
Nella configurazione finale il calcolo della capacità portante deve fare affidamento sul contributo del calcestruzzo e delle armature in acciaio da cemento armato o da cemento armato precompresso.
Gli elementi di carpenteria metallica non devono essere considerati nel calcolo della capacità finale, salvo che il loro contributo non renda necessario ricondurre il sistema a un’altra categoria.
In zona sismica la questione diventa ancora più delicata: se il contributo degli elementi di carpenteria metallica non è trascurabile, la trave va ricollocata nel caso a) o nel caso c).
Le Linee guida dettano inoltre prescrizioni puntuali su saldature, staffe, giunti, controlli visivi e requisiti degli stabilimenti.
Travi e sistemi non riconducibili ai casi precedenti
Il caso c) riguarda travi tralicciate e sistemi costruttivi che non possono essere ricondotti ai modelli ordinari delle strutture composte acciaio-calcestruzzo o delle strutture in calcestruzzo armato.
Per questi sistemi è necessaria una “dichiarazione” rilasciata dal Presidente del Consiglio superiore dei lavori pubblici, ai sensi dell’articolo 52, comma 2, del D.P.R. 380/2001. Il fabbricante deve dimostrare che il sistema garantisce livelli di sicurezza, funzionalità, durabilità e robustezza non inferiori a quelli previsti dalle Norme tecniche per le costruzioni.
Sono richieste prove sperimentali su campioni e modelli, analisi agli stati limite ultimi e di esercizio, modelli di calcolo attendibili e, quando necessario, analisi numeriche validate.
Due fasi da verificare: prima e dopo il getto
Le Linee guida insistono sulla necessità di distinguere sempre due fasi:
- la prima fase è quella precedente al completamento collaborante: la resistenza è affidata alla sola trave tralicciata di acciaio, puntellata o non puntellata, che deve sostenere il peso del getto.
- la seconda fase è quella finale: il calcestruzzo ha raggiunto la resistenza richiesta e la trave è costituita dal traliccio in acciaio, dall’eventuale armatura integrativa e dal getto collaborante.
Questa distinzione è fondamentale per il progettista, perché condiziona il modello resistente, le verifiche e la corretta qualificazione dell’elemento.
Riconoscimento di appartenenza e dichiarazione: attenzione alla differenza
Uno degli aspetti più importanti riguarda la qualificazione presso il Servizio tecnico centrale.
Per le travi dei casi a) e b) il fabbricante deve richiedere il “riconoscimento di appartenenza”. Per le travi e i sistemi del caso c) serve invece la “dichiarazione” di idoneità rilasciata dal Presidente del Consiglio superiore dei lavori pubblici.
Il progettista, prima di prevedere l’impiego di travi tralicciate prefabbricate in stabilimento, deve quindi accertare che il prodotto sia stato preventivamente sottoposto al corretto iter di riconoscimento o sia dotato della dichiarazione richiesta.
Controlli in stabilimento e sistema qualità
Il fabbricante deve dimostrare la capacità di garantire la costanza delle prestazioni.
Le Linee guida richiedono un sistema permanente di controllo interno della qualità e un sistema di gestione coerente con UNI EN ISO 9001, certificato da organismo accreditato.
I materiali componenti devono essere qualificati secondo le NTC 2018. Il fabbricante deve acquisire la documentazione di accompagnamento delle forniture, adottare procedure di controllo del materiale in ingresso, stabilire la frequenza delle eventuali prove meccaniche e registrare i controlli periodici.
Il controllo della produzione deve riguardare anche:
- caratteristiche dimensionali e geometriche del prodotto finito;
- rintracciabilità;
- conformità del processo produttivo;
- mantenimento dei requisiti fino alla posa in opera.
Fondelli in calcestruzzo: quando sono ammessi
Le Linee guida disciplinano anche la realizzazione di eventuali fondelli in calcestruzzo.
Sono previste tre modalità:
- realizzazione direttamente in cantiere;
- realizzazione in stabilimenti per produzione industrializzata di elementi prefabbricati in cemento armato;
- realizzazione nello stabilimento di produzione della trave in acciaio, con calcestruzzo proveniente da impianti idonei a produzione industrializzata.
Un punto decisivo riguarda la funzione del fondello. Gli elaborati progettuali trasmessi al STC devono chiarire in modo inequivocabile se il fondello sia una semplice cassaforma a perdere oppure abbia anche funzione strutturale.
Marcatura e rintracciabilità del prodotto
Ogni prodotto qualificato deve essere riconoscibile e riconducibile alla linea di produzione e allo stabilimento.
Il produttore deve adottare un sistema di identificazione dei prodotti. La marcatura deve essere apposta alla fine del ciclo produttivo o della linea di confezionamento, prima del deposito a magazzino e comunque prima della spedizione.
La marcatura deve essere inalterabile fino alla consegna in cantiere e deve consentire di risalire alle caratteristiche del prodotto e al ciclo produttivo.
Documenti da controllare in cantiere
Il direttore dei lavori ha l’obbligo di acquisire e verificare la documentazione di identificazione e qualificazione che accompagna la fornitura.
Per le travi del caso a), oltre alla marcatura CE secondo EN 1090-1, è necessaria la dichiarazione di appartenenza al caso a) rilasciata dal STC.
Per le travi del caso b), la fornitura deve essere accompagnata dalla documentazione prevista dalle NTC e, se è presente acciaio da carpenteria, anche dalla marcatura CE secondo EN 1090-1. Anche in questo caso è necessaria la dichiarazione di appartenenza rilasciata dal STC.
Per le travi del caso c), il documento di trasporto deve riportare gli estremi della dichiarazione rilasciata dal Presidente del Consiglio superiore dei lavori pubblici.
I controlli di accettazione in cantiere sono obbligatori e spettano al direttore dei lavori, che deve verificare la marcatura e rifiutare le forniture non conformi prima della posa in opera.
Procedura di qualificazione: cosa deve presentare il fabbricante
La procedura presso il Servizio tecnico centrale richiede un’istanza firmata digitalmente dal legale rappresentante e corredata da un articolato set di documenti.
Il riconoscimento di appartenenza e la dichiarazione hanno validità quinquennale.
Il rinnovo deve essere richiesto almeno 180 giorni prima della scadenza.
Le Linee guida prevedono anche ipotesi di sospensione o revoca, ad esempio in caso di difformità tra documenti depositati e produzione effettiva, perdita delle condizioni iniziali di idoneità, modifiche non autorizzate del processo produttivo o del sistema di marcatura.
Per il periodo transitorio, i riconoscimenti di appartenenza e le dichiarazioni già rilasciati conservano validità fino alla scadenza. Quelli privi di scadenza restano validi per non oltre due anni dalla data di entrata in vigore delle nuove Linee guida.
Approfondimenti
Per il progettista strutturale, la corretta classificazione della trave e la coerenza del modello di calcolo diventano quindi passaggi decisivi. In questo contesto, strumenti BIM per il calcolo strutturale possono supportare la modellazione e la verifica delle strutture in acciaio e degli elementi inseriti in sistemi strutturali complessi, con elaborati e verifiche in linea con le norme vigenti.
Indirizzo articolo: https://biblus.acca.it/notizie/travi-tralicciate-acciaio-calcestruzzo-nuove-linee-guida-cslp/
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Sergio Volpe
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