Piano Casa Italia: cosa prevede e cosa cambia per il settore delle costruzioni


Con il D.L. 66/2026 โ€“ pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 104 del 7 maggio 2026 โ€“ รจ stato varato il nuovo Piano Casa Italia.

Si tratta di un programma di interventi che puntano a rilanciare le politiche abitative nazionali e fornire risposte efficaci e strutturate al crescente disagio abitativo sul territorio nazionale.

Le misure del Piano Casa Italia mirano a riorganizzare lโ€™offerta abitativa facendo leva sullโ€™integrazione tra edilizia residenziale pubblica e sociale, la riqualificazione del patrimonio esistente e la sperimentazione di soluzioni abitative innovative, come il co-housing e lโ€™housing intergenerazionale.

Lโ€™obiettivo dichiarato รจ rendere disponibiliย oltre 100mila case nuove a prezzi calmierati nei prossimi dieci anni eย la ristrutturazione di 600.000 appartamenti.

Tre le linee di intervento:

  • un piano di riqualificazione del patrimonio residenziale pubblico;
  • un programma per lโ€™edilizia residenziale sociale;
  • il coinvolgimento dellโ€™edilizia convenzionata privata con programmi infrastrutturali di edilizia integrata.

Il testo modificato dalla Camera amplia inoltre il perimetro dei soggetti destinatari, includendo espressamente i lavoratori fuori sede sia privati sia pubblici, con particolare riferimento al personale scolastico, sanitario, delle Forze di polizia, del Corpo nazionale dei Vigili del fuoco e delle Forze armate.

Una parte rilevante del provvedimento riguarda anche le semplificazioni edilizie, pensate per ridurre i tempi autorizzativi e favorire la rigenerazione del patrimonio immobiliare inutilizzato o sottoutilizzato.

I tre pilastri del Piano Casa

Riqualificazione del patrimonio residenziale pubblico

Il primo pilastro riguarda lโ€™edilizia residenziale pubblica e sovvenzionata. Lโ€™obiettivo รจ recuperare migliaia di alloggi attualmente non disponibili perchรฉ degradati, non conformi, privi di impianti adeguati o occupati abusivamente.

Sarร  data prioritร  agli immobili inagibili non fruibili per carenza di manutenzione e agli interventi di adeguamento della parte impiantistica.

Per realizzare il programma, il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti puรฒ concedere contributi agli enti che operano nel settore dellโ€™edilizia pubblica e sociale, compresi gli ex IACP. Questi enti sono individuati come soggetti attuatori.

La gestione delle risorse avverrร  tramite una convenzione tra il Ministero e Invitalia, che assume il ruolo di soggetto gestore. Le somme saranno versate su un conto corrente infruttifero intestato a Invitalia, aperto presso la Tesoreria dello Stato e gli oneri di gestione potranno essere coperti con le stesse risorse, entro il limite massimo del 2% delle somme affluite ogni anno sul conto.

Invitalia, dโ€™intesa con il Ministero, selezionerร  gli interventi attraverso uno o piรน avvisi pubblici e saranno favorite le proposte che prevedono interventi integrati di manutenzione straordinaria degli alloggi ERP e di recupero degli immobili destinati allโ€™edilizia residenziale pubblica e di recupero degli immobili destinati allโ€™edilizia sociale che presentano piรน idonee condizioni di sostenibilitร  economica anche attraverso il ricorso a operazioni economiche di partenariato pubblico-privato.

Le proposte relative alla componente di edilizia sociale potranno riguardare immobili individuati dai soggetti attuatori anche nellโ€™ambito dellโ€™elenco predisposto dal Commissario straordinario. Inoltre, lโ€™inserimento degli interventi in programmi di contrasto al degrado o di rigenerazione urbana dovrร  avvenire nel rispetto della normativa e della pianificazione territoriale di settore.

Per accelerare lโ€™avvio dei lavori, gli interventi potranno essere realizzati anche per fasi successive o per lotti funzionali, nei limiti delle risorse disponibili e saranno ammesse le proposte che, per la parte relativa allโ€™edilizia sociale:

  • rispondono ai fabbisogni abitativi individuati dal decreto;
  • prevedono una riduzione del canone calmierato applicabile sul territorio;
  • riguardano il recupero o la riconversione di immobili pubblici non utilizzati o non redditizi;
  • si inseriscono in programmi di rigenerazione urbana o di contrasto al degrado urbanistico, edilizio, ambientale e sociale.

Per finanziare il programma รจ autorizzata una spesa complessiva di 970 milioni di euro, cosรฌ ripartita:

  • anno 2026 -> 116 milioni di euro
  • anno 2027 -> 216 milioni di euro
  • anno 2028 -> 228 milioni di euro
  • anno 2029 -> 180 milioni di euro
  • anno 2030 -> 230 milioni di euro

A queste risorse si aggiunge il 50% delle somme del Fondo sociale per il clima destinate al sostegno delle famiglie vulnerabili per la componente di edilizia residenziale pubblica. Inoltre, il decreto prevede la possibilitร  di destinare ulteriori risorse al programma: fino a 500 milioni di euro lโ€™anno dal 2027 al 2030 e fino a 700 milioni di euro lโ€™anno dal 2031 al 2034. Queste somme, se assegnate, saranno gestite separatamente e destinate ai Comuni tramite appositi avvisi pubblici.

Agli interventi si applica il Codice dei contratti pubblici. Possono partecipare alle procedure anche i soggetti che propongono programmi di edilizia integrata, limitatamente alla parte di edilizia convenzionata.

Governance e ruolo dei Comuni

Il decreto prevede la nomina di un Commissario straordinario per la ricognizione dei fabbisogni e il programma degli interventi. Nella Cabina di monitoraggio viene inserito anche il Presidente dellโ€™ANCI. La Cabina, per la componente di edilizia sociale, definisce gli indirizzi generali e i criteri per individuare le prioritร  territoriali e tipologiche di intervento, anche ai fini della rigenerazione urbana e del recupero del patrimonio pubblico.

Housing sociale a favore della fascia grigia

Il secondo pilastro รจ dedicato allโ€™housing sociale, cioรจ agli alloggi destinati alla cosiddetta โ€œfascia grigiaโ€: famiglie, lavoratori e giovani che non rientrano nei requisiti per lโ€™accesso allโ€™edilizia popolare, ma che non riescono a sostenere i costi di mercato, soprattutto nelle grandi cittร . In questo ambito รจ previsto un fondo dedicato, con il coinvolgimento di Invimit e la possibilitร  di mobilitare ulteriori risorse.

รˆ previsto un programma di edilizia sociale destinata in primo luogo a giovani, giovani coppie e genitori separati intenzionati ad adibire lโ€™immobile ad abitazione principale.

La misura intende favorire la locazione a canone agevolato conย la formula delย rent to buy: il pagamento di una quota parziale del canone mensile di affitto diventa acconto in vista di un possibile acquisto futuro dellโ€™immobile stesso (una sorta di โ€œriscatto progressivoโ€). Spetta in ogni caso al locatario decidere se procedere con lโ€™acquisto: in questo caso dal prezzo verranno sottratte le quote giร  versate.

Sono previsti fondi anche per programmi di edilizia sociale in favore delle persone anziane. In questo caso la locazione a canone agevolato riguarda in misura maggiore unitร  immobiliari associate a contratti di permuta con lโ€™obiettivo di favorire la realizzazione di progetti di coabitazione.

Tra le novitร  introdotte alla Camera rientra anche una misura a favore delle famiglie cui appartengono soggetti con disabilitร  grave. A decorrere dal trentesimo giorno successivo allโ€™entrata in vigore della legge di conversione, tali soggetti sono inclusi tra le categorie prioritarie per lโ€™accesso al Fondo di garanzia per la prima casa. La garanzia รจ pari al 50% della quota capitale e puรฒ arrivare allโ€™80% in presenza di ISEE non superiore a 40.000 euro annui. Il Fondo viene incrementato di 6 milioni di euro per il 2026 e di 8 milioni di euro per il 2027.

รˆ inoltre previsto un incremento di 8,5 milioni di euro per il 2026 del fondo destinato a corrispondere un contributo per le spese di locazione abitativa sostenute dagli studenti fuori sede.

Investimenti privati con 70% di alloggi in edilizia convenzionata

Il terzo pilastro riguarda gli investimenti privati, anche tramite Cassa Depositi e Prestiti, con la finalitร  di favorire programmi di edilizia convenzionata destinati a prima casa, studenti fuori sede e lavoratori, a canoni o prezzi calmierati.

Si introducono semplificazioni burocratiche e procedure rapide per investitori e imprese di costruzione. Per gli investimenti di maggiore rilevanza รจ prevista la nomina di un Commissario straordinario, cui รจ attribuito il compito di coordinare lโ€™iter autorizzativo.

A fronte di tali agevolazioni procedurali, viene imposto un preciso obbligo a carico dei soggetti attuatori: almeno il 70% dellโ€™investimento deve essere destinato alla componente di edilizia convenzionata, con alloggi ceduti o locati a prezzo o canone calmierato.

Queste unitร  dovranno garantire una riduzione di almeno il 33% rispetto ai valori di mercato.

Il testo approvato dalla Camera introduce requisiti piรน puntuali per i soggetti privati che intendono presentare programmi infrastrutturali di edilizia integrata. Possono farlo anche societร  di progetto o veicoli societari appositamente costituiti, purchรฉ dimostrino capacitร  economica e finanziaria adeguata, documentata esperienza nella realizzazione o gestione di programmi edilizi analoghi e un impegno formale a mantenere la destinazione convenzionata degli immobili per lโ€™intero periodo di vincolo.

Viene inoltre definito il concetto di โ€œcontesto territorialeโ€: puรฒ essere un ambito fisicamente continuo o funzionalmente unitario, definito nella convenzione con il Comune, anche articolato in piรน comparti o sub-ambiti di trasformazione, purchรฉ rientranti nella stessa unitร  progettuale e nello stesso atto convenzionale.

Nei comparti di sviluppo piรน ampi, con destinazioni residenziali e non residenziali, la quota minima del 70% viene calcolata solo sullโ€™investimento destinato alla componente residenziale, ossia quella relativa alle unitร  abitative di edilizia convenzionata e di edilizia residenziale libera, escludendo gli investimenti relativi a destinazioni dโ€™uso non residenziali. Lโ€™atto convenzionale con il Comune deve definire il perimetro della componente residenziale e la quota di investimento su cui effettuare il calcolo.

Inoltre, assicurano, per la componente di edilizia convenzionata, la presenza di spazi e servizi di prossimitร , anche comuni, funzionali alla coesione sociale e al benessere della comunitร  residente, con particolare riferimento a interventi di senior cohousing e cohousing intergenerazionale.

Servizi di prossimitร , cohousing e funzioni non residenziali

I programmi di edilizia integrata non si limitano alla realizzazione di alloggi, difatti il testo modificato dalla Camera rafforza il tema dei servizi di prossimitร  e delle funzioni di supporto alla residenza.

Per la componente di edilizia convenzionata deve essere assicurata la presenza di spazi e servizi di prossimitร , anche comuni, funzionali alla coesione sociale e al benessere della comunitร  residente, con particolare riferimento agli interventi di senior cohousing e cohousing intergenerazionale.

Una quota compresa tra il 5% e il 15% della superficie utile complessiva puรฒ essere destinata a start-up, microimprese, attivitร  lavorative svolte in postazioni condivise, commercio di prossimitร , artigianato urbano e servizi di quartiere mediante convenzioni a canone calmierato.

Prezzi e canoni calmierati: criteri piรน puntuali

Il decreto stabilisce che il prezzo o il canone calmierato deve garantire una riduzione di almeno il 33% rispetto ai valori correnti di mercato nella stessa zona.

Il testo approvato dalla Camera precisa che il riferimento principale รจ costituito dalle quotazioni immobiliari correnti pubblicate semestralmente dallโ€™Osservatorio del mercato immobiliare dellโ€™Agenzia delle Entrate, riferite alla stessa zona territoriale omogenea, alla stessa tipologia edilizia e allo stesso stato di manutenzione e conservazione.

Se i valori OMI non corrispondono ai valori effettivi di mercato, i valori di riferimento sono determinati in sede di convenzione con il Comune sulla base di atti pubblici e contratti registrati negli ultimi sei mesi. Il Comune puรฒ inoltre avvalersi dei servizi estimativi dellโ€™Agenzia delle Entrate.

SCIA e cambi di destinazione dโ€™uso: procedure piรน snelle, ma con limiti precisi

Per gli interventi di ristrutturazione urbanistica, ristrutturazione edilizia, demolizione e ricostruzione relativi allโ€™edilizia residenziale pubblica e sociale, lโ€™articolo 8 del decreto richiama la disciplina semplificata prevista dallโ€™art. 10, comma 7-ter, del D.L. 76/2020, che consente il ricorso alla SCIA per specifiche opere destinate, tra lโ€™altro, allโ€™edilizia residenziale sociale.

La stessa norma prevede per questo interventi un incremento fino a un massimo del 20% della volumetria o della superficie lorda esistente.

Il decreto velocizza lโ€™iter autorizzativo attraverso il ricorso ad una conferenza di servizi semplificata che deve chiudersi, di norma, entro 30 giorni dalla convocazione; il termine sale a 40 giorni quando sono coinvolte amministrazioni chiamate a tutelare interessi sensibili, come ambiente, paesaggio, beni culturali o salute.

Se entro questi termini unโ€™amministrazione non si pronuncia, non partecipa alla conferenza oppure esprime un dissenso non motivato o non pertinente rispetto allโ€™oggetto della procedura, il suo assenso si considera acquisito e una volta scaduti i termini, la determinazione conclusiva deve essere adottata entro i successivi 5 giorni.

Con questo atto il progetto viene approvato e possono essere realizzate tutte le opere e le attivitร  previste.

I mutamenti di destinazione dโ€™uso funzionali al Piano Casa hanno unย vincolo trentennale e rientrano nellโ€™ambito dellโ€™art. 23-ter, D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380 e le discipline piรน incentivanti.

Il testo approvato dalla Camera precisa che il vincolo trentennale di destinazione dโ€™uso deve essere trascritto nei registri immobiliari entro 30 giorni dal completamento dellโ€™intervento. Questa previsione rafforza la tracciabilitร  del vincolo e incide direttamente sulla gestione immobiliare successiva, sulle verifiche notarili e sui controlli comunali.

Bonus volumetria per lโ€™edilizia convenzionata privata

Lโ€™articolo 9 del decreto โ€“ che disciplina gli interventi di edilizia convenzionata โ€“ consente ai privati che aderiranno ai programmi infrastrutturali di edilizia integrata di costruireย  nuove abitazioniย oppure intervenire suย immobili esistentiย attraverso opere di riqualificazione urbana ed energetica ad alta efficienza.

Sono ammessi interventi di rigenerazione del patrimonio edilizio esistente che favoriscano il riuso di strutture giร  presenti e il recupero di aree giร  urbanizzate, degradate o inutilizzate.

Richiamando una disciplina giร  utilizzata in passato per gli studentati (articolo 1 -quater , comma 7, della legge 14 novembre 2000, n. 338), il Piano Casa prevede per tali programmi incrementi della superficie utileย fino al 35%.

La quota aggiuntiva prevista da questo vero e proprio โ€œbonus volumetriaโ€ puรฒ essere destinato esclusivamente agli alloggi a canone calmierato.

Autorizzazione unica per i grandi investimenti

Per i programmi di edilizia convenzionata di importo superiore a un miliardo di euro รจ prevista la nomina di un commissario straordinario di Governo, con il compito di coordinare le amministrazioni coinvolte e accelerare lโ€™iter.

Il cuore della procedura sarร  lโ€™autorizzazione unica, nella quale confluiranno concessioni, pareri, nulla osta, autorizzazioni ambientali, paesaggistiche, sanitarie e antincendio. Il procedimento passerร  attraverso una conferenza di servizi con tutte le amministrazioni competenti.

Lโ€™autorizzazione unica potrร  avere anche effetto di variante agli strumenti urbanistici vigenti, rendendo piรน rapida lโ€™attuazione dei programmi ritenuti di interesse strategico.

Morositร  incolpevole per contratti di locazione di edilizia residenziale pubblica

Lโ€™articolo 4 del decreto istituisce un Fondo di garanzia destinato agli inquilini degli alloggi di edilizia residenziale pubblica che si trovano in una situazione di morositร  incolpevole. La misura riguarda i casi in cui il conduttore non riesca piรน a pagare il canone di locazione per cause sopravvenute e non dipendenti dalla sua volontร .

Il Fondo ha una dotazione iniziale di 22 milioni di euro per il 2026 e di 2 milioni di euro per il 2027 e le risorse sono destinate a coprire il rischio di morositร  incolpevole e il deposito cauzionale collegato ai contratti di locazione degli alloggi ERP.

Il Fondo sarร  alimentato anche attraverso una quota dei canoni di locazione versati dagli stessi conduttori degli alloggi di edilizia residenziale pubblica. Una volta intervenuto, il Fondo potrร  subentrare nei diritti del locatore nei limiti delle somme erogate.

Le modalitร  operative saranno definite con un successivo decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, di concerto con il Ministro dellโ€™economia e delle finanze, da adottare entro 60 giorni dallโ€™entrata in vigore del D.L. 66/2026. Questo decreto dovrร  stabilire, tra lโ€™altro, la quota del canone da destinare al Fondo, i criteri di accesso, le condizioni per ottenere il sostegno, le modalitร  di erogazione delle somme e le procedure di controllo del limite di spesa.

Riscatto degli alloggi ERP

Il Piano Casa disciplina anche il riscatto degli alloggi di edilizia residenziale pubblica esistenti.

Entro 60 giorni dallโ€™entrata in vigore della legge di conversione, dovranno essere definite le procedure con cui Comuni, enti pubblici e aziende territoriali per lโ€™edilizia residenziale pubblica e sociale potranno alienare gli immobili di loro proprietร  facenti parte del patrimonio ERP.

Nellโ€™ambito di tali procedure รจ riconosciuto il diritto di opzione per lโ€™acquisto dellโ€™immobile in favore dellโ€™assegnatario non moroso nel pagamento del canone o degli oneri accessori, purchรฉ non sia proprietario di unโ€™altra abitazione.

La destinazione dei proventi delle alienazioni sarร  individuata con uno specifico provvedimento, nel rispetto degli equilibri di finanza pubblica. Se i proventi sono di competenza degli enti territoriali, il provvedimento dovrร  essere adottato previa intesa in Conferenza unificata.

Perchรฉ il Piano Casa interessa tecnici e imprese

Il Piano Casa non riguarda solo le politiche sociali, ma anche il settore delle costruzioni, la rigenerazione urbana e la pianificazione territoriale.

Per progettisti, imprese, amministrazioni e operatori immobiliari, i punti da monitorare saranno soprattutto:

  • lโ€™effettiva portata delle semplificazioni edilizie;
  • il coordinamento tra disciplina nazionale e strumenti urbanistici comunali;
  • le regole operative per SCIA, cambi dโ€™uso e autorizzazione unica;
  • le convenzioni con i Comuni per canoni e prezzi calmierati;
  • il rapporto tra tutela paesaggistica, rigenerazione urbana e tempi di realizzazione.

FAQย  Piano Casa Italia

Che cosโ€™รจ il Piano Casa Italia introdotto dal D.L. 66/2026?

Il Piano Casa Italia รจ il nuovo programma strategico nazionale pensato per contrastare il disagio abitativo attraverso la riqualificazione del patrimonio edilizio esistente, lโ€™incremento dellโ€™edilizia sociale e il coinvolgimento degli investitori privati. Il decreto, in vigore dallโ€™8 maggio 2026, punta a rendere disponibili oltre 100mila nuove abitazioni a prezzi calmierati nei prossimi dieci anni e a ristrutturare circa 600mila appartamenti.

Quali sono i principali interventi previsti dal Piano Casa?

Il Piano Casa si sviluppa su tre linee di intervento principali: recupero dellโ€™edilizia residenziale pubblica, sviluppo dellโ€™housing sociale ed edilizia convenzionata con il supporto di capitali privati. Tra gli obiettivi prioritari vi รจ il recupero di circa 60mila alloggi popolari oggi inutilizzabili per degrado, carenze manutentive o occupazioni abusive.

Quali obblighi sono previsti per gli investitori privati?

Gli investitori che aderiranno ai programmi di edilizia convenzionata potranno beneficiare di iter autorizzativi accelerati e, per gli interventi superiori a un miliardo di euro, anche di unโ€™autorizzazione unica rilasciata da un Commissario straordinario. In cambio, almeno il 70% degli alloggi realizzati dovrร  essere destinato allโ€™edilizia convenzionata, con prezzi o canoni ridotti di almeno il 33% rispetto ai valori di mercato.

Qual รจ il primo pilastro del Piano Casa Italia?

Il primo pilastro riguarda la riqualificazione dellโ€™edilizia residenziale pubblica e sovvenzionata. Lโ€™obiettivo รจ recuperare migliaia di alloggi popolari oggi inutilizzabili a causa di degrado, carenze manutentive, impianti non conformi o occupazioni abusive, riportandoli progressivamente nel circuito abitativo.

A chi รจ destinato il secondo pilastro dedicato allโ€™housing sociale?

Il secondo pilastro si rivolge alla cosiddetta โ€œfascia grigiaโ€, composta da famiglie, giovani lavoratori e nuclei che non possiedono i requisiti per lโ€™edilizia popolare ma che non riescono comunque ad accedere al mercato immobiliare tradizionale. Il programma punta a incrementare lโ€™offerta di abitazioni a canone calmierato.

Come funziona il sistema rent to buy previsto dal Piano Casa?

La formula del rent to buy consente agli inquilini di destinare una parte del canone mensile di affitto allโ€™acquisto futuro dellโ€™immobile. Se il locatario decide di comprare la casa, le somme giร  versate saranno detratte dal prezzo finale, favorendo cosรฌ un percorso graduale verso la proprietร .

Sono previste misure specifiche per anziani e co-housing?

Sรฌ. Il Piano Casa introduce programmi di edilizia sociale dedicati alle persone anziane, incentivando modelli abitativi innovativi come il co-housing e lโ€™housing intergenerazionale. In molti casi gli alloggi saranno collegati a contratti di permuta per favorire soluzioni di coabitazione sostenibili.

Qual รจ il ruolo degli investitori privati nel terzo pilastro del Piano Casa?

Il terzo pilastro punta a coinvolgere investitori privati e istituzioni finanziarie, anche tramite Cassa Depositi e Prestiti, per sviluppare programmi di edilizia convenzionata destinati a prima casa, studenti fuori sede e lavoratori. Gli interventi potranno beneficiare di procedure amministrative accelerate.

Quali vantaggi sono previsti per i grandi investimenti immobiliari?

Per i programmi superiori a un miliardo di euro รจ prevista la nomina di un Commissario straordinario incaricato di coordinare lโ€™iter autorizzativo attraverso un provvedimento unico che sostituisce pareri, nulla osta e autorizzazioni normalmente richiesti.

Quali obblighi devono rispettare gli operatori privati?

Gli operatori privati che accedono alle semplificazioni previste dal Piano Casa dovranno destinare almeno il 70% degli alloggi realizzati allโ€™edilizia convenzionata, applicando prezzi o canoni ridotti di almeno il 33% rispetto ai valori di mercato.

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ย Alfonso Roma

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